Visitare Bellaria: la Riviera romagnola a bassa velocità

Se la stazione di Igea Marina m’ha colpito fin dal mio arrivo al blogtour #atsansalvadorhotel e la stessa Igea Marina m’ha sorpreso per il suo tono cordiale e slow, Bellaria non è stata da meno.
Occorre fare una breve premessa, giusto per spiegare perchè si nominano sempre assieme Bellaria ed Igea Marina, che sono due luoghi diversi, seppur contigui. A differenza, per esempio, di Massa Carrara, che sono due città differenti e distanti.
Bellaria, lo dice il nome, era un luogo di aria buona, e questo normalmente intendeva che non c’era la malaria in zona. Un povero e piccolo borgo di pescatori sul litorale, stretto tra la foce del fiume Uso e la torre d’avvistamento, manufatto militare fatto costruire dal governo pontificio contro i pirati dalmati e saraceni. Tutta la costa era puntellata, a distanza più o meno regolare, da queste torri che ospitavano piccole guarnizioni. Tra questa e Rimini, ad esempio, c’era la Torre Pedrera che ha dato nome all’omonima località. Oggi la torre di Bellaria, conservatasi nei suoi tratti principali, si gode il fresco di un piccolo parco pubblico in cui è compresa ed ospita un piccolo ma fornito museo… di conchiglie.
E se pensate che le conchiglie non siano interessanti, guardate le foto sotto e vedrete che sono dei piccoli gioielli naturali di precisione, ritmo e simmetria.
Bellaria_conchiglieDivago, però. Parlavo di Bellaria ed Igea Marina. Se la prima ha alcuni secoli alle spalle, la seconda è per così dire una bambina: verso i primi del Novecento ad una colonia estiva viene dato questo nome, che poi è quello della dea figlia di Asclepio, il dio greco della medicina. Igea, dea della salute e dell’igiene: il nume tutelare più indicato per le colonie, dove si andava a respirare l’aria buona, come dicevano i nostri nonni.
Solo una cinquantina di anni fa questa zona è stata scorporata dal comune di Rimini ed è diventato comune a sè, mantenendo anche nel nome la dualità.
Se però sono diverse per storia e formazione, l’una più ricettiva perchè formata a quanto ho visto principalmente di alberghi, l’altra più residenziale, hanno almeno un tratto in comune. Il gusto per il viver lento ed il godersi la propria città.
Bellaria_centro
Nel centro di Bellaria, via Guidi Paolo, c’era un viale alberato: uno di quei viali presenti in tutte le nostre città, belli larghi, ombreggiati da alberi, un paio di corsie per senso di marcia, penso. Quante macchine ci potessero camminare non ve lo so dire perchè, proprio come ad Igea Marina, questa via è diventata un salotto pedonale.
Sono spariti i marciapiedi, ora è un unica superficie dove gli alberi ombreggiano grandi aiuole rialzate che offrono anche sedute per chi passeggia, ed intervallano i tavolini dei negozi dove la gente si gode il fresco ed il silenzio.
Già, nessuna macchina: solo il rumore di qualche bici, delle voci delle persone, del vento tra le foglie. Un ambiente così placido ma al contempo così naturale che, la prima volta che l’ho percorso, non ero sicuro di quello che vedevo: non sono riuscito subito a capire che si trattasse di una strada trasformata, da tanto che è stato fatto un lavoro piacevole alla vista ed attento ai dettagli. Sembra quasi che questo spazio urbano sia nato così!
E, come anche nel caso di via Quinto Ennio a Igea, anche questa strada parte dalla stazione: un bellissimo e raffinato biglietto da visita per il turista che arriva a Bellaria.

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