Viareggio, cinque anni fa

Oggi, come tutti gli anni, i treni che passeranno da Viareggio quasi a mezzanotte faranno suonare le sirene.

“È scoppiato tutto… Ferma i treni più lontano che puoi da Viareggio… C’è la stazione in fiamme, avverti chi puoi, avverti la Protezione civile, sta scoppiando tutto! Sono tutte cisterne con gas liquefatto infiammabile! Sta bruciando tutto… In stazione penso siano morti tutti!”

Cinque anni fa un treno contenente gpl si rovescia appena uscito dalla stazione di Viareggio. Erano le 23.52 e nella prima telefonata fatta dai macchinisti, salvatisi grazie ad un muro, c’è già il racconto di tutto l’orrore e la morte che avrebbero avvolto “la perla della Versilia” in quell’inizio d’estate.
Perchè quel treno è deragliato? Il processo è iniziato nel dicembre 2013 e per i colpevoli, se mai ci saranno, dovremo aspettare molti anni.
2009_Viareggio_train_explosion_06Il treno è deragliato perchè l’asse che collega una coppia di ruote del primo vagone s’è rotto. Di chi è la colpa? C’è una colpa? Era stato revisionato correttamente? La cricca, cioè il “Difetto di laminati o di getti metallici, consistente in una sottile crepa più o meno profonda” è stata ignorata dolosamente? L’asse era del 1974: doveva essere cambiato?
Ma perchè il gpl è uscito dalla cisterna? La cisterna, perchè solo una alla fine è esplosa. In questa tragedia la città di Viareggio è stata fortunata: il fiume di fiamme e fuoco che hanno sventrato case e corrotto cemento armato poteva essere 50 volte più potente.
Qualcosa ha fessurato la cisterna, ma cosa? Secondo le Ferrovie dello Stato una “piegatura a zampa di lepre”, una parte dello scambio dei binari. Secondo coloro che hanno perso i propri cari un picchetto, un pezzo di metallo sporgente che serve per mappare le curve dei binari e che poteva già essere stato sostituito dalla tecnica gps, più moderna. Lungo le linee ad Alta Velocità è stato fatto.
Sfortuna? Imperizia? Lassimsmo? Una falla nella sicurezza?

“Vi prego di considerare che quest’anno, per la sicurezza – a parte questo spiacevolissimo episodio di Viareggio – abbiamo ulteriormente migliorato: siamo i primi in Europa”.

Così disse in un’audizione al Senato l’amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, nel febbraio 2010. Le Ferrovie dello Stato non hanno colpa, come non ha colpa l’Officina Jungenthal di Hannover dove hanno controllato l’asse, e come non hanno colpa alla Cima riparazioni di Bozzolo (Mantova), dove l’asse revisionato è stato montato sul carro. Se la cima c’era, o era invisibile agli occhi, oppure si è formata dopo. Fatalità?

“Nel quadro di attività di monitoraggio dei veicoli si continua a rilevare la presenza di sale montate i cui assili e raccordi compositi presentano ammaccature o crateri di corrosione. Questi ultimi occupano spesso ampie zone dello strato superficiale dell’assile che non di rado sono state ricoperte con vernice colorata”

Eppure nel 2007 l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria in Germania aveva denunciato che troppe volte sugli assili dei treni c’erano crepe ed ammaccature che venivano occultati anche solo riempiendoli di vernice.
800px-2009_Viareggio_train_explosion_fireAd oggi, cosa sappiamo di certo? Quello che sapevamo l’anno scorso ad esempio. Chi sono i morti di questo spiacevolissimo episodio

  • Nadia Bernacchi, nata nel 1950, deceduta nell’appartamento in affitto in via Ponchielli 19
  • Claudio Bonuccelli, nato nel 1949, deceduto nell’appartamento in affitto in via Ponchielli 19
  • Rosario Campo, nato a Ragusa nel 1967, deceduto sul luogo dell’incidente (passava a bordo della propria moto)
  • Maria Luisa Carmazzi, nata a Viareggio nel 1960, trovata all’interno della propria abitazione (via Ponchielli 32) sotto le macerie
  • Andrea Falorni, nato a Viareggio nel 1959, investito dalle fiamme lungo la strada
  • Antonio Farnocchia, nato nel 1958, investito dallo scoppio sulla passerella che sovrappassa i binari
  • Ana Habic, nata a Nuseni (Romania) nel 1967, deceduta all’interno dell’abitazione di Mario Pucci
  • Ilaria Mazzoni, nata a Viareggio nel 1973, deceduta nell’appartamento in affitto in via Ponchielli 20
  • Michela Mazzoni, nata nel 1976, deceduta nell’appartamento in affitto in via Ponchielli 20
  • Luca Piagentini, nato nel 2005, deceduto sul luogo dell’incidente (all’interno dell’automobile dei genitori)
  • Mario Pucci, nato nel 1919, deceduto nella propria abitazione in via Ponchielli 21/a

A questi primi undici seguirono gli altri, devastati nel corpo, morti anche dopo mesi.

  • Hamza Ayad, nato a Dakhla (Marocco) nel 1992, deceduto al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per aver inalato fumo e per le ustioni
  • Elena Iacopini, nata a Viareggio nel 1977 deceduta all’ospedale Santa Chiara di Pisa il 30 giugno 2009 per le ustioni riportate sul 100 % del corpo
  • Oliva Magdalena Cruz Ruiz, nata a Cotacachi (Ecuador) nel 1969, deceduta all’ospedale Versilia di Viareggio il 30 giugno per le ustioni riportate sul 100 % del corpo
  • Iman Ayad, nata a Camaiore nel 2006, residente a Viareggio deceduta all’ospedale Bambin Gesù di Roma l’1 luglio per le ustioni di terzo grado riportate sul 90 % del corpo
  • Lorenzo Piagentini, nato a Camaiore nel 2007, residente a Viareggio e deceduto all’ospedale Meyer di Firenze l’1 luglio per le ustioni di terzo grado riportate sul 90 % del corpo
  • Aziza Aboutalib, nata nel 1963 deceduta all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore il 2 luglio per le ustioni riportate
  • Mohammed Ayad, nato nel 1958, deceduto all’ospedale Bufalini di Cesena il 2 luglio per le ustioni di terzo grado riportate sul 90 % del corpo
  • Nouredine Boumalhaf, nato a Marrakech (Marocco) nel 1980, deceduto all’ospedale di Carrara il 2 luglio per le ustioni di primo e secondo grado riportate sul 100 % del corpo
  • Rachid Moussafar, nato in Marocco nel 1984, deceduto all’ospedale Versilia di Viareggio il 2 luglio per le ustioni riportate sul 100 % del corpo
  • Abdellatif Boumalhaf, nato a Marrakech (Marocco) nel 1975 deceduto all’ospedale Santi Giacomo e Cristoforo di Massa il 3 luglio per le ustioni riportate sul 90 % del corpo
  • Stefania Maccioni, nata nel 1969, deceduta all’ospedale Cisanello di Pisa il 3 luglio per le ustioni riportate sul 100 % del corpo
  • Emanuela Milazzo, nata nel 1946, deceduta all’ospedale civico di Carrara il 3 luglio per le ustioni riportate sul 100 % del corpo
  • Sara Orsi, nata nel 1985, deceduta al centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena (GE) il 9 luglio per le ustioni di terzo grado riportate sul 70 % del corpo
  • Alessandro Farnocchia, nato nel 1964, deceduto al centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena (GE) l’11 luglio per le ustioni di secondo e terzo grado riportate sul 90 % del corpo
  • Federico Battistini, nato nel 1977, deceduto all’ospedale Cisanello di Pisa il 13 luglio per le ustioni riportate sull’85 % del corpo
  • Roberta Calzoni, nata nel 1955, deceduta al centro grandi ustionati dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena (GE) il 13 luglio per le ustioni riportare sull’80 % del corpo
  • Mauro Iacopini, nato nel 1949 deceduto al centro grandi ustionati dell’ospedale di Parma il 16 luglio per le ustioni di secondo e terzo grado riportate sul 60 %
  • Emanuela Menichetti, nata nel 1988, deceduta all’ospedale Cisanello di Pisa il 10 agosto per le ustioni riportate sul 90 % del corpo
  • Marina Galano, nata a Napoli nel 1964, residente a Massa, deceduta all’ospedale Cisanello di Pisa il 29 agosto per le ustioni riportare sull’80 % del corpo
  • Elisabeth Silva Teran Guadalupe, di 36 anni, originaria dell’Ecuador, deceduta all’ospedale Cisanello di Pisa il 22 dicembre per le ustioni riportate sul 50 % del corpo

Poi ci furono Angela Monelli di 69 anni, deceduta per infarto presumibilmente causato dallo shock dello scoppio, e non è stata inclusa nella lista ufficiale delle vittime, sebbene sia inclusa in quelle ufficiose. Ed Italo Ferrari, 73 anni, colto da attacco cardiaco alla vista delle scene del disastro, e deceduto all’Ospedale Versilia il 2 luglio.
31 morti, più altri due. Sei mesi di morti
Se poi volete sapere di più e non avete timore di vedere e sentire la disperazione di quella notte, due giornaliste de Il Tirreno, Donatella Francesconi e Federica Scintu, hanno prodotto con l’ausilio del CNR di Pisa un reportage multimediale: Viareggio: la strage che viene da lontano.
Duro, angosciante, doloroso; non spiacevolissimo.

Un pensiero su “Viareggio, cinque anni fa

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>