Vercelli – Casale – Valenza: che dicono i pendolari?

Dopo avere visto il passato glorioso ed il futuro fosco della Vercelli – Casale – Valenza, vediamo cosa ne pensano alcuni utenti che, forse a differenza di chi decide nei vari livelli delle amministrazioni pubbliche, conoscono approfonditamente la linea perchè la vivono quotidianamente.
Ringrazio l’ingegner M. De Agostino per le sue risposte che, unite ad una sicura conoscenza tecnica della situazione, permettono chiaramente di rendersi conto di quanto la soluzione prospettata dall’amministrazione sia foriera di problemi.

Per quali motivi e con che frequenza viaggi sulla Vercelli – Casale – Valenza?
Io in realtà sono un ex-viaggiatore della linea ormai. L’ho usata ogni giorno per quasi 10 anni, da studente prima (frequentavo la sede del Politecnico a Vercelli – chiusa anche quella) e da lavoratore poi (stessa sede, ma dall’altra parte della cattedra, come ricercatore). Premesso che si tratta(va?) di una piccola littorina a gasolio anni ’60, il suo dovere l’ha sempre fatto alla perfezione, anche se voci di tagli e di soppressioni ne sono sempre girate tante. Come ti ho scritto, la linea non è mai stata elettrificata, e quindi questo trenino andava avanti ed indietro tra Casale e Vercelli (perché, anche se la linea ufficialmente arriva fino a Valenza, pochissimi treni proseguono oltre Casale), portando studenti e lavoratori ad ogni ora. Particolarmente frequentante sono le fasce orarie del mattino, soprattutto quelle delle 7 e delle 8, piene di studenti universitari e di lavoratori diretti a Milano, e quelle delle 17 e 18.
Il fatto di correre su una linea non elettrificata aveva in sé svantaggi (una volta siamo rimasti quasi due ore fermi in mezzo alle risaie, perché…il gasolio era finito!!), ma anche alcuni vantaggi: quando nevica infatti la linea elettrica aerea si ghiaccia, e il pantografo dei treni non riesce a scorrere bene e a prendere elettricità, con la conseguenza che molti treni si fermano o accumulano ritardi macroscopici. La littorina a gasolio va, e non la ferma nessuno!

Littorina davanti alla stazione di Pertengo

Littorina davanti alla stazione di Pertengo

Considerata la tua esperienza quale ti sembra essere il bacino d’utenza della linea e tipologia dei viaggiatori?
Il bacino di utenza della linea è principalmente composto da studenti delle scuole superiori e delle università (che frequentano soprattutto Lettere e Filosofia, con sede a Vercelli, e Medicina/Farmacia/infermieristica, con sede a Novara), e da lavoratori pendolari che viaggiano non solamente tra Casale e Vercelli. Infatti, una volta arrivati a Vercelli, molti degli utenti proseguivano verso Novara / Milano, visto che VC si trova sull’asse della strafrequentata linea Torino – Milano.

Quale è al tua opinione sulla scelta di passare al trasporto su gomma: quali sono vantaggi e svantaggi di questa scelta ?
A questa domanda credo si possa già dare una risposta abbastanza precisa, visto che la linea V-C veniva sempre trasferita dai binari alla gomma nel periodo estivo: finite le scuole, infatti, i treni venivano regolarmente sostituiti dai pullman, che facevano spola tra Casale e Vercelli con disperazione di tutti gli utenti. Infatti, l’introduzione del pullman comportava:
- aumento del tempo di viaggio: il pullman impiega quasi il doppio del tempo rispetto al treno (30-35 minuti contro 18 minuti). Questo comporta anche il rischio di perdere la coincidenza per Milano: all’arrivo del pullman presso la stazione di Vercelli, infatti, c’era quotidianamente la corsa per scendere dal pullman e prendere “al volo” l’interregionale.
- aumento dei costi: non mi vengano a raccontare che un pullman costa meno di un treno! Anche perché il pullman, per poterci impiegare solo mezzora, deve obbligatoriamente prendere l’autostrada, con conseguente aumento dei costi. Diciamo che affidare l’incarico ad una azienda esterna forse per Trenitalia è più conveniente (visto che in questo modo non ha la manutenzione del mezzo, che è a carico della ditta).
- diminuzione dei posti: il pullman contiene meno persone di un treno, anche quando questo è costituito da una misera littorina! Inoltre il treno viaggia anche se le persone sono in piedi, schiacciate una contro l’altra (situazione tipica del lunedì mattina alle , mentre il pullman no (giustamente!). Anche in questo caso, durante il periodo estivo, la scena si ripeteva uguale tutti i giorni.
FASE 1: arrivo a Casale del primo pullman (già con 5 minuti di ritardo), l’autista faceva salire le persone fino all’esaurimento dei posti a sedere, e poi bloccava la salita agli altri passeggeri perché il regolamento dei pullman vieta di viaggiare con passeggeri in piedi.
FASE 2: solo in quel momento l’autista avvertiva la sua Ditta di mandare un secondo pullman, perché c’erano ancora persone in stazione da portare a Vercelli. Questo arrivava un quarto d’ora dopo, circa, e portava il residuo delle persone a Vercelli.
Scena analoga al ritorno, solo che lì le persone dovevano aspettare il pullman dell’ora dopo…

La stazione di Vercelli

La stazione di Vercelli

Quali sono, dal tuo punto di vista, le preoccupazioni principali. Pensi che potresti modificare le tue abitudini di viaggio ricorrendo ad un mezzo privato?
La preoccupazione principale per quello che mi riguarda è legata non tanto alle sorti di questa linea, ma in generale a quelle di tutta la nostra zona. Quella linea non andava chiusa, visto che si tratta di un’arteria fondamentale per Casale: tantissimi casalesi infatti studiano e lavorano fuori, chi a Vercelli e chi a Novara, Torino o Milano. Chiudere, o rendere quasi inutilizzabile, la Casale-Vercelli significa uccidere il trasporto pubblico da e verso Casale.
Trasporto pubblico che, per inciso, già ha subito un sacco di ferite mortali, visto che:
- la domenica i treni non viaggiano: no, non è che ce ne siano meno…a Casale la domenica non passa più nessun treno delle due linee (Casale-Vercelli e Alessandria-Casale-Chivasso), e la stazione ferroviaria risulta addirittura CHIUSA!
- se la linea Casale-Vercelli rischia la chiusura, quella Alessandria-Casale-Chivasso, fondamentale per i pendolari diretti, oltre che in queste due città, a Genova e a Torino, non se la passa meglio. Ancora stamattina, mentre ero in stazione, sentivo che i treni per Alessandria erano soppressi, e sostituiti dall’autocorsa sostitutiva (=pullman). Il problema è che da Chivasso ad Alessandria ci sono quasi due ore di treno, che in pullman diventano quasi tre! Inoltre il pullman viaggia con il principio che lui deve raccogliere i passeggeri alla partenza, e scaricarli per strada, senza più raccogliere nessuno! Così, se per caso non ci sono a bordo persone dirette ad un paese, il pullman passa oltre senza fermarsi! E…se ci fosse stato qualcuno in stazione ad aspettarlo?
Mah….

Ci sono altre considerazioni che vorrebbe fare sulla situazione ferroviaria locale?
In realtà voglio aggiungere ancora una piccola cosa: di linee che passano per Casale in realtà ce ne sono tre: esiste anche una linea Asti-Casale-Mortara. Sostituita temporaneamente con i pullman 4-5 anni fa per lavori (dovevano fare una rotonda in galleria per evitare un passaggio a livello, una cosa complessissima), non è mai stata ripristinata. Ancora oggi su quella linea viaggiano i pullman sostituitivi.

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