Vercelli – Casale: cosa risponde la politica

Il mese scorso mi sono occupato della futura chiusura della linea ferroviaria Vercelli – Casale, linea nata per portare soldati al fronte ed in seguito impiegata da lavoratori pendolari e da studenti. Siamo arrivati a settembre e non ci sono state più novità sul destino di questa ferrovia. Ne ho parlato con Federico Riboldi, assessore per la mobilità del Comune di Casale Monferrato.

Già l’anno scorso avevano deciso di chiudere questa linea ferroviaria: come avete fatto a far cambiare idea alla Regione?
Siamo andati personalmente a Torino per cercare di capire come si potesse scongiurare questa evenienza. In questo modo abbiamo ottenuto che, in via sperimentale, la CasaleVercelli venisse tenuta in funzione ancora per un anno.

L’esperimento è evidentemente fallito, immagino.
Anzi, oltre a non esserci stato un incremento sufficiente sembra si sia addirittura registrato un decremento nell’uso della linea da parte degli utenti, cosa che ne ha segnato il destino.

Sembra incredibile si sia assistito un decremento, dal momento che questa linea permette ai pendolari di arrivare a Vercelli e da lì a Milano o Torino.
Esatto, eppure nonostante questa sua importante funzione i dati hanno mostrato come l’uso nell’ultimo anno sia diminuito. è evidente però che se i treni continuano ad essere in ritardo, oppure non adeguati, se il suo utilizzo è difficoltoso i numeri calano. Il casalese oramai per andare a Vercelli prende la macchina, la lascia lì e sale sul treno per Torino, Milano o qualsiasi altra destinazione. Quindi questo decremento è frutto anche di una politica, da parte dei gestori delle linee, non soddisfacente.

Ho letto di alcune polemiche da parte dell’opposizione verso la Giunta, ma se i dati sono questi penso voi non aveste margine di manovra.
Noi l’anno scorso abbiamo fatto una battaglia sui numeri per tenere la linea, e quest’anno la stiamo ripetendo, a partire da una raccolta di firme proprio presso il Comune. Naturalmente capisco che l’opposizione debba svolgere il proprio ruolo, ma non può incolpare l’amministrazione pubblica di quello che fa la Regione. In questo stesso periodo
la squadra di serie A di basket di Casale ha rischiato di non essere iscritta al campionato: noi ci siamo impegnati perchè non accadesse e l’opposizione ha colto la palla al balzo per dire che ci impegnavamo per il basket e non per il trasporto pubblico. Se si arriva a mischiare due situazioni così diverse come lo sport e la mobilità vuol dire che gli argomenti che si hanno sono poveri: un impegno non esclude l’altro.

La stazione di Casale Monferrato

La stazione di Casale Monferrato resterà deserta?

Quindi si può sfatare l’immagine, comparsa su più articoli, che la giunta comunale sia stata alla fine favorevole al taglio della linea?
Certo, sfatiamo totalmente questa cosa! Alla base del comportamento della giunta c’è stato un senso di responsabilità: una volta messi di fronte ad una decisione dall’alto abbiamo dovuto trovare una soluzione, ed è stata quella dell’impiego di autobus come sostitutivo dei treni. E’ chiaro che se ci dicessero “Vi lasciamo i treni” noi saremmo contenti come delle Pasque. Per dirla alla Piemontese…

Avete organizzato una raccolta di firme: come avete intenzione di utilizzarla? Vi serve per dimostrare alla Regione che la stazione è importante, è solo un atto simbolico o contate che possa avere qualche valenza più pratica?
Ha certamente un valore simbolico, per dire che la città non è d’accordo di fronte a queste scelte. Ha però anche un forte valore pratico perchè ci permette di dimostrare alla Regione che se è vero che i numeri sono quelli che sono, è pur vero che la ferrovia si rende necessaria per una pluralità di situazione diverse. Infatti il treno porta i pendolari al lavoro, ma serve anche a mia madre che va a Milano una volta a settimana, serve alla signora che due volte al mese va a Lecco a trovare la nipote, serve al pensionato che va a Vercelli a fare un giro al mercato, serve al ragazzo che ogni tanto si reca a Torino o Milano per divertimento. Quindi serve un po’ per tutte le categorie, in tutte le fasce anagrafiche. Il numero di pendolari è esiguo, me ne rendo conto, tuttavia il treno riguarda in maniera ampia tutta la cittadinanza. La raccolta firme serve a dimostrare che non è un problema solo dei pendolari, ma che riguarda le sessantamila persone che vivono a Casale e nei 48 Comuni che hanno Casale come riferimento.

Tutto quindi è nelle mani della Giunta Regionale, che però non sembra molto sensibile su questi problemi.
Il discorso è che, nel momento in cui si perde la ferrovia, come sembra, le corriere devono fare gli stessi viaggi, non certo di meno. Io credo di essere a posto come amministratore: mi sono fatto sentire presso la Giunta Regionale, che è del nostro stesso colore politico, e anzi, l’Assessore Regionale ai Trasporti è del mio stesso partito, ma questo non mi ha mai impedito di testimoniare il disagio che ne verrà per il Comune che rappresento. Sono nella nostra condizione dieci amministrazioni piemontesi che sono anche capoluogo di provincia o che hanno dimesioni tali da avere stazioni capolinea. Nella stessa situazione è Cuneo, Alba, Asti, Alessandria, Bra, Vercelli, tutte quelle città che non sono essenzialmente Novara e Torino. In definitiva è una situazione di malessere diffuso e comune in tutta la Regione.

Il fatto di essere dello stesso colore politico quanto rende fondata l’accusa da parte dell’opposizione per cui il governatore Cota favorisce i tagli a linee dove non c’è un sufficiente bacino elettorale favorevole?
Sì, questo è stato affermato dalla stessa persona che ha accusato la giunta di impegnarsi per il basket e non per le ferrovie e che è la candidata sindaco, sconfitta, alle ultime elezioni comunali. Se fosse vero quanto affermato, dal momento che sia io che l’Assessore ai Trasporti Regionali siamo dello stesso partito, se ci fosse realmente del favoritismo, allora io sarei il primo ad essere favorito, non starei certo concedendo un’intervista e la linea Casale Vercelli sarebbe al sicuro.
La realtà è che in Regione si è adottato il criterio per cui quelle linee che rendono meno dell’8% del costo vanno tagliate e purtroppo sono venti quelle che non raggiungono questa soglia. La polemica politica quindi non ha nessun fondamento. Se l’assessore Bonino avesse salvaguardato proprio solo la Casale-Vercelli per favorirmi poichè siamo dello stesso partito allora avrei capito le rimostranze degli altri comuni, che sarebbero state pienamente fondate. Purtroppo, per mancanza di una programmazione da parte degli enti superioriori stiamo assistendo ad una continua depauperazione del territorio: hanno spostato la sede del TAR a Vercelli, ci hanno tolto il tribunale ed adesso tolgono la linea e tutto questo senza nessuna compensazione.

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