Vason, vetta del Monte Bondone

Vason è la località abitata sulla vetta del monte Bondone, massiccio alpino sopra Trento.
Dalla stazione della città (un gioiello razionalista quasi sconosciuto) partono le corriere che, tornante dopo tornante, ne scalano la vetta, superando le molteplici frazioni, alcune piccoli paesini di montagna, con le case dai tetti a punta e ed i balconi verdeggianti di gerani; altre poco più che agglomerati di alberghi e seconde case. Da Sardagna, la più bassa, una funivia spettacolare supera l’Adige ed arriva ai margini della città, a poche centinaia di metri dalla stazione, dal Duomo e dal MUSE.
Sopramonte, Candriai, Vaneze, Norge: nate lungo la strada che porta alla vetta ad ai campi da sci, d’inverno sono eccellentemente servite da un servizio di bus. Poi si arriva a Vason (1650 m.s.l.) e si inizia a capire che il Monte Bondone ha una conformità particolare: proprio sopra Vason infatti la cima si chiama Palon (2090 metri s.l.m.). Il vero Bondone è un po’ più in là, ed formato dalle cosiddette “tre cime del Bondone”, ovvero monte Cornetto o Cronicello o Cornet (m 2180), Doss d’Abramo (m 2140) e Cima Verde (m 2102), che costituiscono tra l’altro un’area naturalistica a regime protetto.
Chi vuole andare a soggiornare o sciare o riposarsi quindi si ferma sotto il Palon: da qui partono seggiovie e funivie che servono lunghissime piste da sci. Tanto per dare un paio di dati: ai 70 ettari di superficie sciabile, ai 20 chilometri di piste molto ampie ed un sistema di innevamento programmato integrale si aggiungono 35 chilometri di piste per sci di fondo a tecnica libera e classica tracciate poco oltre, nella Conca delle Viote.
VasonQuando si arriva a Vason la strada finalmente si fa pianeggiante, per quanto lo possa essere in montagna: ha una pendenza lieve e dolce, ed invita a passeggiare. Lungo la strada, tra alberghi, residence, negozi di articoli di sci, c’è tutto quanto può servire per chi si vuole fermare: l’alimentari, la chiesa, bar e tavole calde, e anche l’angolo con i giochi per bambini.
Poi la strada torna a scendere, senza eccessiva pendenza, verso le Viote, altipiano circondato dai fitti boschi alpini e attraversato da un torrente: il sole che riscalda il manto d’erba invita a gettare uno plaid e sdraiarsi a riposare. Con la bella stagione naturalmente, perchè d’inverno lì si fa sci di fondo.
Vason panoramaCome Viote si gode sia d’inverno che d’estate, così anche il Vason. Quando le cime non sono innevate e le piste da sci sono mantelli erbosi un fitto dedalo di sentieri perfettamente segnati e tenuti pulti ed in sicurezza s’incunea tra i boschi, costeggia i poggi, taglia la montagna collegando tutte le frazioni in tutte le altitudini. Alcuni più impegnativi, alcuni meno, queste strade immerse nella natura sono una immersione lenta e rilassata in colori, suoni e profumi che difficilmente chi vive in città conosce.
Eppure questo luogo adesso di pace e riposo fu, fino a qualche decennio fa, baluardo e fortezza, bastione armato a custodia di queste gole: oltrepassando Vason si arriva ad Arco e poi al lago di Garda, e si apre alla vista la Lombardia ed il Veneto. Oggi il complesso dei forti militari, recuperati e resi accessibili, sono un’altra delle attrattive che offre questa montagna.
Camminare, seppure a bassa velocità in montagna mette tanta fame: per fortuna la cucina trentina è tanto buona quanto sostanziosa. Un’ottima soluzione in questo caso può essere lo Chalet Lo Sciatore, proprio davanti alle piste. Come si dice spesso, non fermatevi alle apparenze: l’insegna forse non è stata cambiata da una trentina d’anni, ma è un tocco un po’ retrò che non stona.
Chalet Lo Sciatore esternoLa terrazza esterna non ha bisogno di parole o di aggettivi: è un quadro spalancato sulle immense Dolomiti del Brenta, una visione a 360 che spazia su cime innevate, altipiani, boschi e panorami che incantano. E le sedute, sedie e sdraio, sono così comode che l’unico rischio è quello di passare l’intero pomeriggio lì, senza smettere mai di guardare quel panorama meraviglioso.
Chalet Lo Sciatore internoAggiungeteci che il servizio è cortese, gentile e premuroso, e più che da clienti ti trattano da amici in visita. L’interno, rivestito di legno, è caldo, accogliente e si sposa benissimo con la cucina, tipica trentina. Piatti della tradizione in porzioni abbondanti, che ti fanno alzare dal tavolino sazio ma non appesantito.
Pronto per continuare a conoscere il Monte Bondone.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>