Una via a bassa velocità: ritorna la Francigena in Toscana

Cosa sia stata la Via Francigena non è facile da spiegare: ci vorrebbe un medievista preparato. Semplificando molto, si tratta una delle tre più importanti strade di pellegrinaggio medievale, una sorta di “autostrada a bassa velocità” del XII secolo, conduceva a Roma percorrendo l’Italia settentrionale e centrale.
Nel decimo secolo l’Arcivescovo di Canterbury Sigerico partì dalla sua sede episcopale per andare in visita al Papa e lasciò un racconto del proprio percorso: già due secoli dopo questo itinerario era chiamato “via Francigena”.
Non dobbiamo pensare che fosse una strada unica, più o meno rettilinea e segnalata: era più che altro un fascio di di vie che passavano da alcuni punti fissi, città o borghi dove i pellegrini potevano ristorarsi.
Dopo anni, soldi ed impegno oggi in Toscana si celebra un risultato significativo: la sua messa in sicurezza per tutti i 380 chilometri che attraversano la regione, dal passo della Cisa in provincia di Massa Carrara a Radicofani, in quella di Siena.

Fontanella lungo la via Francigena nel comune di Carrara

Fontanella lungo la via Francigena alla fine della tappa 24 (l’ho provata: ottima acqua fresca!)

Oggi infatti si inaugurano gli ultimi quattro tratti: tre a nord (da Avenza a Pietrasanta, da Pietrasanta a Lucca e da Lucca ad Altopascio) ed una a sud (da Siena a Ponte D’Arbia). Da adesso tutti i 380 chilometri sono evidenziati, hanno la propria segnaletica (il logo scelto è quello di un pellegrino stilizzato), ci sono fontanelle per bere e lungo il percorso sono state realizzate strutture apposite per il ristoro dei pellegrini (più accoglienti delle mansiones medievali, naturalmente), oltre ad avere sollecitato strutture ricettive già esistenti ad essere Francigena friendly.
Ho avuto molto spesso occasione di muovermi in macchina parallelalmente alla Francigena, o di incrociarla, e devo dire che già negli anni scorsi era frequentemente battuta, anche in inverno, da viandanti, zaino in spalle e bastone in mano.

Il logo della Francigena sulla fontanella

Il logo della Francigena sulla fontanella

Per celebrare l’avvenimento a Lucca si terrà presso la Casa del Boia (il nome è sinistro, lo ammetto) dove ha sede il Museo Virtuale della Via Francigena la presentazione ufficiale dell’intero tracciato toscano, con gli interventi di Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, Sara Nocentini, assessore a Cultura, Turismo e Commercio della Regione Toscana, Silvia Costa, parlamentare Europea, Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca, Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Massimo Tedeschi, presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, Antonio Buoncristiani arcivescovo di Siena, i sindaci dei comuni francigeni e i rappresentanti delle province.
Il sito ufficiale è questo e c’è un’utilissimia sezione con la mappa dove possono essere visualizzati i punti d’interesse, le strutture d’accoglienza, eventi, fotografie e news.
Dal momento che per adesso è ottimizzato solo il tracciato toscano dò un paio di dritte su come arrivare alla Francigena in treno così chi vuole può scendere in prossimità e proseguire a piedi. Le prime tappe, da Pontremoli a Pietrasanta, sono tutte nei pressi delle stazioni della Ferrovia Pontremolese, di cui ho già parlato in un altro articolo. Dopo questa parte la via del viandante si allontana dalle vie ferrate, tagliando i monti ed arrampicandosi per sentieri. Tra Lucca ed Altopascio corre la Firenze – Viareggio, mentre Fucecchio e San Miniato sono servite dall’omonima stazione sulla Pisa – Firenze. Da qui fino a Siena la Francigena corre quasi parallela alla Empoli – Siena – Chiusi, senza però mai avvicinarsi troppo, se non nelle ultime tappe: Monteriggioni, Siena, Arbia.
Chissà, un giorno sarà tutta così, fin dal confine francese, e potremo fare invidia al percorso di Santiagio

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