Una stazione, una vergogna: Vigna Clara

Questa è una brutta storia, tutta italiana, dove nessuno paga per le sue colpe.
Chi ha un po’ di anni ricorda quale obbrobrioso sperpero di soldi pubblici furono i Mondiali di Italia ’90: stadi, alberghi, infrastrutture i cui costi triplicarono, miliardi e miliardi di lire andati a finire chissà dove per opere che spesso non entrarono in funzione oppure furono distrutte non molti anni dopo.
A Roma, nella zona nord non distante dallo Stadio Olimpico, affinchè i tifosi potessero arrivare in treno alle partite furono costruite due stazioni: Vigna Clara e Farneto. La storia è simile, ma oggi parlo della prima.
Mancando un tracciato si decise di attrezzare una linea a binario singolo attraverso un tunnel sotto la collina di Monte Mario, proprio dietro il Ministero degli Esteri e lo stadio realizzando una fermata dentro la galleria ed una al capolinea. La costruzione del tunnel, durata quattro anni, che si pensava sarebbe poi servita per creare un anello ferroviario tutto intorno alla capitale, dura quattro anni con un costo di circa quindici miliardi di lire. Altri settantacinque servirono per le due stazioni e tutte le opere connesse (binari, allacciamenti e simili). Novanta miliardi di lire, circa quaranta milioni di euro.

Il suntuoso fabbricato viaggiatori costato miliardi di lire

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Questa linea dai costi faraonici fu usata soltanto per 8 giorni in occasione delle partite che si svolgevano allo stadio Olimpico: i convogli partivano a distanza di circa 20 minuti dalla stazione Tiburtina e fermavano alle stazioni Tuscolana, Ostiense, Trastevere, San Pietro e Farneto (nome ufficiale: Olimpico – Farnesina), poi proseguiva per Vigna Clara, dove erano stati sistemati 4 binari di sosta. A fine partita il tutto funzionava nel verso opposto. In tutto scesero alla stazione di Olimpico – Farnesina circa 60.000 persone (stime FS) e nessuna o quasi a Vigna Clara.
Al termine dei Mondiali il collegamento venne abbandonato in attesa dei lavori di miglioramento della linea che però non furono mai effettuati. Furono saccheggiate e vandalizzate fino alla chiusura ufficiale, nell’ottobre del 1990.
Nel 1993 avveniva il sequestro della stazione di Vigna Clara, disposto dal sostituto procuratore Giorgio Castellucci, per accertare se vi fossero stati comportamenti illeciti, nei confronti della pubblica amministrazione, nella costruzione della stazione e nel suo mancato utilizzo successivo. Secondo le Ferrovie dello Stato tutto il tratto Farneto/Vigna Clara era “un collegamento provvisorio che usato a pieno regime non avrebbe offerto sufficienti garanzie di sicurezza”. Vennero rinviati a giudizio l’ex direttore generale del Ministero dei Trasporti Ercole Incalza, tre dirigenti generali delle Ferrovie (Arturo Pandolfo, Sandro Cerasoli e Gianfranco Marras), due ingegneri dipendenti dello stesso ente (Gianfranco Tiberi e Luigi Renzi), l’ex capo compartimento delle Ferrovie di Roma, Carlo Ianniello, e l’ingegnere direttore dei lavori Antonio Pacelli: i reati ipotizzati erano abuso d’ufficio e omissione d’atti di ufficio.
Nel 1995 tutti gli imputati sono stati prosciolti in quanto “il fatto non sussiste”: nessuno è ritenuto colpevole di tale spreco di denaro.
A questo punto la stazione viene data in affitto dalle FS (per cifre superiori ai 100 milioni di lire al mese) per organizzare spettacoli cinematografici, mostre di antiquariato, conferenze e attività simili. Nel 1998 le Ferrovie rientrano nel pieno possesso della stazione, della cui funzione originale non resta anche perché nel frattempo in vari punti del tracciato ferroviario sono stati rimossi i binari.
Oggi c’è un negozio di abbigliamento ed un bar. E pure brutto, come potete vedere da queste foto
Nel 2013 Rai Tre si è occupata di questa stazione ed in generale dell’anello ferroviario, ascoltando anche l’opinione del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord: La stazione “fantasma” Vigna Clara

4 pensieri su “Una stazione, una vergogna: Vigna Clara

    • Brutta dici? Aspetta di leggere com’è andata a finire con la stazione di Farneto e con l’anello ferroviario di Roma… ho fatto una full immersion in queste cose e m’è venuto un fegato grosso così…

      • salve sono il gestore del bar…a detta dei ns clienti, avventori e “affezionati” il nostro bar non è brutto.. e comunque è gestito con amore ed impegno. Spero vogliate rivedere il Vs giudizio.. Saluti

        • Salve, non ho dubbi che Lei lo gestisca con amore ed impegno.
          Il mio giudizio si è formato sulle foto che ho visto, tratte dall’articolo linkato nel pezzo.
          Se vorrà inviarmi foto recenti del bar, sarò recente di rivedere il mio giudizio. Anzi, mi piacerebbe, se vorrà, intervistarla così da scrivere su come è arrivato a gestire questo bar, che si trova in uno stabile dalla storia così complicata.
          Sono sempre felice di mostrare tutti i punti di vista!

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