Una stazione, una vergogna: Farneto

Dopo la stazione di Vigna Clara è necessario parlare di quella di Farneto o, come la chiamavano le FS, Olimpico – Farnesina. Due stazioni che assieme sono costate novanta miliardi di lire meritano attenzione, no?
Riassumendo: in previsione dei Mondiali di Italia 90 si decide di creare un collegamento ferroviario che dalla stazione Tiburtina arrivi fin nella zona di Roma nord, dove c’è lo Stadio Olimpico.
Mancando un tracciato si attrezza una linea attraverso un tunnel sotto la collina di Monte Mario, proprio dietro il Ministero degli Esteri e lo stadio, realizzando una fermata dentro la galleria ed una al capolinea. La costruzione del tunnel dura quattro anni con un costo di circa quindici miliardi di lire. Altri settantacinque servono per le due stazioni e tutte le opere connesse (binari, allacciamenti e simili). Novanta miliardi di lire, circa quaranta milioni di euro.
Questa linea viene usata soltanto per 8 giorni in occasione delle partite che si giocano allo stadio Olimpico: i convogli partono a distanza di circa 20 minuti dalla stazione Tiburtina e fermano alle stazioni Tuscolana, Ostiense, Trastevere, San Pietro, Farneto ed infine Vigna Clara. In tutto scendono alla stazione di Olimpico – Farnesina circa 60.000 persone (stime FS) e nessuna o quasi a Vigna Clara.
L’arrivo dei treni a Farneto avviene all’interno della preesistente galleria, dove correvano due binari ma non c’era spazio sufficiente per la discesa dei viaggiatori. Non potendo allargare la galleria (operazione che sarebbe costata 300 miliardi di lire e per cui sarebbero serviti molti anni) si decide di togliere uno dei due binari e costruirvi sopra un marciapiedi. Le Ferrovie dello Stato avrebbero in seguito puntualizzato che era un “collegamento provvisorio, voluto dal comune di Roma” a cui loro erano contrarie. Serietà, innanzitutto!

La banchina a Farneto nel 2009

La banchina a Farneto nel 2009

Dalla banchina parte un tunnel pedonale di circa 150 metri che sbuca in via dei Monti della Farnesina, distante circa settecento metri dalla via Olimpica e dallo stadio. Peccato che come nessuno si era accorto che la galleria era troppo stretta per avere un marciapiede normale, così nessuno aveva pensato che l’attraversamento della trafficatissima via Olimpica, da parte di migliaia di persone anche a sera tardi, sarebbe stato estremamente pericoloso. La soluzione: nella notte precedente l’inaugurazione dei Mondiali un ponte pedonale in legno è costruito in tutta fretta dai genieri dell’Esercito. Che “notti magiche”!
Al termine di Italia ’90 sono tolti i treni e le stazioni abbandonate: vengono saccheggiate e vandalizzate fino alla chiusura ufficiale, nell’ottobre del 1990.
Nel 1993 Vigna Clara prima e poi Farneto sono poste sotto sequestro dal sostituto procuratore Giorgio Castellucci per accertare se vi fossero stati comportamenti illeciti nei confronti della pubblica amministrazione nella costruzione delle stazioni e nel loro mancato utilizzo successivo. Secondo le Ferrovie dello Stato tutto il tratto Farneto/Vigna Clara era “un collegamento provvisorio che usato a pieno regime non avrebbe offerto sufficienti garanzie di sicurezza”. Sono rinviati a giudizio l’ex direttore generale del Ministero dei Trasporti Ercole Incalza, tre dirigenti generali delle Ferrovie (Arturo Pandolfo, Sandro Cerasoli e Gianfranco Marras), due ingegneri dipendenti dello stesso ente (Gianfranco Tiberi e Luigi Renzi), l’ex capo compartimento delle Ferrovie di Roma, Carlo Ianniello, e l’ingegnere direttore dei lavori Antonio Pacelli: i reati ipotizzati sono abuso d’ufficio e omissione d’atti di ufficio.
Nel 1995 tutti gli imputati sono prosciolti in quanto “il fatto non sussiste”: nessuno è ritenuto colpevole di tale spreco di denaro.
Nell’archivio de L’Unità ci sono alcune foto in bianco e nero: è proprio vero, come diceva Le Corbusier, che l’architettura moderna non invecchia, ma si sporca
Nel 2007 si dice che qualcosa si stava muovendo: nel 2012 sarebbe stata completato l’anello ferroviario che avrebbe dovuto servire Roma Nord, anche se “I lenti convogli ferroviari devono poi battere la concorrenza degli agili e frequenti vagoni della metro C che passerà alla Farnesina e servirà anche l´Olimpico.” Non è andata proprio così …
Nel 2008 l’area diventa un centro sociale di destra in seguito all’occupazione “da parte di componenti dell’Associazione Area 19 che si definisce appartenere alla destra radicale.” che affermano: “la stazione Farneto, grazie al nostro lavoro, sarà uno sito aggregativo all’interno del XX Municipio da usare come spazio per attività sportive, culturali e ricreative dei giovani del territorio. Fonte: Stazione Farneto, dall’oblio alla ribalta
Ogni tanto circolano voci che qualcuno farà qualcosa, ogni tanto qualche ente getta promesse, ma in tutte quelle lette non si parla mai di questa stazione il cui destino, se mai Roma potrà avere un anello ferroviario, sarà quello di sparire, e tornare ad essere un tunnel con due binari. Com’era venticinque anni e molti miliardi fa.

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