Una nuova stazione per Parma

Chi ha qualche anno si ricorderà di certo di quel grande evento che furono le Olimpiadi di Barcellona nel ’92: per la kermesse sportiva la città ospitante fu rinnovata e riammodernata. I Giochi smossero miliardi di pesetas in investimenti infrastrutturali che migliorarono la qualità della vita ed attirarono grandissimi investimenti, facendo di Barcellona una delle città più visitate in Europa, dopo Parigi, Londra e Roma.
Fu elaborato un ambizioso piano urbanistico che aprì Barcellona al mare, con la costruzione del Villaggio Olimpico e il Porto Olimpico di Poblenou, già quartiere degradato. Furono creati nuovi quartieri e moderni impianti nelle zone olimpiche di Montjuïc, Diagonal, e Vall d’Hebron.
Tra i protagonisti di questo fervore spiccò l’architetto catalano Oriol Bohigas, che riqualificò l’ex area industriale di Barceloneto: a lui è stato affidato il compito di rinnovare la stazione di Parma e tutta la zona limitrofa.
Il cantieri è iniziato nel 2007 ma non ha avuto vita facile: basti pensare che nel 2011 Stu Stazione – la società del Comune nata per gestire quest’opera – mancò di un soffio il fallimento e il cantiere si fermò per molti mesi.

Reendering del progetto

Rendering del progetto

Il progetto complessivo non si limita solo alla stazione ma stravolge fino a rendere un unico spazio fluido le zone che si trovano davanti e dietro i binari, saldandole in un solo ambiente senza soluzione di continuità. Dalla grande piazza lunga 160 metri davanti alla stazione si potrà raggiungere facilmente il nuovo complesso posto a nord, dove ci saranno immobili per 4.500 mq di uffici, 3.700 mq di residenze, negozi per 1.700 mq e un parcheggio da ottocento posti.
Questo grande complesso può essere diviso in tre parti, tutte dotate di una propria autonomia ma intimamente collegate.
La prima è piazzale Carlo Alberto dalla Chiesa, la grande piazza antistante la stazione di circa duemilametri quadrati, che diventeranno cinquemila quando gli spazi pedonali ad est ed ovest saranno completati e collegati. La sua particolarità è sicuramente quella di essere inclinata, in modo da arrivare fin sotto la stazione ed i binari, permettendo sia al traffico veicolare che ai pedoni di raggiungere facilmente i nuovi spazi a nord. La grande fontana a gradoni che guida gli sguardi verso questo passaggio sotterraneo sarà sicuramente una soluzione di grande effetto scenico.

Il piano inclinato della piazza antistantela stazione

Il piano inclinato della piazza antistantela stazione

Così commenta a tal proposito l’architetto Isabella Tagliavini, amministratore unico di Stu Stazione: “Dalla piazza sud è già possibile vedere via Alessandria al di là del nuovo sottopasso, che non rappresenta più una divisione, ma un punto di convergenza tra le due parti della città. La riqualificazione restituisce alla città di Parma molto più di una stazione: è un collegamento che avvicina i quartieri nord al centro”.
La stazione vera e propria sarà distribuita su due livelli: quello sotterraneo, dove saranno presenti negozi, biglietteria ed altri servizi ai viaggiatori; quello al piano delle banchine.
Il settore a nord ha il suo centro in una grande piazza larga 27 metri e profonda 55, circondata da edifici lineari: quelli ad est saranno destinati a residenze universitarie, mentre quello ad ovest ospiterà un hotel della società NH Hotels. Da questa piazza si accederà direttamente alla nuova stazione degli autobus extra urbani, con una circolazione autonoma e con 20 postazioni.
I lavori fervono e da giugno la NH Hoteles ha a sua disposizione la struttura alberghiera e prevede di aprirlo a dicembre 2013. Nello stesso periodo anche gli altri edifici, insieme alle parti pubbliche, saranno pronti, mentre a gennaio 2014 è previsto l’ingresso dei proprietari negli altri immobili.

Veduta dell'ampliamento a nord della stazione

Veduta dell’ampliamento a nord della stazione. Sulla destra il piazzale per le corriere

La giunta locale è entusiasta, anche se forse ha le idee confuse e sembra scoprire l’acqua calda. L’assessore alla mobilità Gabriele Folli infatti ha dichiarato: “La nuova struttura per qualità e servizi si avvicina più al concetto di aeroporto che di stazione ferroviaria, poiché ogni viaggio inizierà da una realtà ben più ricca di prima, fatta di negozi e servizi. Tutto ciò rende questo luogo riqualificato ben più di uno ‘scalo ferroviario’ dove semplicemente si posteggia, si acquista un biglietto e si parte col treno: la stazione diventa un luogo di vita gradevole e non più solo di passaggio obbligato per spostarsi da un punto all’altro del Paese.”
Premesso che volere una stazione che sembra un aeroporto non è l’ideale, e qualsiasi progettista potrebbe confermarlo, vedere come un grande passo avanti averne una ricca di servizi dimostra nella migliore delle ipotesi poca memoria storica.Fino a una trentina d’anni fa bar, ristoranti, edicole, anche piccoli alberghi o negozi facevano parte di ogni normale stazione di media grandezza.
A Parma non ferma l’Alta Velocità, ne penso succederà mai dal momento che la stazione “Mediopadana” è stata aperta nella vicina Reggio Emilia. Tutto il traffico verso la Toscana e Liguria è stentato perchè la linea che valica gli Appennini è ancora a binario unico. Se si considera quindi questo intervento come limitato al mondo ferroviario allora il giudizio è negativo, un progetto troppo grande per una stazione non così importante. Il suo notevole valore invece sta nella funzione di riqualificazione, ammodernamento ed unione di due aree periferiche, mal collegate e degradate della città.
Viene da pensare che questo era l’obiettivo anche della nuova stazione di Roma Tiburtina. Speriamo che Parma vinca questa costosa scommessa, così da essere ancora più bella per chi nasce in questi anni.
E proprio a due bellissime bimbe, che hanno meno di un mese, dedico questo articolo. Con le loro mamme, in anni in cui nemmeno ci immaginavamo l’esistenza di internet, comunicavo con stilografica, carta e francobolli. Alcune cose mutano, insomma, ma altre sono sicure. Tra queste, che Nina e Vittoria cresceranno semplicemente meravigliose. Proprio tali quali le loro mamme.

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