Treviso e la Casa dei Carraresi, una bellissima sorpresa

Sono stato a Treviso per vedere una mostra alla Casa dei Carraresi, alcuni giorni fa.
E sono rimasto profondamente stupito. In positivo.
Per me non è agevole, per usare un eufemismo, arrivare nella provincia veneta: devo cambiare un po’ di treni e mi servono all’incirca cinque ore abbondanti. Ma, esattamente come per Vicenza, ne vale la pena.
In questo caso univo alla scoperta di Treviso, di cui non sapevo nulla, la visita alla Mostra su El Greco (artista che mi affascina!) e l‘incontro con almeno due blogger, tanto brave quanto modeste -perchè non solo nella vita privata non apprezzo le primedonne-: una è Caterina, anima di Art Post Blog, l’altra è Simona, mamma di Bagni dal Mondo (e di una bella neonata che l’ha trattenuta in casa… ma ci rifaremo!).

La Casa dei Carraresi

La Casa dei Carraresi

A Treviso la Casa dei Carraresi è un edificio del XIII secolo, probabilmente, che dopo secolari cambi di uso e vicissitudini è stato trasformato in sede espositiva di grandissimo livello; la mostra “La nascita dell’impressionismo” (settembre 2000-14 gennaio 2001) fece epoca, tanto per dirne una.
Arrivarci dalla stazione di Treviso (su cui non vale la pena di spendere molte parole: e detto da me…) è semplice e facile: basta prendere per il centro, superando le mura cinquecentesche ed il loro fossato. E già qui, lasciatemelo dire: e chi lo sapeva che Treviso era ancora, in buona parte, circondato da antiche mura?
Esattamente come non sapevo, e ne sono rimasto affascinato, che questa cittadina graziosa e gentile è in parte attraversata da un sistema di placidi e gorgoglianti canali, che le danno un’aria se vogliamo un po’ olandese, quasi una Deft in miniatura.
Treviso_2Non ho avuto tempo per percorrere la città come avrei voluto, nè per seguire la mia naturale curiosità che mi avrebbe fatto infilare in vicolo, passare da ogni sottoportico, costeggiare ogni canale: avevo un appuntamento.
Treviso, almeno nella sua parte storica, è piccola e alla Casa dei Carraresi si arriva velocemente e con facilità: in pratica basta seguire la strada principale che dalla stazione porta al centro cittadino e quando si incontra una piazza di forma irregolare con una fontana, prendere la stretta viuzza a sinistra.
Oppure, molto meglio, vagare un po’ tra canali e portici, sbucare in Piazza dei Signori e infilarsi di nuovo tra le strette vie rallegrate degli intonaci colorati o con motivi geometrici.
La Casa dei Carraresi a Treviso, a differenza di quelle vicine, si presenta a chi arriva come un sobrio e compatto parallelepipedo in mattoni, appena ingentilito dalle arcate sulla strada e dalle trifore di gusto romanico. Gli interni, in seguito al restauro e recupero del 1987, sono funzionali, accoglienti e caldi, a differenza di molti vetusti centri espositivi italiani, che quasi sembra si impegnino per rendere l’arte qualcosa di distante e poco interessante al pubblico.

L'allestimento interno

L’allestimento interno

La mostra su El Greco alla Casa dei Carraresi è stata un successo tale da essere prorogata ancora di un mese, e direi a giusta ragione. Ho gusti, in fatto di pittura, temo abbastanza peculiari: di El Greco mi affascina il senso di severa ieraticità che riesce a combinare con i colori pastosi ed il pathos delle sue figure. Un ossimoro? Possibile, ma anche per questo mi piace!
Caterina festeggiava i tre anni del suo blog e ha pensato bene di organizzare una visita guidata da lei per ripercorre i primi anni della attività pittorica dell’artista, da quando a Creta ventiduenne era “maestro di icone” (titolo ambito che solo i migliori ottenevano, e si doveva essere tanto portati alla spiritualità che periti nella tecnica pittorica) ai suoi anni italiani. A Venezia a 26 anni è amico di Tintoretto, frequenta Veronese, può addirittura accedere alla bottega del maestro indiscusso della pittura veneta, il sommo Tiziano, che umanamente non era un tozzo di pane.

El Greco con blogger

El Greco con blogger di profilo

Caterina ci illustra le opere e la peculiarità della mostra, alterna spiegazioni stilistiche con delucidazioni dell’ambiente artistico rinascimentale, tira fuori gustosi pettegolezzi (se sei un greco di nazionalità veneziana a Roma forse non è il caso di inimicarsi tutto l’ambiente culturale sparando a zero su Vasari, Michelangelo ed in generale sugli artisti fiorentini più in voga: poi per forza te ne devi andare…) e ci parla delle storie di alcune opere più significative, tra cui un ritratto composto in area marchigiana trafugato dai nazisti e tornato solo l’anno scorso nelle mani della famiglia proprietaria.

ElGreco

El Greco, Picasso e blogger in penombra

E la mostra si conclude, con mio grandissimo stupore, davanti ad una riproduzione (ad opera dello stesso Picasso) de Les Demoiselles d’Avignon. “Nessun pittore veneziano eccetto El Greco realizzava costruzioni cubiste.” scrisse Picasso per sottolineare il contributo nella sua opera che aveva avuto il pittore rinascimentale, ed in particolare del quadro L’apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse, anch’esso esposto nella mostra alla Casa dei Carraresi.
Sono, per mio difetto e formazione, molto esigente in fatto di guide: se alla fine ho deciso di farmi un selfie con lei potete intuire il mio grado di soddisfazione!

ElGreco

Selfie con blogger!

Già, perchè dopo la visita… siamo in Veneto, vuoi non bere uno spritz e chiacchierare un po’? Soprattutto quando hai davanti una blogger che non se la tira? E, gradita sorpresa, incontriamo anche una new entry di questo mondaccio che è la bloggheria italica. Elisa, bella, simpatica e con un blog dal nome azzeccato che nemmeno ha un mese di vita: benvenuta!
Treviso e la Casa dei Carraresi sono lontani, ma ne è valsa la pena!

4 pensieri su “Treviso e la Casa dei Carraresi, una bellissima sorpresa

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