Il Trenino dei castelli: chapeau, Trentino!

Ammetto di amare molto la montagna e di avere, fin dai lontani Anni Ottanta, una grande ammirazione per i monti del Trentino e dell’Alto Adige-Sudtirol.
Oltre all’amore per la montagna, quello che mi ha sempre incantato è stata la cortesia e l’ospitalità unite ad un rigore ed una organizzazione senza pari. La quale, peraltro, non è freno o limite alla spontaneità.
(Sono personalmente molto stufo del luogo comune che vuole la gente dei monti chiusa e quelli al nord freddi ed ostili a prescindere).
Solo da poco stanno tornando all’attenzione del grande pubblico le vacanze in montagna d’estate. Una volta, ai tempi della tv in bianco e nero per così dire, d’estate in montagna si camminava, si ascoltavano i grilli e poco altro; o così raccontano mia madre e mia sorella, che infatti non apprezzano questo tipo di destinazione.
Ora le cose sono abbastanza cambiate.
Resta naturalmente alla base che il turismo in montagna non è nè semplice, nè immediato, nè facile come quello al mare. Ma regala tantissimo, come recentemente ha raccontato Licia.
E cosa si è inventato il Trentino per il mese di agosto?
Una giornata speciale, a bordo di un trenino esclusivo alla scoperta di castelli e sapori delle Valli del Noce: così sta scritto nel sito ufficiale del Trenino dei Castelli.

Il treno corre tra i meleti

Il treno corre tra i meleti

Il Noce è è un fiume che scorre interamente in Provincia di Trento. Nasce a 3360 m sul Corno dei Tre Signori e attraversa prima la Val di Sole, poi la Val di Non ed infine confluisce nell’Adige vicino a Zambana, all’incirca sotto il massiccio della Paganella.
Tutti i sabati di agosto (eccetto Ferragosto) ed il primo di settembre, e poi venerdì 7 agosto, martedì 11 agosto, venerdì 21 e 28 agosto, venerdì 4 settembre da Trento parte il trenino fino a Malè: 55 km tra boschi, meleti, valli, torrenti ed un panorama mozzafiato. All’arrivo, dopo un paio d’ore, si sale in pullmann e si visitano i castelli di Ossana, Caldes, Valer e Thun.
E poichè a stomaco pieno si viaggia con più gusto è compresa una colazione salutare proposta da Melinda, un buffet di prodotti tipici realizzato dalla Strada della Mela, vini e bollicine della Cantina Mezzacorona e infine una tisana di erbe officinali.

Ecco, questo è Castel Valer: che ne dite?

Ecco, questo è Castel Valer: che ne dite?

Una riflessione: questa è una formula molto esportabile nel resto d’Italia.
Perchè non pensare al Trenino dei Savoia lungo il percorso delle regge sabaude? Oppure al Trenino dei Malaspina lungo i castelli della Lunigiana? Faenza, Forlì e Cesena unite sotto il Trenino delle Rocche (o un nome più appropriato: non sono ferrato sul rinascimento romagnolo) e così via.
Buon cibo, opere d’arte e centri storici, spostamenti ecosostenibili: basterebbe così poco…

4 pensieri su “Il Trenino dei castelli: chapeau, Trentino!

  1. Enri, come hai ragione! Questa è una formula replicabile in tanti altri posti… personalmente una proposta del genere mi attirerebbe molto se la trovassi durante i miei viaggi!
    Ti aspetto in Trentino, così prendiamo assieme il trenino, ci gustiamo l’ospitalità locale e sfatiamo nuovamente questi miti che ci vogliono persone chiuse ;)
    Un caro saluto!

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