Treni e travel blogger: intervista a Girovagate

“Ma che parti sempre, te!” urlava il Perozzi al figlio del Perozzi dopo lo schiaffo in stazione.
(Se non capite cosa intendo mi spiace veramente per voi…)
E parte sempre pure Girovagate, lo schivo travel blogger che si intravede nella foto qui sotto. Tutti i giorni per lavoro, avanti ed indietro, pendolare su una linea decisamente trafficata. Quando non è in treno per questo motivo, lo è per raccontare l’Italia o l’Europa, sempre con la sincerità, l’immediatezza e la semplicità che solo quelli veramente bravi sanno usare.
GirovagateQual è il tuo primo ricordo legato ai treni?
I primi ricordi legati al treno risalgono al periodo scuole medie/primi anni di scuola superiore: abitando in un piccolo paese, il sabato e la domenica non erano molte le cose da fare e così spesso la mia compagnia di amici prendeva il treno per andare a Firenze. Appena 20 minuti e un paio di fermate e venivamo catapultati in una realtà completamente differente da quella in cui vivevamo.
Quando la portiera del vagone si spalancava era come entrare in mondo parallelo e noi ci sentivamo come Pinocchio nel paese dei balocchi.

Anche tu hai avuto la “fortuna” di essere stato pendolare in un periodo della tua vita?
Ho la “fortuna” di essere ancora un pendolare! (Perchè ho messo il punto esclamativo? Non lo so! Sarà una reazione inconscia della psiche che tenta di autoconvincersi che questa è la vita che fa per me)
Ho iniziato da studente universitario agli ultimi anni della specializzazione della laurea ed evidentemente soddisfatto di trascorrere almeno due ore al giorno all’interno del vagone di un regionale, ho trovato lavoro e continuo a frequentare la stessa linea ferroviaria. Tra poco festeggerò i 15 anni di pendolarità.

Ti capita spesso per i tuoi spostamenti di prendere il treno?
Al di là del lavoro, durante l’anno mi capita di prendere il treno abbastanza spesso, soprattutto se devo recarmi a Firenze durante la ore diurne, quando la ricerca del parcheggio diventa una caccia selvaggia e il traffico sui viali scoraggia il più ottimista degli autisti. Per viaggi più lunghi molto dipende dal prezzo del biglietto e se ci sono delle buone offerte non mi tiro indietro.

Hai mai avuto occasione di viaggiare in treno fuori dall’Italia?
Sì, ma solo in Europa. In Germania, Belgio, Polonia, Portogallo e Russia. Mi piacerebbe provare a viaggiare nei treni in Asia per verificare se quel che si racconta è vero o si fa molta letteratura. In generale, per quel che riguarda la mia piccola esperienza, i servizi offerti all’estero sono sempre stati puntuali. A volte i prezzi sono stati più alti di quelli che avrei pagato in Italia (mi riferisco alla Germania e al Belgio in particolare) ma l’efficienza e la pulizia li giustificavano ampiamente!

Che cosa ti fa scegliere il treno come mezzo di locomozione per i tuoi viaggi?
Il treno è sempre stato, ed è ancora, l’alternativa per i miei viaggi in Italia. Non sono mai partito da casa per recarmi in un Paese europeo perchè ho sempre pensato che l’aereo fosse la soluzione di gran lunga migliore, soprattutto per i tempi. In Italia invece la prospettiva è completamente differente: prima di tutto, se si prenota con anticipo si riesce a volte a cogliere delle ottime promozioni… comunque, anche a parità di spesa, a volte preferisco il treno all’auto nelle le lunghe tratte, perchè mi evita lo stress di viaggiare in autostrada (le code e gli incidenti che rallentano il traffico sono sempre possibili) e del parcheggio.

Una cosa che ti fa apprezzare più di tutto i viaggi in treno?
La cosa che mi piace più di tutte è guardare fuori dal finestrino. Lo faccio ogni giorno, non per tutta la durata del viaggio, ma per qualche minuto mi perdo nel paesaggio attraverso il vetro sebbene lo conosca ormai palmo a palmo. Poi mi piace potermi rilassare e impiegare il tempo in modo costruttivo, leggendo un libro o lavorando sul blog (che, tra parentesi, è nato proprio in treno durante le ore di spostamento casa-lavoro!)

Che cosa dei viaggi in treno ti fa rimpiangere di non avere preso un mezzo diverso?
Risposta facile: i ritardi! La cosa che mi dà più fastidio è che i treni regionali debbano pagare spesso il ritardo dei treni ad alta velocità! Il diritto di precedenza dovuto a un costo superiore del servizio. In seconda battuta la decadenza di alcune vetture. Portiere che non funzionano, bagni inagibili e talvolta pulizia scarsa… poche cose rispecchiano perfettamente il momento di crisi dell’Italia come i nostri treni regionali.

C’è qualche stazione in cui ti sei fermato che per qualche motivo ti ha colpito particolarmente?
La stazione di Porto è quella che finora mi ha colpito di più! Le pareti della sala della biglietteria sono completamente rivestite dagli azulejos, le piastrelle decorate (di solito color bianco e azzurro) tipiche dell’architettura portoghese.

Quando sei in treno, come passi il tempo?
Come ho accennato prima, mi piace impiegare il tempo attivamente. Principalmente scrivo e leggo, ma quando sono particolarmente stanco cerco di rilassarmi ascoltando della musica o schiacciando un pisolino.

Alta velocità o treni locali?
In linea di principio preferisco i treni locali perchè la vita non deve essere sempre e a tutti i costi una corsa contro il tempo… Non sempre però è possibile fare questa scelta, con mio grande rammarico (e grande dispiacere per il mio portafoglio).

13 pensieri su “Treni e travel blogger: intervista a Girovagate

  1. e bravi Alessandro l’intervistato ed Enrico l’intervistatore! Una bella chiacchierata tra amici, uno scambio di battute pacato e sereno… E finalmente ho scoperto come Alessandro riesce a trovare il tempo per scrivere: prima ero convinta che avesse i superpoteri!

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