Treni e travelblogger: intervista a FraIntesa

La travelblogger che intervisto questa settimana è responsabile di una scelta editoriale del futuro del blog.
Ci sono molti motivi per cui mi piace chiacchierare con queste persone che girano il mondo: il primo, quello con cui è iniziato tutto, è perchè “Il web è condivisione, contaminazione, flusso di idee e scambi che generano qualcosa di nuovo”
Ma anche perchè mi fanno scoprire cose nuove: la stazione di Valencia con RespirareConLaPancia e quella di Bristol con Giovy, per restare ai tempi recenti.
Oggi intervisto FraIntesa, che solo da pochi giorni ci ha annunciato si trasferisce per un anno in Australia: nei prossimi tempi parlerò spesso di treni & canguri, e non è detto che provi a “sfruttarla” come inviata sul campo.
Ci sono moltissime cose che di lei mi hanno incuriosito: non capita tutti i giorni di incontrare guide per safari. Ma la cosa che mi piace di più di lei è che la sera ci permette di pensare a #3cosebelle della mia giornata!

FraIntesa (che qui penso non fosse in Australia...)

FraIntesa (che qui penso non fosse in Australia…)

Qual è il tuo primo ricordo legato ai treni?
Ricordo la strada che facevo quando ero piccola, ogni domenica, con mia madre, in macchina, per andare a trovare mia nonna. Nel viaggio si passava sotto a un ponte ferroviario della linea che collega Verona con Bologna, e ogni domenica guardavo le rotaie in tutto il loro tratto visibile, per sperare di avvistare un treno, che per me era un mezzo incredibilmente veloce e misterioso.

Anche tu hai avuto la “fortuna” di essere stato pendolare in un periodo della tua vita?
Purtroppo sì, e per colpa di Trenitalia i miei ricordi di quel periodo sono fatti di proteste sui binari, attese nel freddo e nella nebbia, emettitrici di biglietti che non funzionano, facce deluse e tragitti in piedi.

Ti capita spesso per i tuoi spostamenti di prendere il treno?
Prendo il treno almeno un paio di volte al mese. Ora che non sono più pendolare, lo prendo per andare a trovare la mia famiglia o qualche amico che abita lontano, o per raggiungere località lontane in Italia.

Hai mai avuto occasione di viaggiare in treno fuori dall’Italia?
Sì, più volte. Ho viaggiato in treno in Finlandia, in Germania, in Irlanda, in Olanda, in Spagna, in Gran Bretagna, ho raggiunto così Parigi una volta, e l’ho preso molto spesso quando ho vissuto in Austria, viaggiando verso l’est Europa. In Svizzera poi ho preso il fantastico trenino rosso panoramico Bernina Express.

Che cosa ti fa scegliere il treno come mezzo di locomozione per i tuoi viaggi?
La possibilità di vedere il paesaggio fuori, rilassarmi e non dover rimanere concentrata sulla strada se sono stanca. Spesso anche il prezzo mi fa propendere per questo mezzo.

Una cosa che ti fa apprezzare più di tutto i viaggi in treno?
La possibilità che mi dà di viaggiare con le persone del posto e scambiare chiacchiere con altri viaggiatori.

Che cosa dei viaggi in treno ti fa rimpiangere di non avere preso un mezzo diverso?
Rimpiango di non aver preso un mezzo diverso soprattutto quando perdo coincidenze tra due o più treni, cosa che purtroppo in Italia capita spesso.

C’è qualche stazione in cui ti sei fermato che per qualche motivo ti ha colpito particolarmente?
Ricordo con piacere tre stazioni. Una è quella di Atocha, a Madrid, che al suo interno ha un’oasi tropicale con palme e tartarughe. La seconda è quella di Zagabria, che nella hall centrale ospita un mercatino di libri usati. L’ultima è quella di Assisi, perché i cartelli che indicano il nome della stazione sono scritti in un font che si addice perfettamente al paese.

Quando sei in treno, come passi il tempo?
La maggior parte delle volte leggo o scrivo, intervallando queste attività con lunghi sguardi fuori dal finestrino.

Alta velocità o treni locali?
In Italia prendo l’alta velocità solo se ci sono buone offerte o se devo affrontare tratte che durerebbero troppo tempo se fatte sui regionali. All’estero invece non mi dispiace lasciarmi cullare dalla lentezza dei treni locali e scoprire il paesaggio naturale mano a mano che il convoglio lascia la città.

2 pensieri su “Treni e travelblogger: intervista a FraIntesa

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