Treni e travel blogger: intervista a Giovy Malfiori

Per dare idea di che genere di viaggiatrice intervisto oggi, vi dirò che ha girato la Mongolia in treno, senza cellulare e con il walkman.
Accidenti, ho detto io quando l’ho letto.
Lei è Giovy Malfiori, il suo blog è emotionrit.blogspot.it ed io non so nemmeno da dove iniziare per raccontare in breve di una ragazza che parla cinque lingue, ha pubblicato un ebook, s’è girata mezzo mondo e mezza Inghilterra (compresa la stazione di Bristol di cui parlavo qualche giorno fa) e adora muoversi a piedi o coi mezzi pubblici.

Giovy Malfiori

Giovy Malfiori

Qual è il tuo primo ricordo legato ai treni?
Avevo 9 anni ed ero da mia nonna, nella provincia di Pavia. Ero in visita con i miei genitori (io sono nata e cresciuta in provincia di Vicenza, ma mio padre è lombardo) e si ruppe l’auto dei miei.
Tornammo a casa in treno ed io ero felicissima.
Quando me lo dissero, non ci dormii la notte prima.
Il rumore del treno sulle rotaie era poesia a quel tempo e lo è ora.

Anche tu hai avuto la “fortuna” di essere stato pendolare in un periodo della tua vita?
Sì, sono stata pendolare per 5 anni. Non col treno ma con la mitica corriera che partiva dal mio paese alle 6.35 tutte le mattine. Andavo al liceo a Vicenza e quel mega-bus è stato il mio mezzo di trasporto per tutto quel periodo scolastico. Ancora oggi ricordo quel periodo con molto affetto malgrado la levataccia che ho fatto per anni.

Ti capita spesso per i tuoi spostamenti di prendere il treno?
Quando sono in viaggio all’estero prendo solo mezzi pubblici: bus e treni sono i miei migliori amici on the road
Quando mi sposto in Italia la cosa diventa più difficile.
La nostra rete ferroviaria è male organizzata e volte mi rende impossibile incastrare i miei spostamenti.

Hai mai avuto occasione di viaggiare in treno fuori dall’Italia?
Come dicevo prima … praticamente sempre, almeno negli ultimi 6 anni.
Sto girando, anno dopo anno, la Gran Bretagna pezzo per pezzo e lo faccio utilizzando i treni e i bus.
Viaggiare in treno in UK è fantastico, sia che si tratti di treni locali che di tratte più lunghe.

Che cosa ti fa scegliere il treno come mezzo di locomozione per i tuoi viaggi?
Quando viaggio io mi “immago” spesso ad osservare il paesaggio e questo sarebbe sicuramente un problema se stessi viaggiando in auto.
E poi, viaggiare in treno è un modo per rispettare maggiormente l’ambiente che mi circonda e ci tengo davvero tanto. Il treno mi permette anche di incontrare persone, dialogare, arricchire il mio viaggio con le storie altrui.
Ultimo motivo (ma molto importante): il treno mi permette di risparmiare e questa non è cosa da poco in questi tempi molto difficili.

Una cosa che ti fa apprezzare più di tutto i viaggi in treno?
Viaggiare in treno mi fa sentire come dentro un film e i finestrini sono lo schermo dove viene proiettato il mio viaggio. In treno fantastico, penso, vivo intensamente il territorio che attraverso.

Che cosa dei viaggi in treno ti fa rimpiangere di non avere preso un mezzo diverso?
A livello pratico direi nulla perché mi so organizzare molto bene e riesco ad ottimizzare tempi e spostamenti.
Viaggiare in treno mi aiuta poi a non riempirmi di mille souvenir: deve stare tutto nel mio zaino e allora mi contengo.

C’è qualche stazione in cui ti sei fermato che per qualche motivo ti ha colpito particolarmente?
La stazione di Temple Meads di Bristol: è bellissima a livello architettonico ed è uno snodo importante dove passano molte persone. Quando passo di lì arrivo molto presto in modo da poter sedermi su di una panchina e osservare tutta la vita che scorre attorno a me.
Poi c’è la stazione di Lime Street di Liverpool: il mio cuore batte forte lì perché amo quella città e approdare lì mi rende molto felice.

Quando sei in treno, come passi il tempo?
Scrivo, leggo, ascolto musica e guardo fuori dal finestrino. Non necessariamente in questo ordine :)

Alta velocità o treni locali?
Dipende da cosa devo fare.
Mi piacciono molto i treni locali perché attraversano un’Italia un po’ fantasma.
Quella delle stazioni senza biglietteria che sembrano luoghi addormentati e sospesi in chissà che dimensione.
Se devo fare spostamenti di lavoro scelgo invece l’alta velocità per motivi di praticità.
Quando sono in viaggio all’estero prendo quasi solo treni locali.

5 pensieri su “Treni e travel blogger: intervista a Giovy Malfiori

  1. Wow!
    Intanto sono rimasta a bocca aperta per le cinque lingue… ;)

    E poi… anche se non ci vado da tempo (a parte l’anno scorso schiacciata come una sardina per andare all’Artigiano in Fiera, a Milano), anche a me piace molto il treno.

    ciao!
    Chiara

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>