Treni e travel blogger: intervista a Farah Mesiti

Oggi si parla di treni con una bellissima travelblogger che m’ha conquistato rivelandomi che per tornare a casa preferisce fare cinque ore di treno invece di una in aereo: capirete di certo i miei occhi stellati nel leggere questa affermazione.
Il suo blog ha un nome che trovo poetico, viagginelcassetto: e chi non ne ha?
Viaggi da fare, viaggi da sognare, viaggi da ricordare: e con questo spirito ha organizzato anche un contest fotografico per condividere le emozioni che i viaggi ci regalano e ci trasmettono.

Farah Mesiti, aka Viaggi nel Cassetto

Farah Mesiti, aka Viaggi nel Cassetto

Qual è il tuo primo ricordo legato ai treni?
Risale all’adolescenza, quando ancora esisteva il treno Espresso che mi trasportava dal mio paesino di quasi 7mila anime nel Sud della Calabria a Roma in “solo” 9 ore per andare a fare la quindicenne ribelle al Concertone del 1° Maggio! Una sfacchinata infinita ma stupenda grazie alla compagnia degli amici, tutti muniti di bandiere della pace e di grande energia… e pensare che ora a Roma abito proprio dietro Piazza S. Giovanni e al concerto non ci vado più

Anche tu hai avuto la “fortuna” di essere stato pendolare in un periodo della tua vita?
Purtroppo no perché durante il periodo universitario mi era più comodo il pullman… ma rimpiangevo il mio amato treno, unico mezzo di trasporto che non mi fa soffrire di nausea!

Ti capita spesso per i tuoi spostamenti di prendere il treno?
Si, vivo a Roma e appena posso torno in Calabria anche solo per un weekend. Potrei prendere l’aereo e arrivarci in poco più di un’ora ma preferisco di gran lunga il treno per osservare in relax i paesaggi che si susseguono fuori dal finestrino; appena si arriva in Calabria i binari corrono vicinissimo al mare tanto che in estate, con tutti i bagnanti sulla spiaggia, ti sembra quasi di poter sfiorare l’acqua con un dito. Poi ti volti e guardi verso il lato opposto… e come per magia vedi i monti. Uno scenario unico.

Hai mai avuto occasione di viaggiare in treno fuori dall’Italia?
In Austria ho preso il treno che in un’ora mi ha portata da Vienna a Bratislava, in Slovacchia: indimenticabili i paesaggi innevati. Oppure più di una volta ho preso il treno che da Cambridge porta a Londra: ricordo che il mio sguardo si perdeva negli immensi campi di papaveri rossi. E ancora a Parigi il trenino che dal centro città porta a Disneyland: la fermata d’arrivo si trova proprio davanti all’ingresso e di colpo vieni catapultato nel mondo della fantasia; prendi il treno in città e ti ritrovi in una fiaba.

Che cosa ti fa scegliere il treno come mezzo di locomozione per i tuoi viaggi?
Il treno mi rilassa. Riesco a dormire, a leggere, mi guardo intorno, ascolto musica persa tra i pensieri. A volte quasi mi “infastidisco” se viaggio in compagnia o se qualche signora annoiata cerca di attaccare bottone; è come se fossi gelosa di quei momenti con me stessa, gli unici poi che riesco a ritagliarmi tra la frenesia di tutti i giorni.

Una cosa che ti fa apprezzare più di tutto i viaggi in treno?

Come dico spesso, il viaggio in treno è uno “studio antropologico” senza pari. Ho fatto talmente tanti incontri e conoscenze bizzarre nei vagoni che nemmeno riesco a ricordarli tutti. L’ultimo è stato un signore molto distinto e chiacchierone che nella tratta Roma-Firenze mi ha parlato delle sue passioni più grandi e che prima di scendere dal treno mi ha regalato una copia dell’ultimo libro che ha scritto… l’ho adorato!

Che cosa dei viaggi in treno ti fa rimpiangere di non avere preso un mezzo diverso?
Ovviamente i ritardi che, diciamocelo francamente, in Italia son tanti. Poi aggiungerei la sporcizia, soprattutto sui treni regionali, e la gente maleducata.

C’è qualche stazione in cui ti sei fermato che per qualche motivo ti ha colpito particolarmente?
Non so perché ma ricordo in modo particolare la stazione di Genova Brignole; mi ci sono fermata solo per qualche minuto ma ho adorato lo stile, vagamente retrò.

Quando sei in treno, come passi il tempo?
Principalmente leggo o ascolto musica… ma se sono parecchio stanca dormo tutto il tempo :D

Alta velocità o treni locali?
Se la tratta è particolarmente lunga scelgo senza dubbio l’alta velocità. Ultimamente però sto cercando di ritagliarmi qualche weekend da trascorrere in viaggio in posti vicini e gli ultimi li ho dedicati all’Umbria: l’oro del grano e il verde dei campi sono i colori dei paesaggi meravigliosi che ormai ho stampato nella mente, come dei dipinti.

16 pensieri su “Treni e travel blogger: intervista a Farah Mesiti

  1. Una splendida intervista che fa venire voglia di correre alla stazione più vicina, prendere il primo treno e seguire l’esempio di farah godendosi paesaggi, suoni e i vari “studi antropologici” che il viaggio in treno offre. Brava brava, e complimenti per il blog!!!

  2. Oltre che bellissima e’ semplicemente straordinaria nelle sue minuziose e deliziose descrizioni!
    Grazie e un abbraccio.
    Francesca

  3. Mi è sempre piaciuto viaggiare in treno. In treno, da Milano Centrale, mi portava a Genova, a Torino, a Verona…. dove vivevano i miei più cari amici e dove ‘fuggivo’ ogni volta potevo. Il treno è un compagno di viaggi fantastico: ti permette di osservare chi ti sta intorno, di conversarci qualche volte e spesso di stare in silenzio e fantasticare sulle vite altrui senza pensare alla tua. E insieme puoi guardare fuori dal finestrino e lasciarti incantare da quello che vedi, da quello che immagini ci sia al di là di quel vetro. Ti permette di leggere senza stare male, di ascoltare musica, di dormire….
    A volte mi mancano quegli spostamenti. Erano momenti che mi ritagliavo per me stessa escludendo tutto il resto.
    Bellissimo blog.

    Elena

    PS: Farah è deliziosa, come sempre!

    • Che bellissima descrizione che hai dato del viaggio in treno! Non posso che concordare in pieno con i tuoi ricordi e le tue sensazioni. Mi sa proprio che dobbiamo approfondire il discorso ;)

      P.S.
      Farah è decisamente deliziosa :)

      • Elena mi sa che siamo più simili di quel che credevo… mi rispecchio in ogni tua parola. Sono rari i momenti in cui puoi lasciare da parte per un attimo tutto il resto e focalizzarti su te stesso per “esplorarti” a fondo… e il treno è il mezzo che lo permette.

        Grazie mille per il commento, non hai idea di quanto mi abbia fatto piacere! :)

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