La Transiberiana d’Italia e una storia d’amore per il proprio territorio

Da oltre un anno conosco la storia della Transiberiana d’Italia, e da allora ne sono rimasto conquistato. Trovo che ci sia qualcosa di sublime in questa ferrovia d’alta quota che s’inerpica sugli Appennini. Una volta tratta faticosa per pendolari, oggi chiusa al traffico regolare: potrebbe diventare, già l’ho detto e ne sono convinto, una attrazione d’eccellenza tra Abruzzo e Molise, quasi un “trenino del Bernina” italiano.
Naturalmente perchè tutto ciò accada servono decisioni prese dall’alto. E nulla come l’interesse vero e vivo dei cittadini può smuovere chi è in grado di prenderle, queste decisioni. Per fortuna qualcosa si sta muovendo, grazie a Nonperdiamoquestotreno: ma chi o cosa sono?

Iniziamo dalle basi: cos’è e chi compone NonPerdiamoQuestoTreno?
Nonperdiamoquestotreno nasce seguendo due filoni. Il primo è dato dalla convinzione che questa tratta abbia tutte le caratteristiche per essere elemento trainante del territorio appenninico abruzzese e molisano: da qui l’idea di essere più propositivi verso il sistema che amministra il territorio e le infrastrutture creando una sorta di megafono virtuale in grado di ampliare il bacino d’utenti potenzialmente interessato. Ciò che spesso è mancata è sicuramente la comunicazione e la costante informazione sugli sviluppi ed i risultati ottenuti. E noi serviamo proprio a questo.
L’altro elemento, cioè il nome, parte da una piacevole chiacchierata con gli amici de “Le Rotaie Molise” con parecchi soggetti amministratori. Alla fine dell’incontro ci salutammo con la frase “mi raccomando, non perdiamo questo treno”. Da qui l’idea dell’hashtag.
Non c’è un vero organigramma di NonPerdiamoQuestoTreno, è una composizione “liquida”, un contenitore dove convergono più elementi. Gli account dei social sono però gestiti da Nadia Falasca e Gianluca Di Lonardo, per scelta abbia deciso di non dare una valenza soggettiva per aumentare il senso di un territorio attivo. In effetti è proprio così, ne è la testimonianza la petizione su change.org con oltre duemila firmatari.
Ricordo bene il vostro contest fotografico: che altre iniziative avete portato avanti?
Le iniziative sono state diverse, sia prima che dopo della creazione di questo hashtag. Molti incontri istituzionali, diversi articoli su testate giornalistiche cartacee e online, un forum sulla mobilità a Bologna con altri amministratori locali di altre regioni e associazioni di salvaguardia di altre ferrovie italiane e ovviamente il contest che hai citato prima.
Oltre a questo, abbiamo coinvolto Riccardo Finelli (lo scrittore di “Coi binari fra le nuvole”) che ha deciso si presentare i suoi libri in questo territorio e aiutare, insieme alla Neo Edizioni, in questa nostra battaglia.

La foto di @lokaluc vincitrice del contest

La foto di @lokaluc vincitrice del contest

Vi ha dato soddisfazione organizzare il concorso fotografico? Che giudizio date di questa vostra iniziativa?
Qualsiasi cosa che organizziamo ci sta dando enormi soddisfazioni. Considera che raccogliere duemila firme online nelle terre dove internet è una chimera è davvero un grandissimo risultato. Inoltre la diffusione locale a mezzo stampa sostenuta dalla giornalista altomolisana Adelina Zarlenga ci ha permesso di usare anche i mezzi di comunicazione tradizionali.
In un certo senso abbiamo fatto riscoprire la ferrovia e portato all’attenzione un utilizzo sociale dei social. Il giudizio, ovviamente, è molto alto perché non pensavamo di avere così tanto riscontro viste le premesse tecnologiche del territorio. Ci onora!
Fino ad adesso quali risposte o contatti avete avuto dalla politicia locale e da Trenitalia?
La politica locale ha cominciato a interloquire in maniera stabile con l’Associazione Le Rotaie, e molti amministratori locali danno manforte anche se non tutti sono speranzosi. La verità è che il treno del 2 novembre è andato “sold out” in poche ore e un altro è in fase di definizione per il 26 dicembre (magari con scenari innevati!) ed ha già una folta lista d’attesa (se voleteprenotare la mail è: prenotazioni@lerotaie.com). Questo vuol dire che il treno è attraente e anche molto!
Con Trenitalia i contatti sono tiepidi ma FondazioneFS invece è molto interessata a questa linea. L’ingegner Cantamessa, direttore della Fondazione, ha buoni propositi per il 2015 e potrebbero esserci ulteriori sviluppi dopo l’incontro di settembre tenutosi ad Isernia e documentato sul sito de Le Rotaie.
Che progetti avete per il futuro?
Continuare lo storytelling di questa tratta in multilingue e del territorio attraversato per poi passare ad una collaborazione per la stesura di un progetto di riuso sia della linea che delle infrastrutture per attingere a fini Europei 2014-2020. Scambi intermodali e riuso delle stazioni e dei caselli, nuovo piano orari e nuovo polo museale per la sede de “Le Rotaie”, a Isernia.

2 pensieri su “La Transiberiana d’Italia e una storia d’amore per il proprio territorio

  1. Pingback: Ed ecco il mese della Mobilità Dolce - #BassaVelocità

  2. Pingback: Una buona notizia: nasce il Treno del Vino in Sicilia - #BassaVelocità

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>