Tanti auguri alla bella (ed incompresa) stazione di Firenze

Oggi la stazione di Firenze compie 80 anni, e non posso non farle gli auguri e spezzare pure una lancia in suo favore.
Prima di quella che vediamo oggi c’era, più o meno nella stessa zona, la stazione Maria Antonia, costruita ai bei tempi dei Granduchi. Anche a voler essere generosi, poverina, era sgraziata, brutta, poco pratica e senza capo nè coda.
Pare quasi incredibile sia sopravvissuta quasi un secolo senza che nessuno, prima degli anni del Fascismo, abbia deciso di abbatterla per costruirne una che funzionasse decentemente.
Sulla stazione di Firenze Santa Maria Novella ci sarebbe da parlarne per ore. Ad esempio, sapevate che il concorso pubblico bandito dallo stato fu uno dei momenti peggiori (a livello umano ed artistico) dell’architettura del periodo? Artisti, intellettuali e architetti si insultarono e sbeffeggiarono in modi che nemmeno i peggiori troll su facebook oggi, schernendo con incredibili picchi di malafede e cattiveria i progetti gli uni degli altri.
E non avevano nemmeno tutti i torti, a dirla tutta.

Si vede la radicalizzazione della tipologia fiorentina della loggia come fosse antani di plasticismo?

Si vede la radicalizzazione della tipologia fiorentina della loggia come fosse antani di plasticismo?

Una stazione nuova, grande, importante, nel cuore di una città storica, a due passi dal centro e dietro l’abside della basilica di Santa Maria Novella: oggettivamente un tema difficile, impegnativo e complicato per ogni architetto.
Archi, colonne, loggiati, pilastri, aquile, richiami al Medioevo e al Rinascimento: alcuni progetti meritavano effettivamente i peggiori sberleffi; e si sa che i toscani, ed i fiorentini in particolare, in questo sono portati.
Fortunatamente vinse il progetto del Gruppo Toscano: Michelucci, Baroni, Gamberini, tutti ragazzi sulla trentina al primo progetto veramente importante. Esordienti a cui viene affidato un progetto di questa importanza, realizzato in quattro anni: ciò che accadeva ottant’anni fa oggi sembra fantascienza.
La stazione di Firenze in generale non è considerata bella: non ha la monumentalità suntuosa di quella di Milano e non è nemmeno un gingillino di vetro ed acciaio come si usa adesso. In più, in quanto stazione “fascista”, paga lo scotto di essere automaticamente considerata brutta e cattiva.

Una veduta dell'ingresso fatta dai progettisti

Una veduta dell’ingresso fatta dai progettisti

Anche io per molto tempo sono rimasto freddo, se non ostile, verso di lei. Poi ho avuto la fortuna di incontrare un docente (umanamente una delle persone peggiori del mio già infame corso di studi) che la amava e che la sapeva spiegare. E da allora la cura estrema dei suoi dettagli, il design minimale e moderno, la ricchezza non ostentata ma presente ovunque, la semplicità razionale dei suoi spazi (visibili ad esempio nella Libreria Feltrinelli), le linee pulite dei suoi volumi mi hanno conquistato.
Povera stazione di Firenze: sei bella, ma bisogna conoscerti e capirti per apprezzarti. Ora compi ottant’anni, vieni omaggiata con una mostra e devo dire che li porti benissimo, anche se non sempre sei stata trattata come meritavi. Degradata negli Anni Settanta, oggetto di riqualificazione scellerata negli Anni Ottanta, anche recentemente non ti è andata meglio con la nuova galleria commerciale.
Il mio personale omaggio, invece, è questo: quando hai fatto la storia del cinema italiano!

E ora… tutti al binario 3: parte il locale per Empoli :)

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