La stazione di São Bento a Porto: il trionfo degli azulejos

 

In Portogallo gli azulejos sono una delle più peculiari forme artistiche e la stazione di São Bento a Porto ne è una grande vetrina, che dimostra come l’arte si possa trovare anche dove meno ce lo aspettiamo.
Se ho scoperto questo piccolo capolavoro dove l’architettura e le arti applicate si valorizzano vicendevolmente integrandosi alla perfezione (pensate: una volta anche negli edifici pubblici si ricercava la bellezza…) lo devo a Federico e al suo viaggio in Portogallo.
Gli azulejos, queste piastrella di ceramica non molto spesse e con una superficie smaltata e decorata, presenti da secoli sia in Portogallo che in Spagna, hanno la medesima origine: derivano dagli alicatados spagnoli, che furono portati nella Penisola iberica dagli arabi. Coi secoli si sono differenziati, ma sono ancora un tratto caratteristico e molto diffuso nell’area: esempio abbastanza famoso è l’uso fatto da Gaudì della ceramica smaltata nel Parco Guell.
In Spagna, ad inizio secolo, costruendo la nuova stazione di Valencia Nord l’architetto volle utilizzare proprio questa tecnica per decorarla: lo stesso è accaduto qualche centinaia di chilometri ad ovest, per la stazione di São Bento a Porto.
Il nome deriva da un monastero benedettino costruito qui nel XVI secolo: bruciato nel 1783 ed in seguito ricostruito, alla fine del XIX secolo era in un grave stato di abbandono e fu raso al suolo quando si decise di ampliare la linea ferroviaria.

Convento_de_São_Bento_de_Ave_Maria

Il distrutto Convento de São Bento de Ave Maria

Dopo una prima stazione, provvisoria e composta da tre tettoie in legno, i lavori per quella attuale iniziarono nel 1900, quando il re Carlos I pose la prima pietra. Il progetto è dell’architetto José Marques da Silva, che volle seguire lo stile in voga allora: ferro e vetro per la zona di traffico e pomposo eclettismo Beaux-Arts per le facciate. Questa scelta, oltrechè essere “di moda” si spiega anche tenendo conto del fatto che Marques de Silva aveva studiato a Parigi. Il bugnato alla base, gli archi decorati, le mensole aggettanti, addirittura gli abbaini con le finestrelle ovali: sembra più un serio palazzo governativo nella provincia francese che una stazione lusitana.
I lavori andarono abbastanza a rilento, sia per intoppi burocratici che per la mole di lavoro, tanto che la nuova stazione entrò completamente in funzione solo nel 1916.

Stazione di Porto - São Bento

Facciata della stazione di Porto – São Bento

Al fine di mitigare l’impressione di severa nobiltà del granito utilizzato nella facciata (e chissà, magari anche per dare un tocco nazionale all’edificio) si decise di decorare la sala d’ingresso, grande salone di 14 metri di larghezza per 42, con gli azulejos. Tra le varie proposte presentate, quella designata vincitrice il 24 novembre 1905 fu di Jorge Colaço (1868-1942), pittore, ceramista ed illustratore, che si era fatto gran fama con i suoi lavori nell’Hotel de Buçaco e alla Facoltà di Medicina di Lisbona.
Gli oltre ventimila azulejos che coprono una superficie superiore a 550 metri quadrati formano nella parte alta della sala un fregio colorato che corre lungo la volta dell’atrio narrando la storia dei mezzi di trasporto in ordine cronologico, dai primordi alla comparsa del treno. In basso, pannelli istoriati di grandi dimensioni raffigurano alcune scene della storia del Portogallo: l’ingresso solenne a Porto del re Joao I e della futura sposa Filippa di Lancaster, il principe Enrico il Navigatore che conquistare Ceuta in Marocco, la battaglia di Arcos de Valdevez, il precettore Egas Moniz che presenta la moglie e i figli del re di Leon Alfonso VII.

Stazione di Porto - São Bento

La grande sala: sulla parete di fondo la conquista di Ceuta

Altri pannelli di dimensioni inferiori hanno come tema scene di vita popolare nella regione e sono posizionati in punti di minori importanza e più in basso, quali gli interstizi frale varie aperture.
Entrare in questo grande salone vuole dire passare dalla severità monocromatica della facciata di gusto francese alla leggerezza cromatica tutta portoghese e trovarsi naturalmente a fissare, con il naso all’insù questo tripudio di figure, immagini e colori: la sovrabbondanza delle decorazioni è caratteristica dell’arte portoghese, basti pensare alla spirale di horror vacui del gotico manuelino ad Evora.
La stazione di São Bento si trova in centro, in piazza Almeida Garret e vi fanno capolinea svariate linee che servono l’area del Grande Porto: da Cávado fino a Braga, da Ave a Guimarães, da Tâmega a Marco de Canaveses, e da Baixo Vouga a Aveiro, coprendo un’area circolare con un raggio di circa 60 chilometri intorno a Porto. Da qui parte anche la ferrovia turistica de Douro.

9 pensieri su “La stazione di São Bento a Porto: il trionfo degli azulejos

  1. Gli azulejos vennero introdotti in Portogallo nel XVI sec. A Lisbona esistono ancora delle fabbriche che li producono secondo la tradizione. Io li adoro!!!!
    Buon Anno!

  2. Pingback: - Travelling with Liz

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