La stazione di Anversa, un capolavoro nelle Fiandre

Secondo alcuni la stazione di Anversa è semplicemente un capolavoro: una delle più belle stazioni al mondo e sicuramente un must da vedere per chi viaggia nelle Fiandre.
L’edificio è stato costruito tra il 1895 e il 1905 per sostituire il precedente capolinea della linea Bruxelles-Malines-Anversa. Questo splendido accesso ai treni è stato progettato da Louis de la Censerie, che disegnò la grande cupola sopra la monumentale sala d’attesa, mentre è merito dell’ingegnere Clement Van Bogaert la volta in ferro e vetro che sovrasta i binari: 43 metri di altezza e 66 di lunghezza.

La chiamano la "cattedrale ferroviaria"... un motivo c'è!

La chiamano la “cattedrale ferroviaria”… un motivo c’è!

Sono gli anni del regno di Leopoldo II, il sovrano che possedeva come proprietà personale il Congo, il cui sfruttamento coloniale portò molta ricchezza al Belgio, e molte atrocità tra la popolazione africana. La stazione fu terminata in tempo per i festeggiamenti del quarantesimo anno di regno del sovrano, noto peraltro come “Re Costruttore” (Koning-Bouwer in olandese, le Roi-Bâtisseur in francese) per la mole di importanti opere pubbliche costruite in quegli anni.
Ogni aspetto della stazione esprime ricchezza, monumentalità, imponenza, nessun dettaglio è stato tralasciato: addirittura il viadotto che dalla stazione porta verso l’esterno della città è una struttura notevole, ricca di pinnacoli e decorazioni, opera dell’architetto locale Jan Van Asperen.

Altro scorcio della hall d'ingresso

Altro scorcio della hall d’ingresso

Una così grande opera ha avuto una storia travagliata: per sostituire la precedente, piccola, stazione in legno venne chiamato l’architetto Ernest Dieltjens, il cui progetto traeva ispirazione dalle stazioni di Francoforte e Strasburgo, sia per lo stile che per l’allestimento degli interni. Al governo non piacque e forse neppure a Leopoldo II, che l’avrebbe trovata non abbastanza grandioso. La seconda scelta, Louis De la Censerie, entusiasmava invece il re: l’architetto dopo un giro in Svizzera e Germania a studiare gli ultimi esempi di architettura ferroviaria elaborò un progetto dal costo di oltre un milione e mezzo di franchi, che fu approvato.
Furono impiegate venti diverse varietà di marmo per lo scalone, fiore all’occhiello dell’edificio, che conduce nella hall, dove sei statute recanti i simboli dell’industri e del commercio puntellano le pareti. La cupola si staglia per 75 metri d’altezza e sulla facciata laterale due leoni rampanti bronzei reggono una grande versione dello stemma del Belgio coronato: per dare un’idea delle dimensioni, il singolo leone è lungo circa due metri e la corona oltre uno.

Facciata su piazza Astrid

Facciata su piazza Astrid

La stazione, come detto, è considerata il più bell’esempio di architettura ferroviaria in Belgio e tra i primi nel mondo, nonostante ancora adesso i critici non si trovino concordi sullo stile a cui attribuirlo. “Eclettico” sicuramente, senza la prevalenza di una infulenza particolare (neorinascimentale, neobarocco e quant’altri). Addirittura, nel romanzo Austerlitz di W. G. Sebald per dimostrare la brillanteza del protagonista, uno storico dell’architettura, si dice che fosse capace di apprezzare completamente l’intera gamma degli stili utilizzati in questa costruzione. Nel 2009 la rivista Newsweek, in una classifica apposita, l’ha posta al quarto posto dopo Londra St Pancras, Central Station a New York e Chhatrapati Shivaji Terminus a Bombay.
Dopo anni di decadenza fisica (pezzi di cornicioni che cadevano, balaustre rotte) in cui rischiò anche di essere demolita, prese campo un piano di recupero: nel 1975 venne inserita in una lista di monumenti da tutelare e dopo anni di studi iniziarono i restauri, un’area per volta, terminati nel 2009 alla presenza dell’erede al trono Filippo duca di Brabante, oggi re Filippo I.

La volta vetrata, i treni e, al centro, il centro commerciale

La volta vetrata, i treni e, al centro, il centro commerciale

Oggi ci sono 14 binari disposti su tre livelli, un secondo ingresso su piazza Kievit, dotato di un parcheggio per 800 biciclette e per 600 automobili, ed una grande galleria commerciale tra le due entrate: 4000 metri quadrati e 74 negozi disposti su più livelli. La piazza su cui la parte monumentale si affaccia, piazza Astrid (bellissima regina dei Belgi e nonna dell’attuale sovrano) è stata pedonalizzata; per i ciclisti sono state previste ampie strutture coperte dove parcheggiare.
Un recupero scientifico, filologico e accurato ha permesso così a questa opera d’arte di essere agile, vivace e pronta per affrontare il XXI secolo, grazie ad un concorso internazionale a cui hanno partecipato molti architetti, non necessariamente belgi, non necessariamente organici alle ferrovie di stato locali.
Ogni riferimento agli ultimi lavori di Roma Termini, Roma Tiburtina e Firenze S.M.N. non è casuale.

3 pensieri su “La stazione di Anversa, un capolavoro nelle Fiandre

  1. Che bella la stazione di Anversa, è davvero un’opera d’arte! Ed è un vero peccato che in Italia non si dia peso all’importanza dello stile e della bellezza di stazioni, porti ed aeroporti, attraverso i quali transitano ogni giorno migliaia di viaggiatori, lavoratori e turisti. Ora molte stazioni ed aeroporti italiani si stanno rinnovando, ma siamo ancora lontani da questi livelli… ad ogni modo, Anversa ha una stazione spettacolare… ed immensa: a furia di guardarmi attorno, ho rischiato pure di perdere il treno! :D

    • Anche noi ne avremmo di belle (penso a Milano Centrale) ma purtroppo non le sappiamo valorizzare a dovere. E peggio ancora, mi sembra, va con gli aeroporti, che certe volte mi sono parsi fermi a 30 se non 40 anni fa!

  2. Pingback: Fare un flash mob? Fallo alla stazione di Anversa - #BassaVelocità

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>