La stazione di Alessandria: fasto imperiale in Piemonte

Sono sceso spesso alla stazione di Alessandria, per me quasi sempre legata a ricordi lieti: nei miei purtroppo troppo rari viaggi in Piemonte è un punto fisso.
Ho girato tra i suoi cortili coperti ed il grande atrio, mi sono spinto nei giardini antistanti e, se le coincidenze lo permettevano, è stata punto di partenza per esplorare un po’ la città, che sempre mi riprometto di conoscere meglio.
Mi è sempre piaciuta, per il fasto severo e le linee nette, per il senso di solidità che esprime. Non per nulla è opera di Roberto Narducci, architetto capo del settore costruzioni delle Ferrovie Italiane, autore di oltre quaranta stazioni nella sua carriera. Un virtuoso del mestiere che quasi nessuno conosce, al di fuori di pochi specialisti, e su cui vorrei spendere due righe, prossimamente.
La prima stazione di Alessandria risaliva al 1850 circa, ed era opera di Alessandro Mazzucchetti, ingegnere del Genio Civile che progettò anche le stazioni di Genova Piazza Principe e Torino Porta Nuova. Ci restano poche foto, abbastanza vaghe sui dettagli, che per stile erano però simili alle altre due opere del Mazzuchetti. Realizzata in pieno storicismo, il prospetto principale assomigliava ad un tempio dorico con un corpo centrale affiancato da due corpi laterali in mattone collegati da un intercolumnio in granito e trabeazione in stucco che terminava ai lati con due archi a tutto sesto.

Facciata_stazione_di_Alessandria

Facciata: ci sono molte similarità con Genova Brignole

Quello che oggi ci può sembrare un affascinante edificio ottocentesco, durante la rivoluzione architettonica che investì l’Italia durante gli anni del Fascismo era considerato un pomposo ciarpame da abbattere per costruire qualcosa di più moderno. Questo stesso destino stava per capitare anche a Milano Centrale nei ben più democratici Anni Cinquanta…
Nel 1938 si decide per la costruzione della nuova stazione, che viene inaugurata appena quattro anni dopo (e c’era pure la guerra!), il 21 aprile 1942. Bisogna ammettere che era giunto il tempo di un ampliamento per l’edificio, centro di un importante nodo ferroviario in Piemonte: anche se da molto era richiesta la modernizzazione ed il completamento degli impianti, il massiccio intervento di Narducci era di tipo propagandistico, teso ad affermare lo stile razionalista (lo “stile impero” si diceva) nella città.

stazione-alessandria

La Stazione poco dopo l’inaugurazione

Arrivando dalla piazza si percepisce molto bene come questa stazione sia un’opera di propaganda. Nonostante l’assenza dei caratteri architettonici più tipici (non ci sono fasci, esedre, archi a tutto tondo o colonne: non è un intervento come all’EUR, per semplificare), la facciata è preziosa, squadrata, imponente e dal profilo simmetrico e regolare. Conserva dell’impianto planimetrico ottocentesco -due ali collegate da portico centrale- il tema dei tre edifici distinti raccordati da porticati coperti: infatti è formata da tre parallelepipedi ben distinti ed uniti tra loro da porticati coperti. Quelli laterali sono arretrati, così da dare maggiore importanza a quello centrale, destinato al fabbricato viggiatori. I caratteri architettonici ed i materiali impiegati, come il granito per il rivestimento esterno del fabbricato, improntati alla monumentalità imperiale, connnotano l’intero complesso ferroviario.

stazione-alessandria

Gli esterni restaurati

In anni recenti l’intera stazione è stata restaurata ed aggiornata per così dire, ricavando molteplici spazi commerciali e chiudendo i cortili interni con un bel tetto trasparente in vetro strutturale. Un lavoro fatto veramente bene, che ha ridato luce e vigore agli spazi essenziali, scabri ed austeri: un lavoro simile andrebbe fatto, ad esempio, alla stazione di Viareggio, anch’essa di Narducci.

stazione-alessandria

Le parti interne dopo il riammodernamento

Purtroppo il restauro non è stato seguito da grande fortuna commerciale: mi sembra che tutti gli esercizi commericiali lì aperti hanno chiuso (compreso un MacDonald! non mi era mai capitato di vedere una cosa del genere). Oggi sono rimasti aperti il solito bar ed il solito giornalaio-tabacchino, cioè i due negozi che si trovano in tutte le stazioni di questo mondo. Ed i passi del viaggiatore risuonano negli atri silenziosi, un vero peccato!

Un pensiero su “La stazione di Alessandria: fasto imperiale in Piemonte

  1. Pingback: Perchè viaggiare in treno stanca - #BassaVelocità

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>