La sicurezza in treno: qui Veneto

Continuo a parlare di sicurezza sui treni. Lascio la Toscana, con il punto di vista del Ferroviere e di Vita da Pendolare (e sì, metto apposta tali maiuscuole) per passare al Veneto.
Ho già avuto il piacere di ospitare le opinioni di Gloria, con i suoi venticinque anni di pendolarismo alle spalle nella zona di Vicenza, parlando dell’Alta Velocità in Veneto.
Ho subito pensato a lei per avere una opinione, soggettiva certo, ma penso abbastanza qualificata sulla situazione.

L'ordine regna sovrano!

L’ordine regna sovrano!

Che pensi dei due scioperi fatti sul tema della sicurezza?
Il problema degli scioperi è che, anche volendo, sapere le motivazioni di ciascuna agitazione per chi viaggia è difficile. Sinceramente, ad oggi non saprei neanche dirti se questi scioperi in Veneto li hanno fatti e quando. Quindi capisco che per i lavoratori possano essere un modo per farsi ascoltare dall’azienda, ma di sicuro non hanno l’effetto di sensibilizzare gli utenti sul tema, creando consenso o interesse.

Quando prendi il treno o aspetti in stazione, ti senti “sicura”?
Dipende dal momento della giornata e da quanta gente c’è. Non significa che di sera è peggio, anche in certi viaggi pomeridiani da sola su regionali semivuoti basta che passi una persona sconosciuta per sentirsi poco sicuri.

Ti è mai capitato di avere personalmente problemi legati alla sicurezza sui tuoi treni?
Parlando di sicurezza nel senso di “ordine pubblico”, cerco di stare sempre molto attenta e in generale, per fortuna, finora ho solo visto qualche piccolo episodio, niente di grave: a bordo gli usuali mendicanti che distribuiscono bigliettini (facendoti pensare, purtroppo, che per quanto si tenga stretta la borsa non è il caso di appisolarsi), discussioni anche accese tra controllori e passeggeri senza biglietto, ragazzine che chiedevano soldi prendendo anche in giro la gente; a terra un apprezzamento troppo pesante, il giornale appoggiato un attimo sul muretto delle scale e subito rubato. Una mattina in ufficio mi sono trovata senza portafoglio, ma è più probabile che me l’abbiano rubato sul tram.
Da segnalare invece che qualche mese fa, in un’area verde incolta di proprietà delle ferrovie vicino alla mia piccola stazione di partenza, alcune persone si erano create un piccolo accampamento di fortuna, che usavano come base per salire abusivamente sui treni; il loro andrivieni creava un’atmosfera un po’ strana, ma poi l’accampamento è stato eliminato e le persone allontanate.
(Se invece dovessimo parlare di sicurezza come condizioni di viaggio, quando cominciano le lezioni universitarie certi treni sono così stracolmi che mi auguro sempre che non accada niente di grave! Personalmente mi sento più in pericolo in queste situazioni.)

Sai di amici o colleghi che possono avere avuto problemi di questo genere?
A mia sorella tanti anni fa nella stazione di partenza è stata rubata la bicicletta e il bar ha subito più volte furti notturni. Non so di altri episodi personali.

Sulla tua linea la presenza di venditori abusivi o altri irregolari è molto alta?
Venditori no, mai visti. Spesso persone che chiedono soldi in vari modi e quasi quotidianamente passeggeri irregolari , che si scontrano con i controllori o corrono avanti e indietro per il treno per sfuggire. Nota di folclore: una volta sul treno affollato del mattino sono saliti a chiedere soldi pure un fisarmonicista e un violinista che si sono messi a suonare… bella sveglia!

Come giudichi le stazioni cui sei solito/a salire e scendere dal punto di vista della sicurezza?
Nella piccola stazione di partenza, che è impresenziata, si trova praticamente in mezzo ai campi ed è molto frequentata solo in certi giorni e orari, l’unico baluardo è il bar. La cosiddetta sala d’attesa è priva di qualsiasi cosa compresa l’illuminazione, dei bagni non parliamo, le piccole telecamere di sorveglianza vengono spesso divelte e anche la macchinetta per i biglietti, finché funzionava a contanti, era quasi sempre rotta per tentativi di scasso. Purtroppo, essendo così lontana dal centro abitato, la stazione è campo libero per balordi e non basta la sporadica presenza della Polizia di Stato (vista due volte in tanti anni). Quindi cerco di starci il meno possibile e possibilmente in compagnia.
A Padova la situazione è opposta: molto frequentata e apparentemente molto sorvegliata, con sede interna della Polfer, presidio esterno dei vigili e frequente presenza dell’esercito, carabinieri o altro. In questo caso la poca sicurezza riguarda proprio il gran movimento, di cui alcuni potrebbero approfittare ad es. per borseggiare, e poi l’area esterna e solo in orari serali e notturni anche l’interno, visto che si trova in una zona che da anni è considerata crocevia di vari traffici.

Al di là di facili slogan, cosa pensi sarebbe utile o possibile fare per migliorare la situazione?
All’esterno delle stazioni le competenze sono per lo più dei Comuni e delle forze dell’ordine locali, ma le FS dovrebbero trovare delle strategie di collaborazione e coordinamento per evitare che ogni stazione sia considerata una zona franca.
Per l’interno delle stazioni e a bordo treno, ormai si può provare a individuare solo delle strategie di retroguardia, perché i grandi errori sono stati consentire l’accesso a tutti in ogni zona, fin sui treni, e lasciare impresenziate le piccole stazioni (e addirittura i treni stessi, nel periodo in cui il controllore doveva restare in cabina con il macchinista), creando luoghi abbandonati.
Non so come si potrebbe uscire da questa situazione così critica, ma sono molto dubbiosa sull’efficacia delle campagne che riversano sulle possibili vittime l’onere dell’attenzione (ad es. i messagi terrorizzanti a bordo o i famosi adesivi “Security warning”qui anche alcune considerazioni linguistiche).
Sicuramente sarebbero necessari grandi investimenti per aumentare le risorse umane, con adeguate competenze (es. doppio controllore? più personale Polfer? presidi a campione anche nelle piccole stazioni?) e i sistemi tecnologici (biglietti e abbonamenti nominali? accesso solo tramite tornelli o simili? videosorveglianza effettiva?).
Essendo già scarse le risorse indispensabili per far viaggiare i treni necessari, temo che il problema della sicurezza resterà in secondo piano ancora a lungo.

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