La sicurezza in treno: qui Toscana

Continuiamo il viaggio sulla sicurezza in treno, e restiamo in Toscana.
La Toscana che sul tema ha fatto due scioperi, la Toscana da cui proviene il ferroviere che settimana scorsa ha detto la sua.
La Toscana in cui pendola la bravissima Vita da pendolare, che tante altre volte ho citato sul blog e che è pure la mandante morale di questi articoli!
Tutto nasce da un suo articolo, come raccontavo a suo tempo
Lei pendola ogni giorno, e tocca con mano lo stato dell’arte, come si diceva una volta.
Quanto scrive dimostra che è una ragazza piena di buon senso e intelligente, che pensa prima di mettere le dita sulla tastiera.
Insomma: era proprio doveroso sentire il suo parere!

L'ordine regna sovrano!

L’ordine regna sovrano!

Che pensi dei due scioperi fatti sul tema della sicurezza?
Penso che siano legittimi. Sarà banale, ma credo che sia un diritto di tutti quello di andare a lavorare sapendo di poter svolgere la propria professione con tranquillità e sicurezza. I casi di violenza potranno non essere così frequenti, ma sicuramente fanno notizia e tanto basta a creare un ambiente di lavoro poco sereno.

Quando prendi il treno o aspetti in stazione, ti senti “sicuro”?
Dipende dagli orari. Onestamente, i treni che prendo di solito sono altamente frequentati da pendolari, quindi alla fine i volti sono familiari e mi sento abbastanza sicura. Non nego che attraversare il sottopasso alle 6 di mattina non mi crei qualche ansia, perché non sempre le persone che incontri hanno un bello sguardo (magari hanno semplicemente sonno!).
La sera, oltre un certo orario (diciamo le 20), preferisco non prendere treni, quindi se ad esempio so che devo trattenermi in ufficio o voglio partecipare ad un aperitivo tra colleghi, mi organizzo per restare a dormire a Firenze. Potrà sembrare un eccesso di cautela, ma quando il treno arriva a Pisa generalmente si svuota e nell’ultimo tratto fino a Livorno spesso mi è capitato di vedere persone a bordo del treno sotto effetto di alcol o droghe che mi rendono nervosa.

Ti è mai capitato di avere personalmente problemi legati alla sicurezza sui tuoi treni?
Devo essere sincera, non mi sono mai capitati episodi spiacevoli. Non un tentato furto, nessuno che mi abbia importunato. Qualsiasi accortezza io abbia (come non prendere un treno oltre una certa ora) è dettato dalla mia personale percezione del pericolo.

Sai di amici o colleghi che possono avere avuto problemi di questo genere?
Che io ricordi, nessuna delle persone che conosco sulla mia tratta ha mai avuto problemi.

Sulla tua linea la presenza di venditori abusivi o altri irregolari è > molto alta?
Sulla mia linea ci sono venditori abusivi o presunti irregolari che la mattina viaggiano verso Firenze. La maggior parte di loro sale a Pontedera. Francamente non so dire se queste persone viaggiano munite di biglietto o abbonamento. A volte è capitato che il treno restasse in stazione più del dovuto per far
scendere qualcuno che non avesse il biglietto. Di sicuro la stragrande maggioranza di queste persone è innocua: sale, prende posto e spesso dorme.
Niente di diverso rispetto a quello che faccio io.
Nella stazione di arrivo, a Firenze SMN, ci sono spesso abusivi che importunano i turisti. È evidente che io sono pendolare e quindi non rientro nel loro target preferenziale. Raramente sono stata importunata con un’insistente richiesta di soldi o sigarette da parte di qualche abusivo mentre in stazione aspettavo
l’annuncio del binario di partenza del treno.

Come giudichi le stazioni cui sei solito/a salire e scendere dal punto di vista della sicurezza?
Premesso che secondo me le stazioni non sono mai il luogo più sicuro di qualsiasi città in Italia, credo la stazione di Firenze SMN sia molto più frequentata rispetto a quella di Livorno Centrale, ma anche più monitorata.
Nella stazione di Livorno ci sono meno controlli rispetto a Firenze, anche se recentemente l’esercito impiegato nell’operazione “Strade sicure” monitora anche la zona di Piazza Dante.
Come in tutte le stazioni, credo che i momenti più delicati siano quelli di minore affollamento e quelli più prossimi alle ore notturne, quando spesso ci sono persone che vivendo situazioni di disagio ricercano un riparo in stazione.
Non ho dati statistici alla mano per dire quale sia il rischio che si corre nelle due stazioni. Personalmente, devo ribadire, non mi è mai capitato nulla di spiacevole.

Al di là di facili slogan, cosa pensi sarebbe utile o possibile fare per migliorare la situazione?
Bella domanda! Non è facile rispondere, perché il problema è complesso.
Permettere l’accesso ai binari (se non addirittura in stazione) solo a chi è munito di biglietto potrebbe essere un primo passo in avanti. Se questo però fosse l’unico accorgimento messo in atto, il rischio è che la delinquenza si sposti semplicemente al di fuori della stazione e nelle zone limitrofe.
L’esperienza di transenne e controlli a Firenze SMN credo sia stata fallimentare. A distanza di mesi, dopo un’apparente calma, ho visto ricomparire le solite facce. Le transenne sono ancora intorno alle macchinette automatiche, ma credo siano ormai solo un intralcio per chi deve passare. Mi capita ancora di vedere personale addetto che sale a bordo del treno prima della partenza e fa scendere gli abusivi intenti ad importunare i turisti. Come mi è capitato di vedere il facchino con tanto di divisa e prezzi esposti aiutare regolarmente i clienti che ne avessero fatto richiesta, ma purtroppo l’insieme di queste misure sembra ancora insufficiente.

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