La sicurezza in treno: qui Piemonte

Per parlare di sicurezza in treno mi sono rivolto ad un uomo serio, dabbene, preciso, che accuratamente misura le parole: un ingegnere, insomma :)
L’esimio ingegnere, che al Bar Due Palme mi risponde quando gli urlo “Prendo anche io un negroni!” (poi dal secondo giro di solito io non sono più in grado di pensare, figurarsi di urlare ordinazioni…), ha già condiviso con noi le sue opinioni un paio di anni fa, davanti alla sciagurata idea di sopprimere la linea Casale – Vercelli.
Ecco le sue opinioni in merito al problema della sicurezza sui treni.

L'ordine regna sovrano!

L’ordine regna sovrano!

Che pensi dei due scioperi fatti sul tema della sicurezza?
Per una volta, assolutamente motivati. Gli ultimi eventi hanno messo, se ce ne era bisogno, ancora più in luce che il personale ferroviario deve in qualche modo essere tutelato. Purtroppo, i tagli fatti all’infrastruttura, la riduzione del personale soprattutto nelle piccole stazioni di provincia ed il conseguente abbandono nelle stesse del personale PolFer (che per quello che mi riguarda ha sempre eseguito un lavoro egregio!) hanno aumentato i rischi del personale ferroviario.

Quando prendi il treno o aspetti in stazione, ti senti “sicuro”?
A mio avviso, ad essere maggiormente a rischio sono non tanto i passeggeri ma proprio il personale di controllo a bordo treno, che con il suo ruolo assume per certa gente l’immagine di un “nemico”, un “orco nero” da evitare o – peggio – da combattere.
Poi, purtroppo di situazioni in cui uno può sentirsi “non sicuro”, o quantomeno a disagio, ne sono capitate, ma si è sempre trattato più di sensazioni che per fortuna non sono mai andate oltre qualche commento sgradevole o provocazione non raccolta.

Ti è mai capitato di avere personalmente problemi legati alla sicurezza sui tuoi treni?
Vedi sopra… sì, può capitare ma personalmente non ho mai avuto davvero problemi. In genere, le mie tratte sono tranquille, e gli orari sono quelli più frequentati, quindi veri rischi non ci sono mai stati.

Sai di amici o colleghi che possono avere avuto problemi di questo genere?
Qualche storia o aneddoto viaggiando sul treno si sente. Ma in genere – e per fortuna! – si tratta sempre di provocazioni, quasi mai raccolte, che non sfociano mai in veri fenomeni di violenza o di messa in pericolo della sicurezza.

Sulla tua linea la presenza di venditori abusivi o altri irregolari è molto alta?
Sì, ci sono. Ma spesso anche loro sono pendolari (paganti?), in viaggio verso la grande città, e quindi utilizzano il treno come mezzo di spostamento e non “perdono tempo” con gli altri passeggeri. A parte i soliti venditori di dipinti/gioielli/oggettistica varia, che in genere però scendono dal treno prima che questo parta, e che dopo un paio di rifiuti desistono e passano al sedile successivo.

Come giudichi le stazioni cui sei solito/a salire e scendere dal punto di vista della sicurezza?

Voglio dire… hai visto la nuova Porta Susa a Torino? Un “verme di vetro”, architettonicamente davvero notevole, ma che all’interno è ancora praticamente priva di ogni esercizio commerciale (un bar, un’edicola al piano superiore, e poi solo le biglietterie). In una tale desolazione chiaramente la sicurezza assume un ruolo predominante, soprattutto nelle ore serali, quindi qualcosa in più potrebbe essere fatto.
Una nota positiva la spendo invece su Milano Centrale: da qualche mese hanno inserito (credo in seguito all’inaugurazione dell’EXPO a Rho) dei cancelli per il controllo dei biglietti, prima di accedere ai binari. Se da un lato questo accorgimento rallenta un po’ le operazioni di salita sul treno – soprattutto quando si è moooolto di fretta! – dall’altro secondo me ha reso l’area dei binari una zona mediamente più sicura, soprattutto se paragonata alla situazione precedente. In genere, ho notato una sensibile riduzione delle “brutte facce”, e in genere di persone che erano in stazione non sicuramente per prendere un treno.

Al di là di facili slogan, cosa pensi sarebbe utile o possibile fare per migliorare la situazione?
L’esempio sopra esposto di Milano Centrale secondo me è interessante, e andrebbe valutato con più attenzione. Non ho assolutamente idea se si sia trattato di un accorgimento temporaneo legato ad EXPO oppure se si tratterà di qualcosa di più definitivo. Sicuramente richiede un certo numero di personale, e qualche rallentamento all’ingresso nella zona dei binari. Ma come dicevo ha a mio avviso apportato qualche miglioramento nella sicurezza dei passeggeri – e spero anche del personale – all’interno della stazione.
Un tale esempio potrebbe facilmente essere applicabile in tutte quelle che vengono definite le “stazioni di testa”, dove è più semplice controllare l’afflusso dei passeggeri ai binari. Non so se un tale esempio sia stato fatto da altre parti: a Torino Porta Nuova avevano provato, mettendo del personale aggiuntivo in testa al treno quando questo era fermo sul binario, ma in quel caso era facile aggirare i controlli passando dall’altra parte della colonna mentre il controllore era impegnato, oppure trovandosi già a metà/in fondo al binario all’arrivo del treno.

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