Sarteano, a bassa velocità ci si gode meglio la vita

Sarteano è un piccolo borgo negli estremi lembi della provincia di Siena. Non ha una sua stazione, ma basta scendere a quella di Chiusi e prendere la corriera, ed in pochi minuti ci si arriva. La strada attraversa campi, ulivi e vigneti e piano piano inizia a salire, tra una curva e l’altra: sull’alto di un colle Sarteano sta a cavallo e domina la Val d’Orcia e la Val di Chiana.
Ci sono stato in occasione del TripRaduno, l’annuale incontro della spumeggiante comunità di Trippando.
Siamo in Toscana, dove su ogni altura c’è almeno una torre di guardia d’epoca medievale: Sarteano per la sua importanza vanta un bel castello, massiccio e quadrato, il cui mastio si vede da lontano, ed ancora oggi incute rispetto. Assediato invano più volte, passato di mano in mano a feudatari locali, poi alla Repubblica di Siena, poi al Granducato di Toscana ed infine ad una famiglia locale, coi secoli era diventato quasi un rudere. Il Comune l’ha comprato, restaurato ed oggi lo utilizza come sede di mostre e di altri eventi.
castello di sarteano
Questo di Sarteano mi ha particolarmente colpito: non il castello, su cui vorrei spendere altre parole, ma il diffuso, profondo e tangibile senso civico. In questo piccolo borgo dove non ci sono scritte sui muri o cartacce per terra, i residenti adottano il verde pubblico. Se girate per Sarteano farete sicuramente caso come sia le aiuole lungo la strada che le fioriere in piazza hanno tutte un cartello identificativo che reca il nome del sarteanese che si è impegnato a prendersi cura di quel piccolo pezzo di verde pubblico. La civiltà inizia prima di tutto da noi, e dalle piccole cose: Sarteano ne è la dimostrazione.
aiuola sarteano
Parlavo prima del castello, che sembra quello che tutti noi disegnamo alle elementari: semplice, solido, roccioso. Ci sono le torri rotonde agli angoli e i camminamenti da cui si gode tutto il panorama della val d’Orcia e della Val di Chiana, il che vuol dire che dagli spalti di può ammirare incantati uno dei più bei paesaggi d’Italia; c’è il ponte levatoio, il cortile interno ed il mastio, la massiccia torre quasi inespugnabile dove in caso di assedio i difensori si arroccavano. Piccolo e non famosissimo, ha però tutti gli elementi caratteristici di questo tipo di costruzione, quasi un manuale architettonico fatto pietra.
Parlavo del senso civico degli abitanti di Sarteano, che si vede nelle piccole cose. Non solo in quelle: un gruppo di archeologi locali, ottenuti i permessi del caso e con la collaborazione dei proprietari locali, ha impegnato i propri weekend per alcuni anni, scavando alle pendici di Sarteano nella zona delle Pianacce, dove era noto esserci una necropoli: i risultati sono semplicemente straordinari. Nel 2003 è stata rinvenuta la “tomba della quadriga infernale“, battezzata così per il principale soggetto iconografico: il demone Charun che lancia al galoppo il suo cocchio infernale.
quadriga infernale sarteano
Non tutti ricordano che i templi antichi (sia greci che romani, ma anche etruschi…) erano colorati, e con colori che a noi oggi sembrerebbero eccessivi: blu, gialli, rossi, porpora, tinte molto forti e quasi “pacchiane”. Di sapore barbarico avrebbero detto gli uomini del Rinascimento, che si immaginavano una antichità composta e monocromatica. Entrando nella tomba della Quadriga Infernale (la cui fedele copia in scala 1:1 è nel locale museo, recente, bello, luminoso e completamente agibile anche da persone con difficoltà motorie) si possono ammirare da vicino i colori luminosissimi dei soggetti principali quali la quadriga, il coppiere biondo ed un banchetto forse funebre ma anche raffinati dettagli decorativi come il fregio a delfini o la barbetta del serpente a tre teste.
pianacce
Senza tralasciare che davanti alla necropoli delle Pianacce si apre uno scorcio di Toscana che è così bello che neppure so dire quanto.

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