Roma Termini: la nuova galleria

A Roma Termini fervono i lavori, come tutti i viaggiatori che transitano di lì sono gia accorti.
Dopo 14 anni circa dall’ultimo restyling la societa Grandi Stazioni ha deciso di imbarcarsi in un’opera quasi titanica: fornire Termini di un grande parcheggio e rendenderla più moderna ed economicamente stimolante.
Del parcheggio, sicuramente grande opera ingegneristica, ho gia parlato.
vediamo di parlare adesso di quella che già viene Grande Galleria Commerciale. Così leggiamo sul sito delle Ferrovie:

La nuova Galleria ospiterà servizi di stazione su una superficie di circa 6.000 mq. e si svilupperà su un unico piano al di sopra del fronte binari. La testata binari sarà arretrata, incrementando gli spazi di attesa e transito sul fronte binari e consentendo ai passeggeri in arrivo e partenza una migliore fruibilità dello spazio.

Nella Galleria sarà disponibile per i passeggeri una grande area di attesa attrezzata con oltre 600 sedute in un contesto di assoluto confort (anche grazie alla climatizzazione di questo nuovo spazio) con soluzioni di design innovative, con punti di ristoro e servizio totalmente integrati nei flussi di passaggio e aperti alla luce naturale verso i binari.

Quattro nuovi ascensori panoramici – che collegheranno i tre piani di stazione (Forum e linee della metropolitana, piano binari e nuova galleria) – due nuovi gruppi di scale mobili e altrettante fisse garantiranno la totale accessibilità al nuovo spazio che sarà dotato di un sistema di videosorveglianza collegato alla Control Room e di un impianto di diffusione sonora e di informazione al pubblico.

Al termine dei lavori la Galleria Centrale, cioè la galleria che unisce Via Giolitti a Via Marsala, si presenterà libera da occupazioni preesistenti e di cantiere, consentendo così il recupero e il ripristino dei volumi e delle architetture originali.

Per vaere questo tre anni di lavori

Per avere questo tre anni di lavori

Una prima osservazione: nella attuale galleria centrale non sono presenti cosi tanti volumi commerciali da giustificare un’opera di questa cubatura: ci sono giusto alcuni stand temporanei abbastanza piccoli, alti non oltre tre metri.

I gabbiotti temporanei che verranno tolti

I gabbiotti temporanei che verranno tolti

La vera motivazione dietro questa progettazione è probabilmente quella di creare un ulteriore punto di ristoro, e si mormora nello stile di Eataly: in pratica un supermercato di lusso dove comprare e mangiare, per la sicura gioia dei turisti stranieri che transiterano.
Più passa il tempo più mi sembra che il fine ultimo nei rinnovi delle stazioni principali sia quello di trasformarle in un aggregato di ristoranti di ogni genere, incidentalmente vicino ai treni. Questo perchè si tende più a puntare, qui dove ferma la riveritissima Alta Velocita, al turista di passaggio che scende e mangia (o compra) senza fare troppo caso alla spesa. Quanto al pendolare che vi transita tutti i giorni, si arrangi pure: hanno già soppresso le sale d’attesa, se deve subire un ritardo o starà in piedi o consumerà.
Tiburtina docet.

Quanta personalità in questo progetto!

Quanta personalità in questo progetto!

Un parere personalissimo infine sull’estetica del progetto. La Termini progettata dal Mazzoni aveva caratteristiche chiare: monumentalismo e sfarzo, in linea con il gusto di un certo tipo di razionalismo in voga nella Roma fascista.
La facciata, terminata nel 1950, è un prodotto coerente con l’International Style del periodo.
Il progetto di oggi non ha nè forma, nè radici, nè sostanza: un lavoro meno che accademico, che non sapendo dove andare a parare nè avendo la forza di osare, finisce per delineare uno spazio anonimo, un non-luogo perfetto, una somma di metri cubi che non si integra nè rompe con quanto già esistente.

In pratica un palazzo per uffici degli Anni Ottanta

In pratica un palazzo per uffici degli Anni Ottanta

Ora che stanno arretrando le testate dei binari si può ammirare (non dico apprezzare, perchè almeno in Italia questo tipo di architettura non ottiene grandi consensi) la facciata verso i binari. Ancora per poco, perchè sarà coperta dallo sciatto prospetto della nuova Galleria Commerciale. E per fortuna che il progetto si faceva vanto di tendere al “recupero e il ripristino dei volumi e delle architetture originali”

Tra non molto questa parte di Termini non si vedrà più

Tra non molto questa parte di Termini non si vedrà più

Per dirne una, c’erano le voltine in vetrocemento sopra i binari, così squisitamente d’epoca: si potevano tenere, oppure sostituire: hanno scelto di toglierle per mettercene una copia in plastica. Che senso ha?

La parte già finita della nuova Termini: rifiniture banali e senza incisività

Le voltine nella parte già finita della nuova Termini: rifiniture banali e senza incisività

Ma i progettisti di Termini saranno gli stessi di Santa Maria Novella, immagino.
Un’altra occasione sprecata.

4 pensieri su “Roma Termini: la nuova galleria

  1. Sarà che sono abituato alle stazioni giapponesi, che sono un centro della vita quotidiana, piene di ottimi ristoranti, ottimi negozi e sempre piene di gente che non deve prendere necessariamente il treno, non mi scandalizza l’ampliamento della parte commerciale. Per quanto io ami le stazioni e basta, in particolare quelle piccole, la gran parte delle grandi stazioni italiane (Termini, Firenze, Venezia, Milano, Bologna) sono più che altro luoghi in genere scomodi, vuoti, un po’ decadenti e che sembrano attirare un’umanità strana se a volte non inquietante.

    Detto questo, a inquietarmi di più sono i dettagli architettonici che mostri… appunto ‘mostri’.

    • Ma anche a me non scandalizzerebbe questo tipo di ampliamento se nel frattempo non avessero soppresso ogni tipo di sala d’aspetto, i progetti non fossero così spaventosamente sciatti e se venissero fatti investimenti anche nelle stazioncine non dico piccole, ma minori.

  2. Mi sfugge sempre il senso di certe ristrutturazioni, ma probabilmente lo scopo economico/commerciale è la motivazione più plausibile. Le piccole stazioni con pochi viaggiatori non “godono” di ristrutturazioni nemmeno qaundo urgentemente necessarie. Questioni economiche

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