Ritorna la Ferrovia delle Dolomiti

Ammetto che leggere, nero su bianco, che ritorna la Ferrovia delle Dolomiti mi ha lasciato basito!
Io sono, per tendenza, restio agli entusiasmi e portato allo scetticismo.
Razionalista? Su certe cose abbastanza e difficilmente mi lascio andare ai facili entusiami.
Però…
Però di settimana scorsa è la notizia che nascerà la ferrovia turistica Ceva – Ormea e che sta per nascere il Treno del Vino in Sicilia.
Adesso, addirittura, chi di dovere si è messo a studiare come fare ritornare in funzione la Ferrovia delle Dolomiti: capite bene che tante notizie sorprendentemente positive in così poco tempo minano un po’ il mio scetticismo!
Scommetto che quasi nessuno si ricordi o sappia con precisione di cosa sto parlando: per forza, si sta parlando di una linea smantellata nel 1964.
La sua peculiarità era che partendo da Calalzo di Cadore (in Cadore, appunto), attraversava tra monti, boschi, torrenti e vallate, il Cadore, l’Ampezzano ed arrivava in Val Pusteria. Per chi non è praticissimo di geografia del Veneto e del SudTirol penso basti citare qui le principali stazioni servite: Pieve di Cadore, Cortina d’Ampezzo, Misurina e Dobbiaco.

Ferrovia_Delle_Dolomiti_Vintage_1

Una immagine d’epoca: bella, eh?


In pratica attraversava le Dolomiti, dal 2009 Patrimonio dell’Umanità Unesco e permetteva, partenda da Venezia, di andare a sciare d’inverno e passeggiare d’estate in questi meravigliosi ambienti naturali.
Che mossa geniale averla, nel 1964, del tutto smantellata, portando migliaia di rumorosi e puzzolenti tubi di scappamento tra quelle vallate!
E quando intendo “del tutto” voglio dire che non si tratta di una linea dismessa come tante: no, non ci sono più nemmeno i binari e le traversine! Oggi, in certe parti, è utilizzata come pista da sci di fondo in inverno e ciclabile l’estate.
In futuro magari ne parlerò meglio.

Ferrovia_Dolomiti

Le tre linee disegnate tra Cortina e la ferrovia Fort­ezza – San Candido alludono ad altri tre diver­si tracciati oggetto di possibili valuta­zioni

Ma veniamo alla grande notizia!

Il Presidente della Giunta Regional­e del Veneto Luca Zaia e il Presidente d­ella Giunta Provinciale di Bolzano – Alt­o Adige Arno Kompatscher, alla presenza ­del Ministro delle Infrastrutture e dei ­Trasporti Graziano Delrio, hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa per lo sviluppo di u­n collegamento ferroviario Venezia – Val­ Pusteria. Con questo atto si dà avvio alla colla­borazione tra gli enti firmatari e le lo­ro società direttamente controllate (Sis­temi Territoriali S.p.A. e Strutture Tra­sporto Alto Adige S.p.A.) per sviluppare­, entro tre anni, lo studio di fattibili­tà per la realizzazione di una nuova lin­ea ferroviaria a scartamento ordinario, ­a trazione elettrica, con velocità di tracciato minima di circa 80 km/h e massima di circa 100 km/h, raggio di curvatura m­inimo di 300-400 metri, pendenza massima­ del 35 per mille destinata al tra­ffico passeggeri fra il Cadore e la Pust­eria.
Il costo dell’opera è attualmente valuta­to attorno a 1.000 – 1.200 milioni di Eu­ro, finanziabili fino al 40% attraverso ­fondi comunitari. 500 milioni per il tr­atto da Dobbiaco a Cortina d’Ampezzo. Al­tri 500 – 700 milioni circa per il tratt­o da Cortina a Calalzo, attuale capoline­a della ferrovia bellunese, variabili an­che in funzione del tracciato: più breve­ e meno costoso quello lungo la Valle de­l Boite che ricalcherebbe solo idealment­e il tracciato della vecchia Ferrovia de­lle Dolomiti chiusa nel 1964; un po’ più­ lungo quello invece che si svolgerebbe ­lungo la Valle dell’Ansiei e che potreb­be risultare funzionale ad altre localit­à d’interesse bellunesi come Auronzo di ­Cadore e, marginalmente, al Comèlico. ­
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Fonte: Firmato il protocollo per la ferrovia delle Dolomiti
In breve, nei prossimi tre anni (e vi assicuro che tenuto conto della complessità dell’opera è un tempo breve) si studierà come e dove fare passare la nuova ferrovia: espropri, ponti, gallerie, viadotti, stazioni.
Se tutto andrà a buon fine partiranno i bandi di gara per gli appalti, e poi i lavori. Ad essere ottimisti penso che non si stenderà un metro di ghiaia prima del 2021, e mi tengo stretto coi tempi.
Chissà se io e questo blog ci saremo ancora…
In ogni caso è un gran bel segnale, un’altro di questo 2016 incredibilmente sorprendente!

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