Questi giapponesi! Amano e premiano i loro treni migliori

Ammettiamolo: anche i più incalliti pendolari, anche i più attenti viaggiatori quando aprlando di tipi di treni non entrano troppo nei dettagli.
Parleranno di Alta Velocità, Intercity o regionali, se ci limitiamo all’Italia.
In verità però non è così semplice: gli Intercity possono avere carrozze divise in scompartimenti da sei posti con il corridoio laterale dove ci si può sedere, oppure avere un corridoio centrale con i posti a coppie fronteggianti ai lati.
Nel primo caso si parla di carrozza Carrozza UIC-Z1, nel secondo di Carrozze FS tipo Gran Confort. E ammettiamolo, questi sono dettagli da amatori.
Non parliamo poi dei regionali: sulle ferrovie italiane girano moltissimi tipi di carrozze diverse. Io, da ignorante in materia, mi limito a dividerle in “normali” e a “due piani”.
E poi ci sono i giapponesi, quelli che hanno fatto del cibo da treno un’arte.

Placca che attesta la vittoria nel 1988 al Nastro Blu per la Odakyu 10000 series HiSE

Placca che attesta la vittoria nel 1988 al Nastro Blu per la Odakyu 10000 series HiSE

Esiste il Japan Railfan Club, i cui membri si chiamano familiarmente Tetsu o Tetsu-ota. Tetsu deriva dal Tetsudo, la parola giapponese per “ferroviario” ed Ota derivato da otaku, cioè “appassionato” o, come si dice adesso, geek.
Nel 1958 hanno creato il premio Nastro Blu, che viene assegnato (tramite votazione dei membri) per i veicoli ferroviari entrati in servizio nel corso dell’anno precedente con il design migliore dell’anno.
Nel 1961 a quello hanno affiancato il Premio Laurel, assegnato ai veicoli ferroviari con le caratteristiche funzionali e di design più rilevanti.
Un bell’applauso allora alla serie Tokyo Metro 1000 della metropolitana di Tokio, vincitrice del Nastro Blu per il 2013 ed alla locomotiva ibrida Class HD300 della Japan Freight Railway Company, vincitrice nel 2012 del Laurel.

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