Quel treno che da San Pietroburgo arrivava a Merano

Quando ho sentito dire per la prima volta che una volta c’era un treno che da San Pietroburgo arrivava a Merano sono rimasto molto stupito.
Non è proprio dietro l’angolo, no?
La cosa più divertente è però un’altra.
A quanto pare quando inizia un secolo i russi si spargono per l’Europa. Inizia il Settecento, Pietro il Grande apre le frontiere ed i russi invadono Olanda, Francia, Gran Bretagna per copiarne le scoperte tecniche. Inizia l’Ottocento e con le Guerre Napoleoniche gli uomini (ed i soldati dello Zar) si spandono fino in Spagna. Inizia il Novecento e granduchi, artisti, intellettuali sciamano tra spiagge, città d’arte e luoghi termali. Inizia questo nuovo millennio ed i russi si sono già comprati mezza Versilia.
Tra i luoghi termali scelti dall’elité politica e culturale della Russia c’era anche Merano: nei giorni scorsi presso il Touriseum, il Museo provinciale del turismo con sede a Castel Trauttmansdorff, è stato presentato un volume trilingue ed una mostra ad esso collegata dal titolo San Pietroburgo – Merano. Arrivano i russi! ad opera di Bianca Marabini Zoeggeler e Michail G. Talalay.

Touriseum_Meran

Uno scorcio del Touriseum a Merano

Nel periodo che va dal 1881 al 1914 passarono da Merano nobili ed intellettuali, come Ljubov’ Dostoevkaja, figlia del grande romanziere, Natalija Pravossudovic, pianista di talento, il conte Aleksej Bobrinskoj, studioso e viaggiatore, il pittore Vassilij Kandinskij, per citarne alcuni.
Strano? Nemmeno poi tanto se si pensa che bastava salire a San Pietroburgo e scenderea Merano dopo qualche giorno di viaggio, su un treno dotato di ogni lusso e comfort. E non c’erano nemmeno grossi problemi burocratici perchè allora si attraversava solo una frontiera: Merano era parte dell’Austria-Ungheria, i cui confini arrivavano all’attuale Polonia. In pratica avveniva già libera circolazione in un buon terzo dell’Europa cent’anni fa.
Racconta l’autrice e curatrice Bianca Marabini Zoeggeler che venne
«a conoscenza dell’esistenza di questo straordinario treno quando accingendomi a scrivere il libro sulla colonia russa di Merano e facendo ricerche nella biblioteca di Merano, trovai un articolo del 1978 in cui se ne parlava, “Savoir vivre im alten Meran” di Ingelies Zimmermann pubblicato nel giornale “Südtirol in Wort und Bild”. Passò dell’altro tempo quando l’attenzione e la curiosità nei confronti di tale linea ferroviaria si riaccese grazie al ritrovamento di una serie di splendide foto del treno in oggetto preso l’atelier Bulla di San Pietroburgo, conservate nell’archivio cine-audio-visivo. La scoperta di tali fotografie, dunque, sono state l’impulso per la ricerca mia e di Micjail Talalay e oggi, grazie al libro e alla mostra, è possibile farle vedere al pubblico».
Fonte: Alto Adige
Una mostra interessante e curiosa in una bellissima città: che dite, parto per Merano?

2 pensieri su “Quel treno che da San Pietroburgo arrivava a Merano

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>