Quando in Cina la ferrovia lottava contro il feng shui

Per capire quanto il treno sia stato uno sconvolgimento nella vita dei nostri predecessori è interessante vedere come la prima cosa che ostacolò in Cina la ferrovia furono le tombe degli antenati ed il feng shui, ovverosia l’antichissima arte della geomanzia.
A metà Ottocento anche la Cina, come il limitrofo Giappone, si stava aprendo alla scoperta del mondo europeo, più progredito sotto molteplici punti di vista, in primis quello tecnologico. Alla morte del debole imperatore Xianfeng nel 1861 il potere fu preso dalla vedova, l’imperatrice Cixi, in nome del figlio minorenne Tongzhi. La Cina aveva appena perso una guerra con Francia ed Inghilterra, le cui truppe avevano conquistato Pechino e dato fuoco al palazzo imperiale.

Cixi

L’Imperatrice Cixi

Il motto del governo di Cixi fu zi-qiang, ovvero “rendere forte la Cina”: l’imperatrice aveva capito che l’unica soluzione per impedire altre sconfitte era tenere il passo con progresso degli europei: moderne industrie, macchine a vapore, il telegrafo e sopratutto la ferrovia. Robert Hart, suddito britannico incaricato di rendere efficienti le dogane imperiali, nel 1866 consegnò alla Corte un memorandum sulle riforme e le migliorie da adottare: il primo a leggerlo fu il principe Cong, fratellastro del defunto imperatore e principale collaboratore di Cixi.
Molte riforme (dell’esercito, della burocrazia, dei rapporti con gli stati esteri) furono ben presto effettuate: solo una cozzò contro tutti i fuzionari di alto grado che furono consultati: quello delle ferrovie.
Leggere oggi le obiezioni mosse risulta sorprendente.
Deturpano il paesaggio, invadono i campi ed i villaggi, deteriorano il feng shui e danneggiano i mezzi di sussistenza del popolo” scrisse bocciando senza appello il marchese Li Hongzhang, uomo chiave della politica estera imperiale, ed uno dei collaboratori più aperti alle innovazioni.
Figurarsi che ne dissero gli elementi più conservatori della Corte: nessuno seppe farsi venire in mente un aspetto positivo di tali costosi progetti di ingegneria.
Alcune obiezioni potevano anche risultare accettabili: i cinesi temevano che gli occidentali usando le ferrovie avrebbero potuto trasportare truppe nel cuore del paese nel caso avessero desiderato invaderlo, e questo ci stava. Altri dissero che che milioni persone impiegate nel settore di viaggi, come barrocciai, portatori, messaggeri e locandieri avrebbero perso il posto: nessuno pensò invece che sarebbero diminuiti i lavori massacranti e che sarebbero nate nuove forme di impiego.

Paesaggio Cina

I cinesi hanno sempre amato la natura ed i paesaggi (stampa del 1667 d. C.)

Rispetto a tutte queste motivazioni però quella che fu più ripetuta, e che nei fatti costituì il principale impedimento all’arrivo della ferrovia in Cina, fu la questione del feng shui e delle tombe degli antenati.
Le ferrovie non avrebbero potuto essere posizionate secondo il feng shui e questo avrebbe alterato l’equilibrio delle terre che sarebbero andate ad attraversare, generando energia negativa e nuocendo alle colture ed alla vita delle popolazioni locali.
Inoltre il rumore fragoroso ed il fumo nero che producevano le locomotive avrebbero disturbato le anime dei defunti che riposavano nelle numerose tombe, caratteristiche del paesaggio cinese. A quel tempo infatti in Cina ogni clan aveva una propria area di sepoltura dove coi secoli si erano andate a creare grandi necropoli, che erano ovviamente considerate sacre. Un viaggiatore inglese stupito osservò come in Cina i posti più belli non fossero impiegati per costruire ville ma per erigere sepolture: questo perchè le persone credevano che le tombe fossero la destinazione finale dove i defunti si sarebbero ricongiunti con gli antenati.

Kong Lin è il sito dove è sepolto Confucio e tutta la sua stirpe. Queste tombe sono dei discendenti di 73° grado

Kong Lin è il sito dov’è sepolto Confucio e la sua stirpe. Queste tombe sono dei discendenti della 73° generazione

Il senso religioso era talmente radicato che la cosa peggiore che un nemico potesse fare era distruggere queste tombe, costringendo un uomo e la sua famiglia a diventare spettri senza dimora, condannati per l’eternità alla solitudine e all’infelicità, privandoli di fatto della possibilità di riunirsi agli antenati.
La popolazione cinese era profondamente religiosa e devota, e l’Imperatrice non volle prevaricare questo sentimento, che peraltro ella stessa condivideva: gli spiriti dei defunti non vanno disturbati, disse il principe Cong agli inviati francesi ed inglesi, che pure erano molto favorevoli alle ferrovie, dal momento che sarebbe stati loro a vendere le locomotive,i binari e tutta la tecnologia.
L’era delle macchine in Cina fu temporaneamente sconfitta dal senso religioso.

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