Praticità e rispetto questi sconosciuti. A Tiburtina

Borges in un suo saggio cita un racconto di Lovercraft incentrato su un edificio intrinsecamente malvagio; forse una torre.
Ammetto che spesso guardando le “creazioni” degli architetti contemporanei, o i percorsi che certi urbanisti ci costringono a fare nelle nostre città, mi viene in mente l’espressione “intrinsecamente malvagio”.
La nuova stazione di Roma Tiburtina doveva essere un grande e bel progetto: un ponte vetrato che metteva in comunicazione due quartieri fino ad allora divisi. Purtroppo, dal momento che oggi chissà perchè una stazione deve assomigliare anche ad un aeroporto, ad un centro commerciale e ad un centro polivalente, ben presto si è rivelata un fallimento economico: i metri cubi destinati ai negozi sono rimasti vuoti.

I volumi non più tanto sospesi

I volumi non più tanto sospesi

Per supplire qualcuno (i nomi non si sanno mai in questi casi…) ha pensato bene di offuscare la galleria vetrata destinandola a spazio commerciale ed i volumi sospesi adesso sono assediati da una fila di saracinesche dietro cui hanno trovato posto alcuni negozi di abbigliamento e qualche bar. Questo mentre gli ambiente originariamente destinati a tale funzione continuano a rimanere vuoti.

Il mezzanino a Tiburtina. Sulla sinistra i fondi sfitti

Il mezzanino a Tiburtina. Sulla sinistra i fondi sfitti

Per questo, qualche giorno fa, quando ho letto la notizia che annunciava grandi novità a Tiburtina ho tremato. E ne avevo ben donde!
Per chi non la conoscesse faccio un breve riassunto della situazione: sotto i binari c’è un lungo sottopassaggio (come in tutte le stazioni di questo mondo) che sbuca vicino all’uscita della fermata “Tiburtina” della metropolitana. Comodo quindi: scendi dal mezzo pubblico, superi i tornelli, imbocchi il sottopassaggio ed arrivi al binario, in meno di tre minuti. Il sottopassagio sbuca in una grande piazza sotto il livello stradale, da cui si raggiungono le scale mobili, le scale normali e gli ascensori, che conducono al piano 0, a livello stradale, al mezzanino ed alla galleria vetrata: in questa zona ci sono i fondi commerciali. Dalla galleria lunge scale mobili riportano ai binari.

Ecco come illustrano il lunghissimo giro da fare

Ecco come illustrano il lunghissimo giro da fare

Non serve spiegare che per arrivare dal sottopassaggio alla galleria ci vuole un po’ di tempo (almeno cinque minuti) ed altro tempo serve per percorrerla e scendere di nuovo a livello dei binari. Forse quindi era per questo che le volte in cui ci sono passato non c’era mai molta gente, solo altri che come me aspettavano il loro treno.
Ed ora arriviamo alla novità in vigore dal 19 aprile: “Cambia anche l’accesso ai binari dal 2 al 25 con percorsi dedicati dalla Galleria Vetrata, attraverso scale mobili e ascensori.”
Esatto: adesso il viaggiatore (con valigia) non può più prendere la via più breve ma è costretto da un muro di tornelli a fare il giro dalla galleria, perdendo molto tempo. Il sottopassaggio è utilizzato solo da chi scende dai treni ed esce dalla stazione.

La separazione dei flussi pedonali rende concreto il sistema di percorsi previsto nel progetto originario, dello studio ABDR Architetti Associati con il professore Paolo Desideri, e contribuirà a rendere più viva la stazione, valorizzando l’intera area dello scalo romano.

dice Grandi Stazioni. In parole povere, l’uso di percorsi obbligati costringe i viaggiatori ed i pendolari a passare per forza davanti ai negozi secondo la logica della guardia di confine di Non ci resta che piangere: “Chi siete? Dove andate? Sì, ma quanti siete? Un fiorino”
Ai tornelli ho trovato un gruppo di addetti “che aiuterà i viaggiatori a orientarsi nel nuovo percorso” e che mi hanno dato la brochure informartiva dove, con grande umorismo involontario, c’è scritto: Lo spazio si evolve per voi. Certo, come no…

"Ha fatto la battuta!"

“Ha fatto la battuta!”

Ho provato a chiedere loro qualche informazione. Di chi è stata l’idea? “Piani alti, molto in alto” “Lo conosce Moretti? Ecco, se lo conosce non si faccia altre domande.” “Lo chieda a Moretti. E ora se ne è pure andato. Speriamo in quello che prende il suo posto” “Il problema sa qual è? Tiburtina nasce come commericiale, e qualcosa si dovevano inventare per farla funzionare.”
Tiburtina, quante soddisfazioni dai al viaggiatore ed al pendolare.

10 pensieri su “Praticità e rispetto questi sconosciuti. A Tiburtina

  1. Eccomi, una vittima della stazione Tiburtina! Ho passato 10 minuti davanti a osservare la leggendaria Mappa Dei Nuovi Percorsi, insieme a varia umanità presa dallo sgomento e dalla furia. Dopo attente consultazioni abbiamo concluso che l’unica via percorribile era un ascensore che però non arrivava mai, e quando è arrivato non c’entravamo tutti perchè nel frattempo eravamo diventati una folla da stadio.

  2. Bisogna fare qualcosa, non è possibile essere trattati in questo modo, io devo prendere il treno dal binario 2, devo fare 4 rampe di scale e poi ridiscendere. I tornelli che hanno messo adesso sono sempre aperti e viene pagata una guardia esclusivamente per sorvegliere che i CITTADINI non facciano quello che hanno sempre fatto: ” girare a sinistra e prendere il treno” .
    Semplicità e Rispetto!! Bravi! Il titolo è veramente corretto – Io non sopporto questa cosa!!

  3. Non solo sono stati attivati i tornellima ne sstanno installando altri destinati specificamente ai binari del piazzale est.
    Per chi proviene dalla metropolitana l’iter da percorrere è pazzesco e degno di un progetto fatto con i piedi da gente incompetente, serva del consumismo giacché l’obbligo di transito nella galleria sopraelevata è evidentemente finalizzato al favoreggiamento delle attività commerciali, intelligentemente poste in alto! Per le fallimentari cattedrali nel deserto gli italiani sono campioni! Un’ennesima dimostrazione del disinteresse verso i veri fruitori che una volta erano dei poetici viaggiatori e oggi sono ridefiniti guarda caso “clienti”.
    Staremo a vedere cosa succederà ora che i tornelli riguarderanno anche la massa di tiburtini infarcita di zingari, dei malnati binari est! Purtroppo finora nessun ariete si è visto e lo stipendio a quegli inutili vigilanti viene pagato per niente!

  4. Salve. Dovrò arrivare da fiumicino aeroporto alle 23:00 in punto al binario 1 oppure al 3, da quel binario devo andare al binario 17 dove parte alle 23:17 il treno per Salerno. Sarà complicato spostarsi tra i binari? Ce la faremo? Oppure è semplice e basta usare il sottopasso tra un binario e l’altro? Grazie a chi decide di aiutarci. Saluti!

    • Ciao, una volta sceso dal treno dirigiti non verso il sottopassaggio ma alle scale mobili del binario: prendile e sali in cima. Arrivi lì alla Galleria, la devi attraversare tutta -spero avrai un trolley- per ridiscendere da altre scale mobili al binario corretto. Cinque minuti dovrebbero bastare. Fammi sapere se hai avuto problemi!

  5. E della porta di emergenza adoperata da anni dai pendolari da e per Roma-Fi-Orte? I binari 6 e 7 erano raggiungibili immediatamente dalla Metro, malgrado il varco fosse notoriamente profumato dalle deiezioni dei soliti simpatici… Eppure era un varco che risolveva comunque rapidamente l’accesso da e per la Metropolitana… Mentre da qualche giorno oltre a mancare l’apertura dal binario c’è l’allarme ed il vigilantes, pure scortese. Ma io Pendolare, che per definizione “pendolo” tra due stazioni devo considerarmi un “Paria” indiano? Ovvero un senza casta destinato a viaggiare per lavorare, pagando l’abbonamento ma anche obbligato a girare un finto centro commerciale ?
    Per di più se perdi il treno, e col giro vizioso ed inutile non è difficile, ed é inverno attendi alla banchina seduto al freddo oppure di sopra al caldo ma in piedi e, se ti siedi sulle scale il vigilante ti rimprovera pure!

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