Piemonte: sulle linee soppresse piste ciclabili?

Ho parlato molto di ciò che sta accadendo alle ferrovie locali in Piemonte: molteplici soppressioni (undici l’anno scorso), molte annunciate (la Vercelli-Casale, la Novara-Varallo), molte in pericolo (la Cuneo-Ventimiglia).
Centinaia di chilometri di strade ferrata, alla base degli spostamenti di molteplici tipologie di utenza, chiuse ed abbandonate.
O forse no, perchè è di caldi giorni agostani una notizia interessante.  Il consiglio regionale del Piemonte ha approvato un emendamento che punta al recupero delle reti ferroviarie locali in disuso da almeno 10 anni per trasformarle in piste ciclabili collegate agli itinerari storico-culturali del territorio. Il progetto è portato avanti dall’assessore all’istruzione, turismo e sport Alberto Cirio. La tecnica che si vuole adottare per la riconversione è decisamente innovativa: una serie di pannelli di gomma della larghezza di tre metri ciascuno adagiati sulle rotaie, in modo da creare un percorso agibile nei due sensi di marcia. I vantaggi, fanno notare, sono notevoli.
In primo luogo è veloce, economico e non impatta sull’ambiente, dal momento che non prevede l’impiego di asfalto o di altri materiali. Poi metterebbe in gioco le aziende piemontesi del settore della gomma e della plastica. Infine, è un processo completamente reversibile perchè il proprietario delle linee, la società Rete Ferroviaria Italiana, dovesse ritenerle di nuovo utili, ci sarebbe la possibilità di convertirle nuovamente al loro scopo originario. Quest’ultimo sembra essere un punto fondamentale per ottenere in comodato d’uso gratuito le tratte in questione.

La ciclabile realizzata nel 2010 asfaltando il sedime ferroviario della Bricherasio-Barge

La ciclabile realizzata nel 2010 asfaltando il sedime ferroviario della Bricherasio-Barge

Teoricamente, tra quelle dismesse e quelle sospese, sono ben 26 le tratte che potrebbero essere oggetto di questa riconversione ma sembra che si stia pensando di iniziare con la linea che collegava Alba a Canelli. Questa infatti si trova nei paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, candidati l’anno prossimo a diventare patrimonio dell’umanità Unesco. Si capisce quindi l’interesse dell’Assessorato al Turismo per questa iniziativa.
Per il costo si parla di una stima di 1 milione di euro per la sola tratta Alba-Canelli, cifra ovviamente destinata a moltiplicarsi nel momento in cui venisse approvata la trasformazione di altri percorsi. La Regione però potrebbe utilizzare i fondi Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) per il settore turistico. I tempi stimati per la realizzazione sarebbero brevi.

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