Perchè viaggiare in treno stanca

Molti non capiscono la mia passione ferroviaria, e di solito dicono perchè viaggiare in treno stanca.
E non posso dar loro torto.
Recentemente la mia amica Giulia (sì, intrigante biondina, sto parlando di te!), che è una importante figura nel mondo della danza e della promozione del mondo artistico tramite il suo portale Io Danzo, doveva andare a Spoleto alla XXV edizione della Settimana Internazionale della Danza di Spoleto.
Bella Spoleto, peccato che lei provenga dal Piemonte: dopo la stazione di Alessandria si è attraversata tutta la Pianura Padana fino a prendere la dorsale adriatica. Ad Ancona ha cambiato, è salita sulla lenta e difficoltosa ferrovia che porta a Roma attraversando l’Umbria (regione molto a bassa velocità!)
Ti credo che viaggiare in treno stanca! Quando ho realizzato l’itinerario che doveva fare, e le ore, mi sono stancato io per lei!
Sia chiaro, non è che in macchina avrebbe impiegato poi tanto tempo in meno o si sarebbe stancata meno! Anzi, esistono molti motivi per preferire il treno alla macchina! Eppure…
passeggero trenoViaggiare in treno stanca, almeno in Italia, e spesso per motivi indipendenti da noi.
La principale si chiama orografia: da sotto l’Emilia fino alla disastrata Matera la nostra penisola è bellamente divisa in due dagli Appennini, e non ci possiamo fare nulla. Certo, possiamo scavare gallerie, innalzare viadotti, erigere ponti, ma sarà sempre un tracciato più tortuoso e difficoltoso rispetto alle pianure olandesi, dove i treni tracciano una fitta rete di percorsi e si muovono dritti e rapidi come palle da biliardo sul panno verde.
Si intende, a me piacciono molto le ferrovie di montagna, come la Vigezzina o la Transiberiana, che si arrampicano tra i boschi, scavalcano i torrenti, che abbracciano sinuose i fianchi delle vette: ma sono tanto belle da un punto di vista paesaggistico e turistico quanto disagevoli se si deve intraprendere un viaggio d’affari o di lavoro, come nel caso di Giulia.

La stazione di Manarola

La stazione di Manarola

Questo problema orografico è innegabilmente insormontabile. Ma tutti le altre cause del perchè viaggiare in treno stanca, secondo me, sono principalmente colpa nostra.
Non voglio parlare male degli scioperi: alcuni sono condivisibili, ma personalmente sono sempre stato estremamente dubbioso quando, puntuali come orologi, apparivano scioperi che duravano da venerdì a sabato, quasi fossero organici a fare un weekend lungo per gli aderenti.
Tant’è che anche questo fine settimana c’era uno sciopero, e Giulia ha dovuto lasciare Spoleto anzitempo.
Viaggiare in treno stanca, almeno in Italia, principalmente perchè siamo noi italiani ad avere trasformato un servizio pubblico democratico e trasversale in un vecchio orpello fastidioso, da trattare con sdegnosa sufficienza.
Nel paese dei treni in ritardo, piano piano, abbiamo abolito le sale d’attesa nelle principali stazioni. E ci abbiamo messo negozi: via il pubblico interesse, dentro l’interesse del privato. E delle Ferrovie dello Stato che ci guadagnano affittando i fondi.

Salvateci!!!!!!!

Salvateci!!!!!!!

Nel paese dove ci sono circa tre milioni di pendolari al giorno (sì, lo ripeto così ve ne rendete conto meglio: tre milioni di pendolari al giorno) i treni sono sspesso inadeguati perchè vecchi, spaventosamente vecchi: girano carrozze assemblate negli Anni Settanta.
Viaggiare in treno stanca perchè siamo noi ad avere reso un mezzo di trasporto democratico, ecosostenibile e sostanzialmente sicuro in qualcosa fuori moda. E lo sappiamo bene che noi italiani appena qualcosa o qualcuno non è più sulla cresta dell’onda, lo buttiamo via e fingiamo pure di averlo conosciuto.
La soluzione?
Su larga scala tocca alla politica, locale per il trasporto locale e nazionale per il trasporto nazionale.
In piccola scala, a breve vi darò qualche suggerimento utile per sopravvivere al viaggio in treno!

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