Ottava Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate: il Sud

Oggi finiamo la panoramica degli eventi organizzati per l’Ottava Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate: che succede nel Sud Italia, bellissima terra bistratta da una gestione della rete ferroviaria ai limiti del criminale? Un’abbondanza di eventi, di proposte, di sfide!
In Campania c’è tanto trekking in programma: in Irpinia, sul Vesuvio e sul Cilento, dove partendo dalla stazione di Centola si percorrerà il ramo dismesso della vecchia tratta Salerno – Reggio Calabria, transitando sul vecchio ponte in mattoni di epoca fascista, attraversando una vecchia galleria e percorrendo l’antica via di collegamento che da Palinuro, attraversando il territorio di Camerota, conduceva al Vallo di Diano, raggiungendo il punto di osservazione “Epitaffio” sovrastante la Valle del Fiume Mingardo.
In Puglia un programma ricchissimo, con tanta bici e tante camminate. Particolarmente importante mi sembra l’evento che coinvolge la vecchia tratta ferroviaria Gioia – Palagiano: di recente gli amministratori dei Comuni di Gioia, Castellaneta e Mottola hanno deciso di ricalcare le orme del percorso dell’Amministrazione Comunale di Palagianello che ha realizzato una pista ciclo-pedonale immersa nel verde. Se si riuscisse a congiungere anche le tratte di competenza dei tre comuni proponenti, diventerebbe una vera e propria “greenway” in grado di congiungere idealmente il territorio e le ricchezze paesaggistiche di Matera a quelle della Valle d’Itria.
In Basilicata si parte a bici o a piedi dalla stazione di Brienza lungo la tratta Brienza-Atena Lucana, a cavallo tra due regioni, Basilicata e Campania e tra i due parchi nazionali (dell’Appennino Lucano, Val d’Agri Lagonegrese, e del Cilento e del Vallo di Diano). Parte dell’itinerario proposto supera i 1000 m s.l.m: in caso di presenza di neve il percorso potrebbe subire delle variazioni.

Il viadotto vicino Assoro

Il viadotto vicino Assoro

In Calabria convegni e tante escursioni: a piedi, con le ciaspole, e su per i monti, come quella lungo il tracciato ferroviario che collega il Piano di Campotenese (a oltre 1000 m s.l.m.) fino a Morano Calabro (a circa 700 m s.l.m.) percorrendo ponti in muratura e gallerie di una linea ferroviaria progettata con precisione e in completa armonia con il territorio, oggi Parco Nazionale.
La Sicilia, terra di ferrovie soppresse di ferrovie attive che funzionano male, coniuga eventi a piedi, in bicicletta e pure a cavallo. La linea Cavalcatore – Assoro – Leonforte, ferrovia di nontagna nella provincia di Enna, dalla piana del fiume Dittaino giungeva sino all’antichissimo paese di Assoro prima e di Leonforte dopo tra gallerie in pietra e in curva e in salita ed agili ponti: gli escursionisti a piedi potranno usufruire di un suggestivo itinierario ridotto mentre gli altri appassionati avranno la possibilità di percorrere in anteprima la futura dorsale escursionistica ippovia e pista ciclabile.
La Sardegna punta sul binomio tra bellezza naturalistica e ferrovie minerarie, come nel caso della visita guidata lungo il tracciato della prima ferrovia della Sardegna, inaugurata il 2 maggio 1865 per consentire il trasporto dei minerali della miniera di San Leone (Comune di Assemini) alla costa di Capoterra, ancora oggi immersa in aree di grande fascino naturalistico, quali lo Stagno di Capoterra e l’area forestale di Monte Arcosu.

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