Muoversi in treno in Alaska

Muoversi in treno in Alaska può essere comodo e semplice.
Sicuramente più che muoversi in macchina, tra bufere di neve e strade ghiacciate. Quanto all’andarci a piedi, ne parlo tra un po’.
Innegabilmente un notevole vantaggio del muoversi in treno in Alaska è proprio dato dal fatto che si tratta storicamente della prima via di comunicazione di massa nata in questo stato americano, per via dei limiti climatici cui accennavo prima: questo ha reso la ferrovia molto amata dai cittadini, e costantemente curata.

Ferrovia_Alaska

Mappa delle ferrovie in Alaska: esistenti e (alcune) dismesse

La Ferrovia arriva in Alaska solo nel 1915: l’Alaska RailRoad (ARR) ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo dell’Alaska nel XX secolo, portando allo sviluppo dei centri urbani e alla creazione di infrastrutture lungo il suo tracciato. Dall’Alaska interna a quella centro-meridionale, passando per Anchorage, Eklutna, Wasilla, Talkeetna, Denali e Fairbanks, città, paesi, villaggi e regioni servite dalla ARR col tempo lentamente si sono sviluppate ed oggi sono note, tutte assieme, come “The Railbelt”, approssimativamente “La cintura ferroviaria”.
Nonostante con il tempo le strade siano sempre più sicure e, come nel resto del mondo, muoversi in treno meno allettante, l’Alaska RailRoad continua ad offrire l’unica via di accesso ad alcune parti del paese. Un tratto di circa 60 miglia (100 km) in una zona a nord di Talkeetna rimane inaccessibile alla strada ordinaria; la ferrovia fornisce l’unico mezzo di trasporto per le case rurali ed i rifugi. Ma in generale, fino costruzione della Parks Highway (o Alaska Route 3) negli Anni Settanta, la ferrovia forniva l’unico accesso via terra alla maggior parte della regione e quindi muoversi in treno in Alaska era l’unico modo per muoversi.

Alaska_Railroad

Alaska Railroad: notate le carrozze con il tetto panoramico

Ma l’Alaska RailRoad non è il solo modo per muoversi in treno in Alaska. Nella sua parte meridionale c’è la White Pass and Yukon Route, una ferrovia che parte da Skagway, attraversa il confine con il Canada e arriva a Whitehorse, capitale della regione dello Yukon. Questa linea di 172 chilometri è altamente panoramica e utilizzata principalmente da turisti, che di solito arrivano in nave da crociera a Skagway; la sua bellezza è tale da essere stata oggetto di una puntata del programma della BBC Great Little Railways.
Abbondano poi porzioni, più o meno conservate, delle molte ferrovie minerarie nate oltre un secolo fa per la corsa all’oro, e dismesse alla chiusura delle miniere.
Un grosso limite nel muoversi in treno in Alaska è dato dal fatto che la rete ferroviaria non è collegata a nessun’altra. Nel 2000 il Congresso degli Stati Uniti investì sei milioni di dollari per studiare la fattibilità di un collegamento ferroviario tra l’Alaska, il Canada e gli altri stati dell’Unione, ma non se ne è fatto nulla.
Peccato, perchè oltre a rendere più agevole muoversi in treno in Alaska, avrebbe permesso di viaggiare in treno dallo stretto di Bering fino alla Terra del Fuoco senza interruzioni.

White_Pass_and_Yukon_Route

White Pass and Yukon Route: non devo aggiungere nulla, vero?

Nonostante questo, ogni anno più di cinquecentomila persone usano le ferrovie dell’Alaska o per viaggiare nella zona centro-meridionale ed interna del paese oppure (nel caso dei turisti) per godere del grandioso panorama offerto delle coste e delle maestose montagne.
E poi ci sono quelli che preferiscono muoversi a piedi in Alaska, come Edoardo Massimo di MenteNomade.
Ci siamo incontrati mesi fa per poche ore in un aeroporto in Sicilia, scoprendo che per certi casi della vita ci eravamo inconsapevolmente incrociati, frequentando gli stessi posti, tempo addietro. E vivendo ambedue uno di quei punti di svolta della vita, cui abbiamo risposto in maniera opposta. E ho la sensazione che lui abbia fatto la scelta migliore…
Io parlo di ferrovie, lui tra poco percorrerà per 11 giorni, tra la natura selvaggia, lo Stampede Trail fino al Magic Bus di Christopher McCandless e il Denali Park – Monte McKinley.
Buon viaggio, anzi… daje zi’!

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