Modernismo e ferrovie: la stazione Nord di Valencia

C’è una caratteristica che pochi conoscono di quello stile architettonico ed artistico che in Italia si chiama Liberty: cambia nome a seconda del paese.
Il gotico, il romanico, il barocco ed il rococò, ad esempio, mantengono lo stesso nome -in taluni casi senza neppure essere tradotto- nelle lingue degli stati in cui sono presenti, anche se ovviamente nella realizzazione pratica ci sono delle differenti spesso enormi. Notre Dame a Parigi è una cattedrale gotica quanto Santa Maria Novella a Firenze, ma serve un po’ di conoscenza di storia dell’architettura ed occhio allenato per rendersi conto sono parenti
Invece quello che in Italia è Liberty, in Francia ed Inghilterra è Art Noveau, in Germania Jugendstil, in Austria Sezessionstil, in Russia Modern e in Spagna Modernismo catalán.

Il Modernismo mi piace tantissimo!

Il Modernismo mi piace tantissimo!

Tutti conoscono Gaudì, la Sagrada Familia e le sue opere, senza dubbio il punto più alto ed inimitabile di questo stile, sviluppatosi a cavallo tra XIX e XX secolo in Spagna. Invece è meno noto che questo stile, indipendentemente dalle declinazioni geografiche locali, era anche l’applicazione di una nuova estetica a materiali industriali, a edifici pubblici ed oggetti di uso comune. Alla metà del secolo l’estetica del ferro e del vetro aveva reso possibile stazioni come quella di Budapest o la Gare Saint-Lazare di Parigi dipinta da Monet.
Cinquant’anni dopo gli stessi materiali ma uno stile nuovo rendono possibile la costruzione della Stazione Nord di Valencia.
Si trova in pieno centro, a fianco della Plaza de Toros e della monumentale arena, e sorge sul distrutto convento di San Francesco. A metà Ottocento il luogo di culto fu espropriato, raso al suolo (destino comune in quel periodo a purtroppo moltissimi edifici religiosi anche di grande valore storico ed architettonico) e sul luogo costruita la prima stazione. Inaugurata nel 1852 era un edificio classico di bell’aspetto, con un portico ad ogni estremità, decorato con quattro colonne doriche e serviva la linea che collegava Valencia con la zona del porto di El Grao. Crescendo e sviluppandosi la città anche la stazione doveva ampliarsi di conseguenza e nel 1906 fu affidato l’incarico del progetto all’architetto Demetrio Ribes. Il progetto, che si estendeva su 15.000 metri quadrati, tre volte tanto la precedente stazione, prevedeva la separazione tra la zona merci e quella per i passeggeri, una ricca decorazione e una copertura in metallo dall’ampiezza di 24,5 metri.
L’edificio è a pianta rettangolare e distinto chiaramente in due aree: la zona riservata ai passeggeri, a forma di U ed indipendente dalla grande zona coperta tramite arcate metalliche.

Monumentale e movimentata: mica facile!

Monumentale e movimentata: mica facile!

La facciata è marcatamente orizzontale, intervallata da tre torri che sporgono rispetto alla linea generale della costruzione, dando così movimento sia in alzato che in prospetto. Le decorazioni a motivi vegetali dove spiccano arance e fiori d’arancio, si ispirano all’agricoltura della zona di Valencia. Il legame con la città è ulteriormente sottolineato dalla ripetizione dello stemma araldico, quattro strisce rosse su uno sfondo dorato, che coronano sia le torri che le cime dei pilastri che scandiscono la facciata. La stella a cinque punte e l’aquila, simbolo di velocità, alludono invece alla Compañía de los Caminos de Hierro del Norte, la società privata che possedeva l’edificio.
La decorazione degli interni dell’edificio è stato realizzato da José Mongrell tramite ceramiche smaltate e mosaici. Nella hall una combinazione di legno, vetro e marmo fanno convivere sensazione di calore, trasparenza e luminosità e tra ogni porta o finestra si può leggere lo slogan “Buon viaggio” ripetuto in 45 diverse lingue.

Buon viaggio

Buon viaggio

Nel 1961 l’edificio è stato dichiarato Monumento Storico Artistico Nazionale.
Oggi qui fermano sia treni a lunga percorrenza per Barcellona, Siviglia, Malaga e Badajoz, che treni regionali per Murcia, Cartagena, Alicante, Albacete, Ciudad Real, Alcoy, Barcellona, Saragozza, Huesca e Tortosa. Inoltre la stazione è capolinea di alcune linee metropolitane: capolinea nord della linea C-1 e C-2 e capolinea sud della C-5 e C-6 linee. Ciò significa che quattro delle sei linee convergono in questa stazione, che è inoltre collegata con due fermate della metropolitana, Xativa e Bailén, dove passano la linea 3 e la linea 5.

2 pensieri su “Modernismo e ferrovie: la stazione Nord di Valencia

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