Mi sono perso nella stazione di Igea Marina

Mi sono perso nella stazione di Igea Marina.
Che ha solo due binari, un sottopassaggio e due pensiline.
Se mai un giorno mi darò arie da grande viaggiatore, vi prego, ricordatemi che mi sono perso nella stazione di Igea Marina.

Stazione-Igea

Ehm… capita di perdersi, no?

Da Rimini, dove fermano i treni a lunga percorrenza, ad Igea ho impiegato dodici minuti su un regionalino piccolo piccolo; in autobus per coprire la stessa tratta ci vuole circa quaranta minuti. Potrei quindi riprendere il mio solito discorso sull’uso delle linee minori come “metropolitane” ad uso turistico, ma questa volta lascio perdere.
Dicevo che mi sono perso nella stazione di Igea Marina, ed in fondo non è strano. Mi sono perso anche nel garage dell’Oasi Hotel a Levanto
Quando sono sceso per andare all’Hotel San Salvador, che mi ha ospitato alcuni giorni durante il #atsansalvatorhotel, il blogtour che hanno organizzato per dimostrare quanto sia ricca e sorprendente questa parte di Romagna, sapevo che dovevo andare verso il mare, perché l’albergo è a cento metri dalla spiaggia.
Sulla banchina c’è un cartello che indica la direzione giusta (“mare” c’è scritto, con tanto di freccia!) ed io che ho abbastanza senso dell’orientamento so già da che parte andare: prendo il sottopassaggio, lo attraverso e… qualcosa non torna.

Sempre dritto, in fondo a destra

Sempre dritto, in fondo a destra

Mi trovo in un grosso parcheggio con all’orizzonte le colline e la netta e chiara sensazione che il mare sia esattamente alle mie spalle, e che io in qualche modo debba attraversare la ferrovia. Torno sulla banchina e per fortuna trovo un vecchino che mi spiega cosa devo fare. Camminare su un lungo e stretto marciapiede che costeggia la ferrovia. Di quelli che, normalmente, finiscono nel nulla. E invece no!
Originariamente la stazione di Igea Marina doveva essere un piccolo edificio accanto ad un passaggio a livello. Poi lo hanno soppresso, e, non so quando, hanno anche deciso di creare ex novo una fermata, un po’ più moderna del modesto fabbricato esistente. Ad un centinaio di metri di distanza.

Stazione-Igea

In effetti la vecchia stazione non era granchè…

Così adesso il treno ferma in un punto, ma se vuoi andare verso il mare, come penso la maggior parte dei turisti, invece che prendere il sottopassaggio c’è da costeggiare i binari. Soluzione di non immediata intuizione.
La vecchia stazione è chiusa ed ombreggiata da un grosso platano: superandola di arriva in via Ennio, un corto viale alberato che è stato reso completamente pedonale. Trovarsi in una strada larga, ben curata e silenziosa, in cui si affacciano negozi, alberghi e si spande l’odore della piadina è un bellissimo biglietto da visita. Ti fa subito capire quanto lì la vita sia a bassa velocità.

Stazione-Igea

Tanta #bassavelocità ad Igea!

E quanto sia sviluppato il senso civico.
Perché qualcuno di Igea ha pensato bene di rallegrare la ringhiera sotto il nome della stazione. E quella semplice rete da pesca decorata con i simboli marini è un bellissimo segno d’amore per la propria città.

Stazione-Igea

Da prendere ad esempio!

Ed il fatto che sia lì, senza essere rubata o vandalizzata, è un manifesto di civiltà.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>