Ed ecco il mese della Mobilità Dolce

Che questo sia il Mese della Mobilità Dolce ve ne ho già parlato nei giorni scorsi, spiegando come la Giornata Nazionale delle Ferrovie NON Dimenticate si è evoluta; è cresciuta, mi verrebbe da dire!
Ha cambiato nome e soprattutto si è allargata fino a comprendere un intero meseo di eventi: tanti treni storici e convegni, ma anche  passeggiate e pedalate lungo tratti ferroviari in abbandono, incontri, flash mob, mostre fotografiche rievocative, sensibilizzazione verso le Scuole, visite a impianti ferroviari, petit voyage in treni storici (attualmente sono già oltre una novantina quelli già definiti).
E quando vi parlo di una novantina di eventi, in questo mese della Mobilità Dolce, tengo a specificare che questi non sono solo a Roma o Milano (città per me difficilmente raggiungibili, dove fanno sempre un sacco di cose): 5 in Piemonte, 2 in Liguria, 11 in Lombardia, 7 in Veneto, 4 in Friuli, 2 in Emilia Romagna, 11 in Toscana, 3 nelle Marche, 4 in Umbria, 1 nel Lazio, 1 in Abruzzo, 2 in Campania, 7 in Puglia, 1 in Basilicata, 8 in Calabria, 12 in Sicilia e 7 Sardegna.
Insomma, qualcosa sotto casa lo trovate!

Treno_Blu

La Lombardia, la sua campagna… ed il Treno Blu

E visto che avete qualcosa sotto casa, andateci! Sono eventi fatti per difendere un patrimonio importante, con linee che si snodano nel territorio e che collegano città, borghi e villaggi rurali, opere d’arte (ponti, viadotti, gallerie), stazioni e di caselli di elegante fattura e collocati in posizioni strategiche, che giacciono per gran parte abbandonati in balia della natura che piano piano se ne riappropria.
Questo esteso e diffuso patrimonio è da tutelare e salvare nella sua integrità, non perchè siamo dei fighetti hipster ma perchè porta soldi, fa girare l’economia, e questo non fa schifo, vero? Questo patrimonio può ad esempio essere convertito in greenways per la riscoperta e la valorizzazione del territorio oppure utilizzato di nuovo ripristinando il servizio ferroviario con connotati diversi e più legati ad una fruizione ambientale e turistica dei luoghi attraversati.
In tutto il Paese, lo sapete oramai, esistono ancora piccole Ferrovie che possono funzionare come veicoli per un turismo meno impattante sull’ambiente, più vicino alle realtà locali, ai territori emarginati.
CentoValli_3Nel tempo io ve ne ho parlato, forse così tante volte che nemmeno le ricordo tutte, tant’è che mi limito a citarvi le prime che mi vengono in mente, in ordine sparso:

E proprio perchè sono tutte cose che fanno anche girare l’economia, adesso se ne occupa anche il Parlamento. Ci sono ben tre provvedimenti di cui si sta discutendo nelle due Commissioni Ambiente della Camera e nella Commissione Trasporti al Senato: stanno redigendo le norme per le Ferrovie Turistiche, su come sostenere i nuovi servizi, su come vincolare i sedimi e su come realizzare regolamenti snelli per l’esercizio di Ferrovie a bassa velocità. Nella Commissione Trasporti al Senato è altresì in discussione la norma per la ciclabilità in ambito urbano ed extraurbano. Alla Commissione Ambiente è invece in discussione il provvedimento per la mobilità dolce, i Cammini e le greenways.

Val Venosta

Ecco un regionale che attraversa la Val Venosta…

Ecco quindi che appare chiaro come il Mese della mobilità dolce non vuole solo diffondere una “cultura della mobilità dolce”, ma anche premere verso i decisori politici e verso le realtà sociali ed associative riguardo alla necessità di promuovere progetti ben concreti sui propri territori per ottenere risorse destinate all’avvio di servizi turistici, per tutelare l’immenso patrimonio di strade e Ferrovie, per fare “Rete e Sistema”, in modo da offrire al turista italiano e straniero sistemi semplici ed immediati di mobilità dolce ai quali accedere.
Dura un mese, è importante per tutti: partecipate!

4 pensieri su “Ed ecco il mese della Mobilità Dolce

  1. Tante belle parole, ma io l’elenco della novantina di eventi, possibilmente divisi per regione, tra cui pescare quello sotto casa, non lo trovo! Mi sembra piuttosto un mese intero per le solite tante chiacchiere, con conferenze per addetti ai lavori: dove sono le passeggiate e pedalate lungo tratti di ferrovie in abbandono di cui si parla, gli oltre novanta petit voyage in treni storici già definiti? Queste sono le cose che potrebbero attrarre più persone al fine di sensibilizzarle riguardo a questo argomento.

  2. Viaggiare lentamente, in treno su tratte locali o dimenticate respirando il paesaggio, fermandosi in paesi dove il tempo sembra essersi fermato.
    Riacquistare il senso del tempo, degli incontri, in un mondo che va di fretta e comunica solo tramite smartphone ….. Questo sarebbe il mio viaggio ideale su e giù per l’Italia, intanto lo sogno, prima o poi arriverà il momento.

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