#LoveMyLand: la lizzatura o lo spostare marmo a bassa velocità

Non sono un fan delle catene, nel mondo reale ma anche in quello dei blogger.
A meno quando non ci sia dietro una idea fantastica, come ritengo sia questa.

#LoveMyLand.

Federico di Masterpiece Travel è troppo modesto per prendersi il merito, ma il primo tassello del puzzle l’ha messo lui, poi con una sorta di brainstorming è venuto fuori il resto, un po’ come quella volta di #3LikeForYou.
L’intento di #LoveMyLand è quello di invitare i blogger a celebrare un aspetto, una festa o una tradizione della propria città d’origine che merita di essere conosciuta ma che, a causa di attrazioni più di massa, non viene valorizzata a dovere.

Così scrive Liz nel suo post Lo sposalizio del mare a Venezia #LoveMyLand
E a ben pensarci, tra un post su quei bellissimi paesaggi naturali dell’Africa, uno su quella tavola calda sorprendente in America, uno su quell’aria mistica ed immota del santuario in Asia, non è forse giusti fare conoscere anche il natio borgo selvaggio, magari anche solo per la vetusta torre medievale ad un chilometro da casa dove tutti gli anni la parrocchia arriva in processione (cose del genere in Italia sono proprie di penso il 90% dei comuni)?
Tanti blogger che conosco ed apprezzo lo fanno: con me ad esempio è stata nominata Marika, impegnata anche nel far sapere che il Molise esiste.
L’idea di Federico e Liz mi è piaciuta tanto, anche se mi ha messo un po’ in difficoltà per aggrovigliati motivi familiari e genealogici: il concetto di “città di origine” nel mio caso non è di semplice soluzione. Mi piace però parlare di una tradizione, realmente a bassa velocità, di una città a cui sono molto legato.
lizzaturaImmaginate un SUV: un volume di circa un metro e mezzo di larghezza, alto un paio e lungo tre, diciamo. Ora immaginatelo di marmo, pieno: immaginate un blocco di marmo di nove metri cubi. Si trova su una strada con una forte pendenza e la strada, che non è asfaltata, è sulla costa di una montagna, magari a picco su valloni profondi anche cento metri. Bene: adesso dovete spostare per qualche chilometro il marmo, senza essere schiacciati, cadere o romperlo. E non avete niente se non del grasso di maiale e del legno, perchè non hanno ancora inventato le macchine a vapore, ed anche se ci fossero non riuscirebbero a salire lungo quella strada.
Eccovi presentata la lizzatura, il sistema con cui per secoli, ed in certi casi fino alla metà del XX secolo, i cavatori di Carrara hanno spostato i blocchi di marmo. Si preparava una sorta di slitta di legno sopra dei, si caricavano i blocchi, si legavano bene, si fissava un grosso canapo al punto di partenza e poi la si metteva scendere: un uomo allentava il canapo, altri toglievano i rulli da dietro e li mettevano davanti man mano che si scendeva. Ci volevano ore, e talvolta anche giorni, per fare arrivare il blocco al piazzale di carico, dove sarebbero stati caricati sui carri trainati da buoi, ed in seguito sui vagoni ferroviari.
Lizzatura_con_cavatoriUna tradizione che una volta all’anno, indicativamente nella prima settimana di agosto, viene replicata: si inizia alla mattina e dura tutta la giornata. Una rievocazione storica sicuramente unica, che si svolge in luoghi rimasti pressochè identici da decenni, se non da secoli. Lungo questi percorsi, le vie di lizza, circa cinquecento anni fa c’era Michelangelo a controllare che il marmo che aveva scelto di persona arrivasse senza danni al porto.
Ed adesso ecco le mie nomination: Greta di The Greta Escape, perchè adoro il Piemonte e Farah di Viaggi nel cassetto perchè, pur avendo conosciuto moltissimi calabresi, so pochissimo di questa terra.
A voi la parola!

10 pensieri su “#LoveMyLand: la lizzatura o lo spostare marmo a bassa velocità

  1. Che idea carina! E grazie per aver pensato a me e al bellissimo Piemonte! Mi verrebbe subito da risponderti con il circuito degli Infernot, diventato da pochi giorni patrimonio UNESCo, ma ci voglio pensare su bene un attimino… :-)

    • Ma sai che ti devo ringraziare?! Ho avuto dei problemi di carattere tecnologico ed ero sicuro di avere perso le scansioni fatte sulla Marmifera. Per scrupolo prima di risponderti ho controllato e… c’erano! Prometto tre post in materia nelle prossime settimane :D

  2. E lo lizzarono un obelisco altissimo… Il famoso obelisco per lo stadio dei marmi di Roma voluto da Mussolini! Impressionanti i video dell’Istituto luce. Vorrei anche aggiungere al tuo bellissimo post che per capire la fatica estrema di questi uomini chi è ben alleato può percorrere le vie di lizza sulle Apuane. Come quella della Tambura o la lizza del balzone…provare per credere!

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