Le vere metropolitane d’Italia non sono l’Alta Velocità

Siamo abituati a pensare il treno come un mezzo, più o meno comodo, più o meno puntuale, più  o meno pulito per andare da un punto all’altro.
L’Alta Velocità viene spacciata come “la metropolitana d’Italia”, il mezzo più comodo e veloce per toccare tra le cinque e le sette città in fila. Eppure sono dell’idea che se c’è un tipo di spostamento in treno che sia assimilabile alla metropolitana, sono le ferrovie regionali. Non tanto per i costi esigui (a differenza delle Frecce) e, diciamocelo, per la pulizia non sempre ottimale.
Una metropolitana ha fermate frequenti e permette in tempi rapidi di conoscere una città. Se prendi la Linea Rossa o M1 a Milano scendi a Piazza Cordusio, tempio della finanza con i suoi palazzi eclettici, poi al Duomo, poi a San Babila tra edifici razionalisti, via Monte Napoleone e la basilica di san Carlo. A Roma lungo la A incontri Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Palazzo Barberini e Piazza della Repubblica: la storia della città dai Romani all’epoca umbertina.
Così le linee regionali: in un’ora, talvolta due, ti permettono di muoverti per una regione toccando non solo le città più belle ma anche centri minori, tagliati fuori dalle autostrade e dalle grandi vie di comunicazioni, che hanno tutti dei piccoli gioielli da offrire.
In Toscana da Firenze a Livorno si passa per Signa (chi ne conosce il castello? dovreste!), Montelupo ricca di ceramiche, Empoli con la Collegiata romanica, Pontedera con le sue ville, Pisa (non c’è bisogno che dica altro!).
Attraversi tutta l’Emilia-Romagna con il Rimini-Parma: Cesena, Faenza ed Imola sono ricche di bellezze rinascimentali, e Forlì a queste unisce quelle del Razionalismo italiano; poi ci sono Bologna, Modena e Reggio Emilia, il trionfo del barocco, del neoclassico tra vestigia medievali ed ottima cucina.

Vista dalla Genova - Spezia, tra le più belle metropolitane d'Italia

Vista dalla Genova – Spezia, tra le più belle metropolitane d’Italia

La Liguria di Levante si vede lungo la Spezia – Genova: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso, ecco tutte le Cinque Terre a portata di binario, a pochi minuti una dall’altra. E poi Levanto, Bonassola, Framura e Deiva, che a solo nominarle si pensa al mare, al pesto, al sole solo se non si conosce quanto sono belle e ricche di tesori. Proseguiamo, chè il treno ci porta a Rapallo, Chiavari e poi a Santa Margherita Ligure e Portofino, e basta il nome per essere catapultati nell’estate calda e chic, tra cockatil, yacht e giardini a picco sul mare. E poi si prosegue per Camogli, Recco e la sua focaccia per terminare alla Superba, a Zena ed alle sue dieci stazioni.
Un po’ per volta nelle prossime settimane parlerò questo argomento perchè se è vero che il vero petrolio dell’Italia è il turismo (chissà di chi è questo luogo comune) forse è il caso di potenziare i nostri pozzi su cui, oltre ai pendolari, si potrebbero muovere tanti stranieri (e relativa valuta pregiata, e non fa male sottolinearlo)

2 pensieri su “Le vere metropolitane d’Italia non sono l’Alta Velocità

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