Le Train bleu: alla Gare de Lyon un ristorante Belle Époque

La Gare de Lyon a Parigi è stata costruita per l’Esposizione Universale del 1900: è coetanea del Grand Palais, del Petit Palais, della Gare d’Orsay e del pont Alexandre-III.
Per una stazione lussuosa non poteva mancare un ristorante lussuoso: altri tempi, direi. In ogni caso la Compagnie du chemin de fer Paris-Lyon-Méditerranée (appaltatrice della linea che dalla capitale francese portava a Lione e poi fino alla Costa Azzurra) realizzò il ristorante che in un primo momento era chiamato semplicemente buffet de la Gare de Lyon. Per dare un’idea dell’importanza di questo luogo di ristoro basta dire che venne inaugurato il 7 aprile 1901 dal Presidente della Repubblica francese Émile Loubet.
Nel 1963 cambiò nome in omaggio al Blue Train, espresso Parigi – Ventimiglia che dal 1868 era il mezzo più lussuoso e chic per andare in riviera dalla capitale francese.

L'ingresso, quasi sobrio (ma la scritta al neon è una caduta di stile, secondo me)

L’ingresso, quasi sobrio (ma la scritta al neon è una caduta di stile, secondo me)

L’accesso al ristorante dalle banchine è tramite una grande scala a doppia rampa e da quando è stato aperto nulla è mutato: entrarci è fare un viaggio nel tempo, nel pieno della Belle Époque. Le sue sale (Salle Dorée, lunga 18,50 metri e alta 11 metri, che deve il nome agli stucchi dorati che ornano le sue pareti, Grande Salle lunga 26 metri; le più piccole Salon tunisien e il Salon algérien, ornate di motivi arabi geometrici e di paesaggi orientali) con tutto ciò che contengono sono classificate come Monumento Storico fin dal 1972.
Riesce difficile rendere con le parole quanto questo ristorante dagli alti soffitti (fino otto metri) sia ancora oggi la summa del gusto più sfarzoso potesse essere concepito e richiesto ad inizio secolo. Non manca nulla: sculture, dorature, stucchi, lampadari bronzei, mobili dalle linee arzigogolate, velluti ed ori. Non mancano neppure gli affreschi: ben quarantuno che sui soffitti voltati o sui muri rappresentano le principali tappe percorse dai treni della Compagnie du chemin de fer Paris-Lyon-Méditerranée e gli eventi del 1900. Gli autori erano quelli più in voga all’epoca: François Flameng, Edouard Rosset-Granger, Albert Maignan, Frédéric Montenard, Eugène-Baptiste Emile Dauphin, Henri Gervex, Eugene Burnand, Michel Leenhardts, Charles Bertier, Gaston Casimir Saint-Pierre, Gaston La Touche, Jean-Baptiste Olive, Albert Gabriel Rigolot …Tutti nomi che a noi non dicono nulla, ma che allora erano il meglio della pittura accademica. E pensare che in quegli anni erano ancora vivi Toulouse-Lautrec, Degas, Renoir e Manet.

Interno sobrio, spartano, quasi minimalista

Interno sobrio, spartano, quasi minimalista

Le grandi personalità della Francia del XX secolo si sono accomodate ai suoi tavoli, alimentandone il mito: Coco Chanel, Jean Cocteau, Jean Gabin, Marcel Pagnol, Réjane, Sarah Bernhardt, Edmond Rostand, Colette, Brigitte Bardot, François Mitterrand.
A dirigere questo tempio del palato da 250 coperti, aperto tutti i giorni dalle 11.30 alle 15.00 e dalle 19.00 alle 23.00, c’è lo chef Jean Pierre Hocquet, che coordina oltre 50 persone e propone una cucina tradizionale francese, seppur rivisitata e raffinata. Si possono provare un ottimo arrosto di vitello, salsiccia al pistacchio in crosta, una squisita tartara, fegato d’oca, salmone affumicato, escargot di Borgogna e cosciotto d’agnello arrosto con contorno di gratin di patate del Delfinato, che viene servito intero su un vassoio e viene affettato in sala dal maître.
Dal momento che è pur sempre il ristorante di una stazione, ai clienti prima di tutto si chiede di quanto tempo dispongono!
Naturalmente a pari di tanto sfarzo e tanta raffinatezza anche i prezzi sono… importanti. Se il menù TGV richiede 52 € (viene servito in 45 minuti e comprende una ghiottoneria di foie gras preparato all’antica, una tartare di manzo con patate fritte fresche, un caffè) il prezzo medio di un pranzo qui è 75 €. Il più economico è il menù Réjane a 49 € (antipasto, piatto principale, dessert e bibita) mentre il più caro, servito solo la sera, è un menù di degustazione (2 antipasti, 2 piatti principali, 1 dessert, caffè) a 96 €.

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