Laudato si’, il Papa ed i pendolari

Nella seconda enciclica di Papa Francesco si parla anche dei pendolari.
Come stupirsi, visto che in pratica si parla un po’ di tutto?
Non l’ho notato io, che devo ancora leggerla. Ma su twitter ho intravisto che una parte faceva riferimento ai pendolari, e la cosa mi ha incuriosito.
Il mio primo pensiero è andato al fatto che il Papa regnante è figlio di ferrovieri, anche se ignoro se muovessero treni a lunga o breve percorrenza.
Ho trovato il passo tramite il blog di Sandro Magister, uno dei tre o quattro vaticanisti veramente bravi della stampa italiana.
Laudato siNel capitolo IV “Un’ecologia integrale” la Sezione III è intitolata “Ecologia della vita quotidiana” ed esordisce al paragrafo 147 con:

Per poter parlare di autentico sviluppo, occorrerà verificare che si produca un miglioramento integrale nella qualità della vita umana, e questo implica analizzare lo spazio in cui si svolge l’esistenza delle persone. Gli ambienti in cui viviamo influiscono sul nostro modo di vedere la vita, di sentire e di agire.

Dopo varie analisi condivisibili, e che vengono ripetute in qualsiasi corso universitario di urbanistica, si arriva anche a parlare dei trasporti nelle città.

153. La qualità della vita nelle città è legata in larga parte ai trasporti, che sono spesso causa di grandi sofferenze per gli abitanti. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d’inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano. Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità al trasporto pubblico. Tuttavia alcune misure necessarie difficilmente saranno accettate in modo pacifico dalla società senza un miglioramento sostanziale di tale trasporto, che in molte città comporta un trattamento indegno delle persone a causa dell’affollamento, della scomodità o della scarsa frequenza dei servizi e dell’insicurezza.
154. Il riconoscimento della peculiare dignità dell’essere umano molte volte contrasta con la vita caotica che devono condurre le persone nelle nostre città. Questo però non dovrebbe far dimenticare lo stato di abbandono e trascuratezza che soffrono anche alcuni abitanti delle zone rurali, dove non arrivano i servizi essenziali e ci sono lavoratori ridotti in condizione di schiavitù, senza diritti né aspettative di una vita più dignitosa.

Nulla di rivoluzionario, nulla di sconvolgente, nulla che lasci allibito, almeno su questi punti.
Se poi qualcuno si stesse chiedendo perchè un Papa deve parlare di ecologia, il motivo è presto detto: rispettare la Creazione, opera di Dio, significa non solo rispettare gli animali, le piante, impedire il riscaldamente globale etc etc, ma anche l’Uomo:

155. L’ecologia umana implica anche qualcosa di molto profondo: la necessaria relazione della vita dell’essere umano con la legge morale inscritta nella sua propria natura, relazione indispensabile per poter creare un ambiente più dignitoso. Affermava Benedetto XVI che esiste una «ecologia dell’uomo» perché «anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere».

e quindi le differenze tra maschio e femmina, la difesa della vita umana fin dal concepimento, la tutela della famiglia come nucleo della società e quant’altro in linea con il Magistero della Chiesa Cattolica.
Insomma, per quanto riguarda la sostanza, nulla di nuovo (e non avrebbe potuto essere diversamente).

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