Larga la carrozza, stretta la ferrovia…

Ci sono notizie che sembrano troppo divertenti per non essere riportate.
Pare che in Francia abbiano calcolato male la larghezza dei vagoni e non potranno entrare nelle stazioni: più o meno è così che è stata raccontata. Tutti in Italia hanno pensato: ben gli sta, per una volta non siamo noi quelli approssimativi.
Ho letto un po’ di articoli e devo dire che li ho trovati di una approssimazione e di una confusione sconcertante: giornalisti che confondevano i binari con le banchine e le misure dei vagoni con quelle delle rotatie! Meglio fare un po’ di chiarezza.
In Francia è stata ordinata una importante commessa da parte delle ferrovie di stato, la Société nationale des chemins de fer français (abbreviata in Sncf): circa 2000 nuovi convogli regionali, che dovranno essere più larghi in modo da ospitare più passeggeri paganti. Al momento di porli” su strada” gli ingegneri si sono accorti che qualcosa non andava. Un piccolo dettaglio, verrebbe da dire, una minuzia: i vagoni sono più larghi di circa 20 centimetri e non potranno entrare in tutte le stazioni. In circa il 15% di queste (1300, stazione più, stazione meno) la distanza tra banchina e banchina è ridotta rispetto a quella di tutte le altre.

Un Regio2N, uno dei modelli di treno regionale "troppo larghi"

Un Regio2N, uno dei modelli di treno regionale “troppo larghi”

La spiegazione di questo è semplice: oltre trent’anni si prese la decisione di allargare la distanza standard tra le banchine ferroviarie per permettere il passaggio a vetture più larghe a favore di un maggior carico pagante. Ovviamente l’adozione del nuovo standard nelle stazioni non poteva che essere graduale. Dopo trent’anni solo il 15% delle stazioni non è stato adeguato a questo standard. Personalmente lo trovo un risultato più che accettabile. si tratta di un 85% di stazioni sistemate in trent’anni.
Il problema è sorto quando l’ente delle infrastrutture ferroviarie Réseau Ferré de France che materialmente gestisce le linee ha comunicato a Sncf, che poi ha rigirato i dati alle imprese costruttrici, come distanza standard quella “nuova” (si fa per dire…) dimenticandosi di quel 15% ancora non aggiornato.
Morale: ci sono 182 vagoni Ter Regiolis di Alstom e 159 Regio 2N (che contengono tra i 360 ed i 650 posti a seconda della lunghezza complessiva) del costruttore Bombardier, pronti per entrare in servizio regionale da ora fino a fine 2016, che non potranno essere impiegati.
Dal momento poi che tutto il mondo è paese, il ministro dei Trasporti ha pensato bene di addossare la colpa a… Jacques Chirac, presidente della repubblica dal 1995 al 2007 che nel 1997 separò le ferrovie, Sncf, dal gestore della rete, Rff.
La soluzione è semplice, anche se non economica: 50 milioni di euro per omologare la distanza di quelle 1300 stazioni che ancora non sono state modernizzate.
Tutto qui, alla fine: nessuno scandalo particolare, nessun errore risibile, almeno secondo me.

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