La villeggiatura: chi se ne ricorda più?

Quand’ero bambino si diceva che a Firenze i fiorentini andavano in villeggiatura alla Madonna della Tosse, ed erano i fiorentini stessi che lo dicevano. La Madonna della Tosse è una chiesina presso l’antica barriera delle Cure ora scomparsa, ha il portichetto davanti come quella dei villaggi, è intima e religiosa.
Oggi si trova in città, in piena città, si è fabbricato per oltre un chilometro dopo di essa, ma allora si trovava sul limitare della campagna, circondata da cascine, orti, casette d’ortolani e povera gente. [...]
La Madonna della Tosse è un’esagerazione che aveva un significato reale, perché le villeggiature a quel tempo si facevano a pochissima distanza dalla città, otto o dieci chilometri al massimo, e più di sovente due o tre. [...]
E quando oggi all’avvicinarsi dell’estate, a proposito di villeggiature, di progetti e di partenze, o magari solamente di desideri sento pronunziare i nomi di Saint-Moritz, il Semmering, l’Alto Adige, il Cadore e l’Engadina, la Val d’Aosta, Chamonix, Biarritz, Ostenda e il Lido di Venezia, mi tornano alla memoria i nomi che si facevano allora: Scandicci, Marignolle, Compiobbi, Bagno a Ripoli, Candeli, il Ponte a Ema, Varlungo, Torre del Gallo… Quando si diceva Fiesole già si diceva una parola di sapore esotico in fatto di villeggiature, e quelli che andavano a Fiesole aveva tutta l’aria di chiedere il passaporto.

Questo scriveva nel 1932 Aldo Palazzeschi a proposito della villeggiatura, termine oggi desueto e quasi scomparso. Allora, quando era fanciullo, si andava veramente in villa, termine latino che designava la residenza di campagna a “cambiare aria”, come si diceva. Ecco perchè sono nate le Ville Medicee, Versailles, Schombrunn e tante altre regge lontane dalle capitali. Tutti gli anni, ancora adesso, la Famiglia Reale del Regno Unito va in villeggiatura a Baltmoral, tanto per dire, nel cuore della Scozia.

Levanto - Miramare e Villa Agnelli

Levanto – Miramare e Villa Agnelli

Con il benessere ed i mezzi pubblici (diciamo dagli Anni Venti?) la villeggiatura inizia a farsi lontano da casa: è il periodo in cui nasce la fortuna dei Lidi: il Senatore Agnelli compra una villa a Levanto e dopo suo figlio una a Forte dei Marmi, e fa nascere il mito della Versilia.
Poi è storia recente, immortalata anche in tante commedie in bianco e nero: Bramieri, Vianello, Tognazzi, De Sica, Taranto, Sordi, Fabrizi… Valgano due titoli per tutti: “Scandali al mare” del 1961 (“storie vacanziere in ambiente balneare che ruotano intorno a Riccardo, Raimondo Vianello, addetto alla reception dell’albergo Miramare”) e “Tempo di villeggiatura” del 1956 (“In un hotel di Corniolo si incrociano le storie e le vicissitudini amorose di persone normali e originali”). Ed il più recente “Sapore di sale”, del 1983.

Tirrenia - Piazza Belvedere - Mondanità

Tirrenia – Piazza Belvedere – Mondanità

Oggi l’idea di stare d’estate per due mesi nello stesso albergo (o casa) e nello stesso posto ci pare una assurdità: in primo luogo perchè avrebbe un costo impensabile e poi, credo, perchè, la maggior parte delle persone si annoierebbero.
Abbiamo sempre un treno, un aereo, un’uscita autostradale da prendere per andare un po’ più in là, mi sembra. E dire che proprio quarant’anni fa Cochi e Renato cantavano “E c’è sempre qualcuno che parte / Ma dove arriva se parte?
Non ho mai fatto villeggiatura per questioni familiari e logistiche: vivevo in una non rinomata località di vacanza balneare. Ma ricordo e conosco chi la faceva: i più avveduti avevano comprato la casa, altri la prendevano in affitto tutti gli anni, magari sempre dalla stessa famiglia. Due mesi sono tanti, e si creava un microcosmo. Due mesi ripetuti tutti gli anni creavano una città parallela, che nasceva quando comparivano gli ombrelloni e si dissolveva quando questi venivano lavati e riposti.
La villeggiatura era veramente madre di una realtà alternativa, tenuta in vita d’inverno giusto da lettere e rare telefonate: era così ancora per tutti gli Anni Novanta, prima della mail, ma sembra di parlare di un secolo fa.

Marina di Carrara - La spiaggia

Marina di Carrara – La spiaggia

E oggi? Oggi possiamo andare spendendo relativamente poco due settimane in Irlanda, poi l’anno prossimo andremo in Normandia e così viaggiando: muovendoci, spostandoci, sempre itineranti. Ed avremo sicuramente bellissimi ricordi di luoghi per noi lontani e diversi.
Ma non ci sarà più il brivido di scendere, magari al Ponte di Pasqua, per “aprire la casa al mare”, rivedere i vecchi amici lasciati abbronzati mesi prima, notare le piccole cose cambiate in qualche mese (“hai visto? hanno aperto una nuova gelateria!”). E gli amori estivi, quelli romantici da adolescenti e buoni per le canzoni: “Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà. / Luglio m’ha fatto una promessa l’amore porterà. / Anche tu, in riva al mare tempo fa, amore, amore / mi dicevi: “luglio ci porterà fortuna” poi non ti ho vista più” (Riccardo del Turco, 1968) oppure “Un’altra estate qui / e un’altra volta qui, / Più disinvolta e più puttana che mai, / Mille avventure che, non finiranno se, / Per quegli amori esisteranno nuove / Spiagge” (Renato Zero, 1983)
Era un mondo diverso. Più statico? Certo! Più noioso? Forse. Più rilassante? Sicuramente!
Per consolarci oggi ci resta forse Goldoni e La trilogia della villeggiatura e null’altro perchè al pari dei gettoni telefonici, dei mangianastri e degli Uniposca, anche le estati delle villeggiatura sono sparite, come gli ombrelloni a settembre.

6 pensieri su “La villeggiatura: chi se ne ricorda più?

  1. “Per quest’anno non cambiare… Stessa spiaggia stesso mare!” E i “bagnanti” te li ricordi? Io ho ancora amici per la quale sono “la elena del mare” e che bello aspettare l’estate per vederli arrivare! E fiumi di inchiostro e cartoline nella pausa invernale. È vero, la villeggiatura non esiste (quasi) più… perché qualche pensionato ancora la fa, ma c’è anche da dire che le mutate condizioni lavorative hanno un peso su questo: in tantissimi non sanno se e quando andranno in ferie! E spesso hanno solo quei 2 o 3 giorni da appiccicare al sabato! Difficile far programmi a lungo termine. Bell’articolo comunque. Diversamente nostalgico.

  2. Nonostante io sia (quasi) sempre pro-novità, devo ammettere che mi hai fatto sorridere. Quando ero piccina picciò passavano due mesi e mezzo a Termoli, alla “villa”, che poi era una casa che mi chiedo ancora come si reggesse in piedi.
    Ti abbraccio!
    Ps: ogni foto di Levanto è un sorriso per il cuore

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