La stazione di Marsiglia Saint-Charles, porta d’Africa

Dopo avere parlato di Marsiglia e della scalinata monumentale dalla complicata realizzazione, è il caso di spendere due parole anche per la stazione che si trova in cima ad essa.
Marsiglia era ed è il principale porto della Francia e a metà dell’Ottocento il punto di partenza per le colonie d’Africa (la conquista dell’Algeria è degli Anni Quaranta) e, con la costruzione poi del Canale di Suez, anche per quelle d’Asia. La linea ferroviaria che metteva in comunicazione la città con Parigi fu un’opera titanica di 867 chilometri che, per la sua importanza, venne realizzata in soli nove anni, tra il 1847 ed il 1856.

La facciata

La facciata

Nel gennaio 1848, sulla collina dove c’era il cimitero dedicato a San Carlo, venne inaugurata la stazione, estremamente semplice nelle forme, opera dell’ingegnere Gustave Desplaces. L’impianto è ad U: ci sono due ali laterali per gli uffici, gli arrivi e le partenze ed in mezzo i binari, il tutto coperto da capriate metalliche e vetro. In questo non è molto diversa dalla Gare Saint-Lazare o dalla posteriore stazione di Nyugati pályaudvar, anch’essa progettata da un tecnico francese. La facciata non ha nulla di particolare: bugnato, decorazioni di gusto storicistico, archi ribassati, stemmi in cartigli, sono tutti elementi tipici dell’epoca e potrebbe benissimo essere l’ingresso anche di un grande mercato generale, giusto per citare una tipologia edilizia in voga nel periodo.
Nonostante le rivoluzioni e le guerre l’edificio si è mantenuto integro, ed anzi negli Anni Venti è stato arricchito della scenografica scalinata d’accesso.

Interno con treno

Interno con treno

Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale l’edificio riprende a crescere: viene realizzato un nuovo volume per la Société nationale des chemins de fer français, la società statale che si occupa delle ferrovie, la piazza diventa punto di scambio per autobus e taxi, ed una sgraziata tettoia metallica protegge i passeggeri che escono dalla stazione ma al contempo scherma la facciata ottocentesca.
Solo alla fine degli Anni Novanta si decide a risistemare tutta la stazione: restaurarla, valorizzarne la bellezza, renderla più moderna senza però tradirne le caratteristiche originali. Questo anche perchè nel 2001 sarebbe entrata in funzione la linea LGV Méditerranée, cioè l’Alta Velocità che collega Marsiglia a Saint-Marcel-lès-Valence, a sua volta già collegato con Lione e Parigi: 800 km in tre ore circa.
Viene riqualificata la stazione degli autobus ma anche i quartieri circostanti (la Belle de Mai e la Porte d’Aix in particolare): oltre a migliorare il principale snodo dei trasporti cittadini questo progetto tende a recuperare l’edificato già presente per una migliore integrazione con le direttrici del traffico automobilistico. Viene infatti anche realizzato un tunnel sotto la linea ferroviaria che collega la città direttamente all’autostrada A7, un parcheggio e realizzato un punto di scambio con gli autobus in modo da liberare l’area davanti alla facciata della stazione. La pensilina metallica degli Anni Settanta viene buttata giù.

Halle Honnorat, semplice e scenografico

Halle Honnorat, semplice e scenografico

Sul lato nord viene costruito un nuovo volume, il padiglione Honnorat, inaugurato il 10 dicembre 2007, che contribuisce ad ingrandire l’area per l’accoglienza dei passeggeri e aprire la stazione verso il vicino boulevard Charles Nédélec. Questo corpo di fabbrica lungo 160 metri, largo quaranta ed alto quindici è ingentilito da 24 alberi di pino artificiali piantati in due file e la sua facciata verso la città è severa, spoglia ma quasi neoclassica: una lunga teorie di bianchi pilastri tamponati da vetrate a tutta altezza.
In definitiva un grande progetto, bello, pulito, ben inserito nel contesto, per una stazione che vede passare sotto ogni anno oltre quindici milioni di viaggiatori.

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