La Porrettana e l’Appennino: una buona notizia

Non tutti conosco la Ferrovia Porrettana, che lenta e tortuosa attraversa i bochi dell’Appennino, e mette in comunicazione Pistoia con Bologna.
Di questa ferrovia, la prima nell’Ottocento che unì la Pianura Padana con l’Italia peninsulare, capolavoro di ingegneria voluta dai sempre troppo poco rimpianti Lorena Granduchi di Toscana, io non ho mai parlato sul blog. Principalmente perchè sono un po’ (tanto) intimidito: è una ferrovia che si porta dietro tutto un mondo che mi affascina enormemente. La Toscana granducale, civilissima, è la prima. Ma è anche una ferrovia di montagna, e basti vedere lo spazio che dedico agli amici della Transiberiana d’Italia per capire quanto mi piacciono. Unisce la Toscana e l’Emilia, due regioni cui per motivi diversi sono legato. Infine, motivo non esattamente secondario, questa è la ferrovia e questo è l’Appennino che hanno come genio tutelare, nume e cantore, uno degli ultimi grandi poeti italiani: Francesco Guccini, che vive da alcuni anni nell’avita casa di Pàvana, piccola frazione di Sambuca Pistoiese.
Una serie di motivi importanti per cui dovrei scrivere un sacco di post sulla Porrettana ed il suo Appennino. Non ho ancora iniziato, ma forse la buona notizia di questi giorni sarà un punto di partenza: sta partendo il progetto Trans-App.
Di cosa si tratta?
Il Comune di Pistoia, in collaborazione con Pro-loco, Associazioni e Cooperative della Montagna Pistoiese, ha ottenuto, con il progetto Trans-App, un cofinanziamento regionale per la valorizzazione della linea Porrettana.

Porrettana-Storica

Il viadotto di Piteccio, poco oltre Pistoia

Questa valorizzazione, che seguirà un piano ben preciso fino a giugno 2016, andrà a muoversi su più piani. Ci sono in calendario manifestazioni e visite che permetteranno di conoscere molti aspetti che caratterizzano la Porrettana: le opere idrauliche lungo la ferrovia, le ricchezze dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, e l’accoglienza gastronomica di Piteccio, Pracchia, Castagno a Sammommè, storici borghi e fermate della Porrettana.
Affiancherà queste iniziative, di carattere prettamente turistico, anche un percorso formativo, da realizzarsi con le scuole e gli istituti superiori attraverso il programma dal titolo “La Scuola in treno”, articolata in tre filoni, in cui lo spostamento tra un luogo e l’altro avviene rigorosamente attraverso la Porrettana.
Il primo, “La Storia – Montagna in guerra” ripercorre il ruolo della zona montana pistoiese sia nella Prima Guerra Mondiale sia nella Seconda, con visite ai rifugi, alle fortificazioni della Linea Gotica e reading dei superstiti.
Il secondo, “L’Ambiente”, mira a ripercorrere la storia del lupo appenninico, la biodiversità acquatica alle porte di Pistoia, a praticare trekking alla scoperta della flora e della fauna boschiva.
Il terzo, “L’Uomo e la Montagna”, verte sulla tematica del lavoro e dei mestieri che per anni hanno dato sostentamento ai pistoiesi dell’Appennino: dalla raccolta delle castagne all’estrazione del ghiaccio, alle opere ingegneristiche legate al percorso ferroviario.
Grandi e piccini, turisti e studenti, forestieri e locali: quest’anno la Porrettana ed il suo Appennino aspettano tutti.
E sarebbe anche il caso che un blogger ci si aggiunga!

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