La nuova galleria a Santa Maria Novella

Con grande pompa e risonanza qualche giorno fa nel sottopasso della Stazione di Firenze è stata aperta una nuova Galleria di negozi: ad inaugurarla c’erano Mauro Moretti, AD di Trenitalia, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana e Matteo Renzi, sindaco di Firenze.
Questo nuovo luogo di transito offrirà nuovi servizi che si estenderanno su oltre 9mila metri quadrati con 40 punti vendita che si stima porteranno alla creazione di 400 nuovi posti di lavoro. I primi negozi – come abbigliamento, articoli sportivi, libreria, ma anche punti ristoro – saranno inaugurati dopo l’estate. Il fatto che siano già presenti sulle porte i loghi delle aziende fa pensare questa volta non finirà come nella stazione di Roma Tiburtina.

Il desolante vuoto del forum di Tiburtina

Il desolante vuoto del forum di Tiburtina

Tutto ciò a pochi metri da quei sottopassaggi chiusi perchè GrandiStazioni non è in grado di porre un freno a scippi, borseggi, accattonaggio e  microcriminalità, come detto ieri. Nel nuovo spazio apriranno grandi marchi come Feltrinelli e Wok, per cui viene da pensare gli investitori privati spenderanno qualcosa anche per una propria vigilanza privata. Quanto agli altri spazi pubblici, quelli che non riluccicano per le vetrine delle grandi catene commerciali, il loro destino non è altrettanto roseo. Nella “vecchia” galleria commerciale, aperta per Italia ’90, svariati negozi hanno chiuso e i fondi sono rimasti sfitti.

Qui aprirà Wok

Una certezza: Wok

Il Direttore di Confesercenti Toscana Massimo Biagioni ha osservato in proposito: “La nuova Galleria parte dalla porta di fronte all’ingresso del parcheggio, fa un ampio arco e sbuca davanti al negozio Calzedonia; a metà una scala mobile porta ai binari, arrivando dove una volta c’era il giornalaio. Nello stesso sottopasso, però, nella Galleria commerciale altri negozi sfitti non trovano imprenditori e rimangono vuoti. C’era bisogno di altri spazi commerciali o manca qualcosa ancora?”

Per ora indubbiamente fresca

Per ora indubbiamente fresca

Vitapendolare che, più di me, transita da queste parti, ha già trovato un punto a suo favore: “Per il momento, la galleria ha comunque già trovato la sua utilità: è diventata un luogo nel quale andare a ripararsi dal caldo, visto che lì sotto la temperatura non è infuocata come quella ai binari!”
Se già l’enfasi nella presentazione ufficiale mi sembrava fuori luogo, una dichiarazione di Moretti mi ha ulteriormente indispettito: “L’integrazione con la stazione storica di Michelucci è riuscita perfettamente. Abbiamo tutto l’interesse che rimanga un vero e proprio monumento”:
Per chi non lo sapesse, Firenze Santa Maria Novella è cosiderata uno dei capolavori del Razionalismo italiano non solo per la composizione degli spazi, ma anche per la ricchezza dei materiali impiegati quali marmi e legni pregiati e le raffinate scelte di design operate fin nei minimi particolari. Come esempio, il salone biglietteria è un grandioso ambiente articolato in tre navate da pilastri giganti rivestiti in marmo verde Alpi, pavimentato in serpentino perlaceo alpino e rivestito interamente in marmo giallo di Siena, con i contorni delle aperture in marmo bianco apuano che riveste anche il soffitto dei due ricetti laterali, alti dieci metri.

Si vede come il preesistente ascensore, in marmo giallo venato, si integri nella nuova galleria

Si vede come il preesistente ascensore, in marmo giallo venato, si integri nella nuova galleria

Davanti a tutto questo sfarzo e a questa preesistenza importante, un progettista o sceglie soluzioni “in stile” oppure qualcosa di perfettamente nuovo e moderno. GrandiStazioni, per non sbagliare, ha operato una replica, sciatta, delle simili gallerie presenti in altre stazioni italiane. Come sintetizzato anche da VitadaPendolare su twitter: “se non ricordo male mi sembra in linea con altre stazioni tipo Roma e Milano”.
Perchè mai? “rientrando nel progetto Grandi Stazioni credo che non potesse essere altrimenti…” ipotizza lei. Credo questa spiegazione, la più semplice, sia quella vera. In fondo anche le Esselunga si assomigliano tutte… la standardizzazione nella progettazione avrà fatto risparmiare tempo e denaro a GrandiStazioni. Trionfa ancora quella estetica definita da Marc Augé dei “non luoghi”, completamente svincolati dalle preesistenze, dalle storicità e dalle peculiarità locali ma che, con la la loro rassicurante familiarità all’insegna del “visto uno visti tutti”, invogliano il frequentatore a fermarcisi e spendere.

Voto in personalità: 0

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Anche il sindaco è entusiasta di questi lavori: “C’è una libreria da 1.100 metri quadri ed è un investimento importante, alla luce delle polemiche sulle chiusure: le librerie chiudono dove non si comprano i libri”. Peccato che sorgerà negli spazi dell’ex bar-ristorante che è (era?) pavimentato in marmo, rivestito da una zoccolatura in marmo Verde Alpi nel bar e da una pannellatura in legno nel salone e presentava due grandi tempere di Ottone Rosai raffiguranti due paesaggi toscani, illuminata dalla copertura piana, ritagliata da ampi lucernari. Vedremo a settembre cosa ne sarà rimasto ed in che stato, dopo le trasformazioni.

 

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