La BBC lo fa meglio: Great British Railway Journeys

Il dibattito sulla “tv di qualità” deve essere antico come la televisione stessa, probabilmente. Per i fortunati che hanno negli ultimi vent’anni evitato riviste, “opinionisti” e talk show faccio un breve riassunto: la televisione pubblica deve essere di qualità, ciò deve mandare in onda programmi culturalmente elevati e formativi. Questo indirizzo, secondo me antico retaggio dello “stato etico” (lo stato che educa i suoi cittadini ai propri valori, per dirla in due parole) ha retto fino a quando la televisione pubblica non aveva concorrenti.
Poi sono arrivate quelle private e, sorpresa!, si è scoperto l’acqua calda: il pubblico, che poi siamo noi, la sera tra bravissimi attori che recitano Checov o ballerine scosciate e comici ruspanti preferisce i secondi. Sull’argomento sono usciti fiumi d’inchiostro e non voglio portarne altro, anche perchè personalmente guardo poca televisione italiana, e perdonatemi se questo suona snob.
Ho già detto che sono un appassionato di quella inglese e dei suoi serial: ci sarà un motivo se Downton Abbey viene venduto in tutto il mondo e Elisa di Rivombrosa in una dozzina di stati europei.
Ma questa volta non voglio parlare di serial, bensì di quello che è a tutti gli effetti un programma culturale (già a dire così gli ascolti scemano…) nato da un’idea secondo me molto intelligente. Ma per raccontarla bisogna fare un salto indietro nel tempo.

Mr. George Bradshaw

Mr. George Bradshaw

George Bradshaw fu il cartografo che nel 1840 per primo elaborò un calendario completo ed una guida al sistema ferroviario in Gran Bretagna, in quel periodo composto da una serie di società e di linee ferroviarie frammentate e concorrenti, ciascuna delle quali produceva guide in proprio.viaggio indietro nel tempo. La sua Railway Companion fu il primo strumento con cui si poteva sapere non solo dove muoversi e dove soggiornare, ma anche quanto tempo si impiegava da una città all’altra: a noi magari non sembra gran cosa, ma fu una rivoluzione per l’epoca. I giallisti dell’epoca, ma non solo, impazzirono per questo testo, che aiutava moltissimo per costruire le alibi dei personaggi e raccontare gli spostamenti: fanno riferimento alla guida Bradshaw Sherlock Holmes ne “La valle della paura”, Phileas Fogg ne “Il viaggio del mondo in 80 giorni”, Lewis Carroll, Bram Stoker (immaginiamoci il Conte Dracula che la consulta), Agatha Christie, Daphne du Maurier e G. K. Chesterton. Insomma, un classico dell’Ottocento inglese, da qualche anno alla base di una trasmissione di successo.
In Great British Railway Journeys Michael Portillo, già deputato conservatore, Ministro della Difesa e poi del Tesoro nel governo di John Major e da una decina d’anni giornalista viaggia lungo la Gran Bretagna in treno utilizzando una copia del Railway Companion per confrontare e contrapporre la moderna Gran Bretagna con quella documentata da Bradshaw negli Anni Quaranta dell’Ottocento, visitando i luoghi raccomandati e se possibile soggiornando negli stessi alberghi.

Bradshaw's Handbook for Tourists in Great Britain and Ireland. London: W.J. Adams. 1882

Bradshaw’s Handbook for Tourists in Great Britain and Ireland. London: W.J. Adams. 1882

L’idea come si vede è semplice, quasi elementare, ma è uno splendido modo di conoscere gli angoli della provincia inglese, le sue ferrovie, e riflettere su come e quanto la modernità abbia inciso sull’ambiente che ci circonda.
Ogni stagione del programma mostra una serie di tragitti composti da cinque puntate di mezz’ora ciascuna, che coprono ognuna una tappa. In questa maniera un viaggio viene coperto in una settimana di trasmissione, dal lunedì al venerdì. Il programma va in onda alle 18:30 sulla BBC Two.
La prima serie, composta da quattro viaggi per un totale di 20 episodi, è andata in onda dal 4 al 29 Gennaio 2010. Il primo viaggio fu da costa a costa in tutta l’Inghilterra settentrionale, da Liverpool sulla costa occidentale a Scarborough, sulla costa orientale, lungo la storica Liverpool-Manchester Railway. Il secondo viaggio coprì il nord ovest dell’Inghilterra e la Scozia, da Preston nel nord della Scozia fino a Kirkcaldy nel Fife, lungo la Settle-Carlisle Line ed il ponte ferroviario di Forth. Il terzo viaggio si è snodato da Londra a sud-ovest, seguendo la storica Great Western Railway dal suo capolinea London Paddington fino a Penzance sulla punta sud-occidentale della Gran Bretagna. Il quarto e ultimo viaggio è partito da Buxton nel Derbyshire e via Birmingham e Coventry è terminayo alla stazione di St Pancras a Londra.

Il titolo all'inizio della trasmissione

Il titolo all’inizio della trasmissione

La seconda stagione è stata trasmessa dal 3 gennaio al 4 febbraio 2011, con cinque viaggi: da Brighton a Cromer, da Ledbury a Holyhead, da Newcastle a Melton Mowbray, dal London Bridge a Hastings, da Ayr a Skye.
La terza serie è andata in onda dal 2 gennaio 2012 con cinque viaggi.
La terza stagione, iniziata il 2 gennaio 2012, è stata anch’essa composta di cinque viaggi, con la differenza che il quinto si è svolto in Irlanda: da Great Yarmouth a Embankment, da Windsor a Portland, da Oxford a Milford Haven, da Berwick-Upon-Tweed a Snaefell ed infine, solcato il Mare d’Irlanda, da Bray a Derry.
La stessa formula è stata reimpiegata nella stagione successiva, iniziata il 7 gennaio 2013: da High Wycombe to Aberystwyth, da Portsmouth to Grimsby, da Stirling to John o’ Groats, da London Paddington a Newton Abbot ed infine, in Irlanmda, da Killarney a Galway.
Quest’anno il programma è stato più breve, con solo quattro itinerari: da Manchester a Chesterfield, da London Euston a Leeds, da Southampton a Wolverhampton e da Norwich a Chichester.
Anche nel 2015, per il sesto anno di fila, Portillo girerà per la provincia inglese a bordo dei treni, con la Bradshaw in mano. Evviva la BBC!

5 pensieri su “La BBC lo fa meglio: Great British Railway Journeys

  1. Adoro la BBC e tutto quello che fa e come lo fa, dal giornalismo e all’intrattenimento.
    E la cosa ancora più bella è l’approccio easy nell’ambiente di lavoro e l’apertura verso il pubblico: altissima qualità senza salire sul piedistallo.

  2. Pingback: Muoversi in treno in Alaska - #BassaVelocità

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