Italian Train Experience: le stazioni si fanno belle

A Torino si è svolta alla presenza di Umberto Lebruto, Direttore Produzione RFI, la presentazione di Italian Train Experience, iniziativa di Rete Ferroviaria Italiana finalizzata alla caratterizzazione di alcune stazioni, per trasformarle in nuovi poli di attrazione e “luoghi da vivere” per viaggiatori e cittadini.
Per raccontare questo evento c’era la vulcanica Arianna, a cui lascio la parola:

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Una immagine della presentazione

Italian Train Experience è un’iniziativa di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) finalizzata alla trasformazione di 6 stazioni lungo la tratta Torino-Milano, presto alla ribalta con Expo 2015, in nuovi poli di attrazione turistica per i territori limitrofi.
Le sei stazioni coinvolte e oggetto del restyling di Ugo Nespolo, fortemente convinto che la sosta in stazione possa essere un’occasione di arricchimento culturale grazie all’informazione e promozione delle eccellenze artistiche, storiche, naturali ed enogastronomiche dei territori limitrofi, sono Torino Porta Susa, Chivasso, Santhià, Trecate, Magenta e Rho Fiera Milano Expo 2015.
Un progetto ambizioso sin dalla fonte di ispirazione: il Grand Tour dell’Ottocento che intende riproporre come un viaggio lento attraverso l’Italia minore, lungo il tracciato delle ferrovie locali alla scoperta delle mille eccellenze del nostro Paese.
I fabbricati delle stazioni coinvolte saranno personalizzati con grafiche ispirate al viaggio e al territorio. Le sale di attesa ospiteranno mostre fotografiche, esposizioni di quadri e installazioni tematiche nell’ottica di trasformare la sosta in un momento di intrattenimento culturale ed emotivo.
Nelle stazioni la connessione internet permetterà di consultare il portale Italian Train Experience e di scaricare l’app dedicata, entrambi on line dal primo di maggio, ricca di informazioni sui luoghi di interesse raggiungibili dalla stazione. Su schermi collocati ad hoc scorreranno infine filmati e immagini delle eccellenze del territorio limitrofo.
Sulla carta si tratta di un progetto condivisibile e molto interessante, tuttavia non esente da polemiche: con un po’ di colore e di effetti scenografici, dicono i diffidenti, forse si riuscirà anche a far credere agli stranieri che ce la stiamo mettendo tutta per trasformare l’Italia in un paese normale, adeguato agli standard europei, dove le stazioni proprio perché luoghi di forte passaggio sono da molti anni spazi pubblici di condivisione delle informazioni e di promozione del territorio.
In sostanza, gli ospiti stranieri di Expo 2015, trovando nelle stazioni di Italian Train Experience quanto di fatto già trovano nelle loro stazioni, non si accorgeranno neanche della differenza?
Voi che cosa ne pensate?

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Un grazie ad Arianna, inviata d’eccezione

Rispondo io ad Arianna, intanto.
Al di là del fatto che è da un po’ che vado dicendo queste cose, e che scrivo anche post proprio in questa filosofia (dottor Nespolo, se mai mi leggesse…) ritengo sia una buona, molto buona idea, con solo due criticità. La prima, penso sia ovvia, è che non deve rimanere un ramo secco, limitato a quelle sei stazioni, nè tanto meno deve essere confinato tra Torino e Milano.
La seconda è quella di privilegiare l’intera linea: bello che nella singola stazione si informi cosa c’è da vedere in quel comune, ma sarebbe anche utile sapere, brevemente, che dalla stazione successiva, ad appena 5 minuti di viaggio, si può arrivare alla tale emergenza culturale, paesaggistica o etnologica. Spingerebbe anche a prendere il treno per brevi viaggi, con benefici sia per il traffico che per le casse di Trenitalia.

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