Islanda: Lassù a nord, dove non ci sono treni

Scrivo questo articolo come saluto e augurio di buon viaggio a due folli. O a due viaggiatori, che poi è la stessa cosa, perchè i veri grandi viaggiatori sono sempre un po’ folli.
Siamo abituati a pensare che il treno e le ferrovie facciano parte del normale paesaggio, urbano e non, di ogni paese. Invece non è così: in alcuni stati non esistono le ferrovie. Il pensiero di chiunque andrà, immagino, agli atolli dell’Oceania e a tutti quei minuscoli staterelli che la maggior parte di noi magari nemmeno ricorda: chi saprebbe, così su due piedi, scrivere e posizionare correttamente sulla carta il Liechtenstein?
Ed invece no. Il Vaticano ha la sua linea ferroviaria ed una stazione, come il Liechtenstein, il Principato di Monaco, oppure il Lussemburgo. San Marino non più, ma solo perchè è stata distrutta nella Seconda Guerra Mondiale e mai più ricostruita.
Invece un (relativamente) grande stato che è privo di ferrovia è l’Islanda.
Ci sono state tre brevi linee, ma nessuna è mai entrata a far parte di una rete utilizzata per il trasporto pubblico.
La prima è stata quella che serviva il porto di Reykjavík: in funzione dal 1913 fino al 1928, servì per la costruzione delle dighe frangiflutti. Partiva da una cava fuori città dove oggi c’è il Perlan (edificio semicircolare a calotta con un ristorante girevole, negozi e spazi espositivi), correva verso ovest lungo il bordo occidentale della città, e poi procedeva lungo la banchina del porto. Una seconda linea da qui conduceva al deposito delle locomotive appena fuori dalla città e ad un ulteriore bivio dove una breve diramazione si dirigeva in un luogo di estrazione secondaria (ora nel cuore del quartiere residenziale della capitale), mentre la linea principale proseguiva verso un ulteriore bivio che si trovava ai margini delle banchine. Qui è ancora oggi presente, in mostra, una delle locomotive originali, ed è stato conservata anche una piccolissima parte del tracciato ferroviario.

La locomotiva Minør che servì per la costruzione delle dighe frangiflutti

La locomotiva Minør che servì per la costruzione delle dighe frangiflutti

Alla periferia della capitale nel 1930 fu costruito Korpúlfsstaðir, uno dei primi allevamenti industriali in Islanda e l’azienda venne dotata di una rete ferroviaria a scartamento ridotto che permetteva il trasporto di merci e materiali in tutto il sito. Non c’erano locomotive, e i treni erano manovrati a mano, dal personale della fattoria; la forza motrice era animale. Dopo la chiusura di Korpúlfsstaðir in anni recenti su quei terreni è stata costruita una scuola elementare utilizzando la maggior parte degli edifici rurali ancora in piedi, mentre il resto del lotto è servito per l’apertura di un campo da golf. Naturalmente per i consistenti lavori che hanno completamente mutato la natura del sito nulla resta della ferroviaria.
Qualche anno fa è stata aperta una linea in connessione con la realizzazione del progetto idroelettrico Kárahnjúkar: la ferrovia era composta da tre treni, che viaggiavano tutto il giorno trasportando persone, cemento, e altre cose necessarie alle macchine perforatrici. Con le locomotive bianche ed i carri colorati, questa ferrovia è durata il periodo di costruzione del progetto; gran parte del materiale utilizzato era stato affittato dall’Italia e qui è tornato.
Perchè vi parlo di Islanda? Perché da qualche settimana due folli sono partiti da Casale Monferrato e stanno girando le coste di quest’isola in skateboard.
Se volete condividere questo viaggio seguiteli su quello che è il loro diario on-line: A.W.A.Y.LostInIceland
Buon viaggio allora a Ottavio Calabrese e Matteo Cappa!

[Articolo pubblicato il 02 luglio 2013]

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