Irlanda in treno: da Kildare a Waterford

In un passato lastricato di rimpianti, c’è anche quello di non avere viaggiato abbastanza in gioventù, quando potevo e avrei dovuto avere la leggerezza d’animo per farlo. Ora non più. Per questo guardo con particolare trasporto, invidia (ma sana) e curiosità all’avventura che Riako sta iniziando vivere, trasferendosi per sei mesi in Irlanda, a Kilkenny.
Cittadina di 25000 abitanti che, leggo su wikipedia, risulta famosa per le sue opere architettoniche, i suoi prodotti tipici e la movimentata vita notturna. Ecco, così abbiamo pure capito perchè ha scelto di andare lì!

Kilkenny_castle

Il Castello di Kilkenny

Non sono mai stato in Irlanda, conosco molti che l’hanno girata e nessuno, dico nessuno, ne è tornato deluso o indifferente: tutti affascinati e perdutamente innamorati. Non sono uomo da facili sentimentalismi, non ho avuto la sbornia celtica quando andava di moda nè canticchio trasognato Il cielo d’Irlanda. Eppure, da quanto visto e da quanto appreso, ritengo altamente probabile che mi piacerebbe molto. Non per nulla era tra i TravelDreams di quest’anno.
In questi mesi quindi aspetterò i racconti di Riako, e li leggerò con grande interesse. Intanto, di mio, le posso dare un breve e sintetica guida ferroviaria su questa parte d’Irlanda.
La stazione a Kilkenny è stata aperta nel 1848. Nel 1966, per il cinquantenario dei moti indipendentisti della Rivolta di Pasqua, è stata dedicata al poeta e attivista Thomas MacDonagh, uno dei firmatari della Proclamazione di Indipendenza. Nove giorni dopo la quale fu fucilato dalle truppe britanniche.
Una linea lenta, ad un solo binario, che taglia campi verdeggianti a perdita d’occhio, che supera ruscelli e rogge, costeggiando fattorie, villagi e piccole cittadine: un panorama, nella bella stagione, simile alla nostra Pianura Padana.
Kilkenny si trova più o meno a metà di questa ferrovia, che inizia a Waterford e termina a Kildare.

Waterford_by_night

Waterford by night

A Waterford la stazione (dedicata a Joseph Plunkett, altro patriota che firmò la Dichiarazione d’Indipendenza, e fece la stessa fine di Thomas MacDonagh) si affaccia sul Suir, fiume che sfocia in mare a poca distanza. La città è come inserita e protetta da una sorta di fiordo, e forse per questo fu fondata dai Vichinghi nel 914. Di questo passato a Waterford sono molto orgogliosi e nel cosiddetto Triangolo Vichingo sono presenti musei e gran parte dei principali resti storici. Se si è gente di mare c’è uno yacht club molto quotato. E anche una periferia industriale, perchè la città è rinomata per la produzione del cristallo.
Da Waterford il treno, dopo avere costeggiato in parte il fiume, entra nelle verdi campagne irlandesi e ferma a Thomastown, abbastanza distante: le stazioni intermedie sono state tutte soppresse da oltre cinquant’anni. Tenuto conto che hanno mantenuto questa, che serve un paese di nemmeno tremila persone, possiamo immaginarci quanto le precedenti fermate servissero realtà minuscole. Thomastown ha un fiumiciattolo, mulini, e i ruderi di una abbazia, quella di Jerpoint, immersa nel fascino e nella nebbia della brughiera e dichiarata Monumento Nazionale fin dal 1880.
Diciassette chilometri più a nord il treno ferma proprio a Kilkenny, per un breve periodo nel XVII secolo pure capitale dell’Irlanda indipendente (tentativo affogato nel sangue da Cromwell). Non spenderò molto parole, perchè abbiamo Riako in loco che meglio di me saprà parlarne.

Muine_Bheag

Non è bellissima la stazione di Muine Beag?

La ferrovia prosegue e superato Gowran, villaggio di cinquecento abitanti circa e stazione chiusa dal 1963, fa tappa a Muine Beag, che arriva a quasi tremila persone. Proprio qui, all’inizio del Settecento, Lord Walter Bagenal (che doveva essere un mezzo matto) decise di costruire New Versailles, una cittadina organizzata sul modello della città e della reggia francese. Non serve dire come l’impresa andò a finire. Nei pressi di Muine Beag ci sono i pittoreschi ruderi di due castelli medievali, ma, lasciatemelo dire, la cosa più bella è proprio la graziosa stazione in stile palladiano, che mi fa pensare sia ancora quella originale del 1848.
La fermata successiva è Carlow: 23000 abitanti, di cui circa 3000 studenti che seguono i corsi del locale Institute of Technology o studiano nei tre college (quello di San Patrick ha oltre due secoli di storia). Dolmen preistorici, ruderi di castelli e di ville nobiliari, chiese gotiche e college: qui si possono veramente trovare i principali caratteri distintivi della storia irlandese!
La prossima stazione è Athy
, uno dei centri principali dell’inglese irlandese. Non avete letto male, si tratta di un caratteristico dialetto che mischia i termini delle due lingue. Riako magari sarà più interessata al O’Brien’s Bar, pub votato come uno dei dieci più pittoreschi dell’isola, o al Castello di Kilkea, visibile in estate e dimora del nono Duca di Leinster, il più importante nobile irlandese. Il suo erede, Lord Edward Fitzgerald, è nato nel 1988…

Kildare_Japanese_Garden

L’Irlanda che non ti aspetti!

Il treno arriva al capolinea: ecco Kildare, da cui partono le linee per Dublino, Cork, Galway, Ballina e Westport. La città, oltre ad essere un bello snodo ferroviario, si trova a circa 50 km da Dublino, non è una metropoli, ma i suoi ottomila abitanti oltre a godere di una cattedrale medievale e di un piccolo castello hanno qualcosa che credo sia un unico in Irlanda: un giardino giapponese!
William Walker, Primo Barone Wavertree (meno matto di quello che voleva ricostruire Versailles) ha realizzato qui un giardino giapponese, e alla sua morte lo ha donato allo stato: è quindi perfettamente visitabile!
A questo punto cosa aggiungere? Questa è la linea ferroviaria… fai buon viaggio Riako!
E ricorda… #UnaStazionePerBassa

2 pensieri su “Irlanda in treno: da Kildare a Waterford

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